Le immagini shock sui pacchetti di sigarette non funzionano

di Paola P. Commenta

Lo avreste mai detto che le immagini shock sui pacchetti di sigarette non sortiscono l’effetto sperato? Ad affermarlo è un recente studio effettuato da un’équipe di ricercatori tedeschi afferente all’Universitätsklinikum di Bonn, pubblicato sulla rivista Human Brain Mapping. Il nostro cervello, quando è in astinenza da fumo, sarebbe meno portato a sentire la paura, perché l’amigdala, l’area cerebrale preposta ai nostri timori, viene inibita dal desiderio di fumare che cresce a livelli esponenziali con l’aumentare del periodo di pausa dalla fonte di dipendenza.

Sembra quasi lo stesso meccanismo che ci spinge ad ignorare la tabella delle calorie quando abbiamo molta fame. Il cervello dà insomma priorità a quel pulsante rosso di riserva che si è acceso nella nostra testa e tralascia i dettagli, mica da poco in questo caso, visto che in ballo c’è la salute. A dire il vero, le immagini di teschi e tumori ad uno stadio avanzato su alcuni pacchetti spaventano eccome, non so voi, ma io ho smesso ormai da tre anni e credo che anche le semplici scritte intimidatorie sui pacchetti abbiano avuto la loro parte in questa decisione.

Ad ogni modo, gli autori di questo studio pensano che, dopo 12 ore di astinenza, sul pacchetto può esserci dipinto pure un cadavere in decomposizione ma non lo noteremo neanche. Come ha spiegato uno dei coordinatori dello studio, René Hurlemann:

In chi smette di fumare l’attività del centro della paura si riduce così tanto che non è più recettiva a queste foto spaventose.

Le immagini in questione, però, non sono certamente una misura da escludere nella lotta alle dipendenze. Non dimentichiamoci, infatti, che il miglior modo per liberarsi per sempre dal fumo è non iniziare a fumare. Gli autori stessi confermano che nei non fumatori l’amigdala funziona benissimo e dunque queste foto shock fanno effetto e spingono a desistere dall’iniziare a fumare.

[Fonte: ASCA]

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