Litio, disturbo bipolare ed orologio biologico, scoperto nuovo legame

di Gianluca Molinaro 2

Il disturbo bipolare è una condizione clinica caratterizzata dall’alternanza di umore elevato, mania e depressione e riguarda un numero di persone compreso tra l’1% e il 3% della popolazione generale. Sebbene il trattamento più diffuso ed efficace nella cura di questo disturbo negli ultimi 60 anni sia stato il sale di litio (cloruro di litio), pochi sono stati gli studi finalizzati a scoprire gli effetti del farmaco su alcuni meccanismi cerebrali.
In genere gli sbalzi d’umore, tipici della sindrome, sono correlati ad un cattivo funzionamento dei ritmi circadiani e del nostro orologio biologico che controlla e regola la nostra attività diurna e notturna.
Un nuovo studio condotto presso l’ University’s Faculty of Life Sciences ha mostrato come il litio abbia un effetto potente per aumentare l’ampiezza o la forza dei ritmi circadiani, rivelando un legame nuovo tra il classico stabilizzatore dell’umore, il disturbo bipolare e gli orologi biologici. I ricercatori sono giunti a queste conclusioni seguendo le dinamiche di una proteina orologio chiave e scoprendo che il litio aumentava, fino a 3 volte, la forza del meccanismo nelle cellule, bloccando l’azione di un enzima chiamato glicogeno sintasi chinasi o GSK3 . La ricerca, finanziata dal Medical Research Council e dal Biological Sciences Research Council (BBSRC), è stata pubblicata sulla rivista PLoS One.
Il Dr Qing-June Meng, uno dei principali autori della scoperta, sostiene che i risultati sono importanti per due ragioni: in primo luogo, spiegano come il sale di litio può essere in grado di stabilizzare gli sbalzi di umore nei pazienti, in secondo luogo offrono l’opportunità di creare nuovi farmaci per il disturbo bipolare,  in grado di produrre o migliorare l’ effetto del litio sull’enzima GSK3, al fine di scongiurare la presenza degli effetti collaterali associati al farmaco (tra questi, nausea, acne, debolezza muscolare, tremore, sedazione). La creazione di farmaci selettivi, che bloccano solo l’azione del glicogeno sintasi chinasi, avrebbe il grande vantaggio di evitare gli effetti “off-target” del litio. La ricerca su questi farmaci è già in atto e ciò rappresenta una buona notizia per pazienti affetti da altre malattie, compreso il diabete e morbo di Alzheimer.

 

Foto Credits /   brains the head su Flickr

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