Psicologia del ballottaggio, candidati votati allo stress

di Paola P. 1

 Ballottaggio, allo scontro finale i candidati arrivano sicuramente già sotto stress: la tensione della campagna elettorale, l’ansia per i risultati del voto non confluiscono in un risultato liberatorio per la mente, al contrario si richiede un ulteriore sforzo, ancora più duro del precedente, per ottenere la vittoria politica.

Occorre capacità di controllo, riuscire a gestire l’ansia, a resistere al prolungamento di scontri, dibattiti e, come avviene purtroppo in questi casi, anche di veri e propri colpi bassi, che affondano le unghie negli errori del passato, nella vita privata, cercando di portare alle luce le debolezze dell’avversario politico per emergere in chiave positiva. Lo psicologo Raffaele Felaco, presidente dell’Ordine degli psicologi della Campania, si rivolge agli aspiranti sindaci al ballottaggio proprio per avvisarli del rischio stress, fornendo qualche dritta utile a gestire la pressione crescente.

Bisogna, per l’esperto, focalizzarsi esclusivamente sulle ragioni che hanno spinto a candidarsi, non farsi distogliere da questo percorso e non cedere alla tentazione di mosse sbagliate, avventate, decisioni prese sotto la spinta della tensione al culmine in questi casi.

Qualcuno potrebbe pensare che essere arrivati al ballottaggio è già un’importante vittoria e si può tirare un sospiro di sollievo. In realtà, è proprio al ballottaggio che cresce l’ansia da prestazione, con un aumento dello stress imputabile all’indecisione in calo che riduce le possibilità di scelta. Tutto si fa più chiaro ma nello stesso tempo a crescere è anche la concentrazione sul risultato.

Inoltre, ci sono nuove alleanze da stringere, più richieste da parte degli altri, bisogna rimanere lucidi e vigili, avere le giuste qualità per far fronte ad un simile carico di tensione.

Mentre prima la fase era più ideologica, ora entriamo in una pragmatica. Un candidato che si è sentito a suo agio nella fase ideologica ora che si tratta di fare accordi concreti rischia di non avere la stessa performance, spiega Felaco.

E allora che fare per attrezzarsi psicologicamente al ballottaggio? Oltre a non dimenticare le ragioni che hanno spinto a candidarsi, bisogna cercare di mantenere le proprie convinzioni, resistere alle pressioni, rimanendo in contatto con se stessi. E’ essenziale anche per sfuggire al timore di finire nella macchina del fango, il dossieraggio.

[Fonte: Adnkronos]

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