Persone con disturbo bipolare o borderline lavorano meno

di Gianluca Molinaro Commenta

Le persone affette da disturbo bipolare e da depressione associate a disturbo borderline hanno maggiori difficoltà a inserirsi stabilmente nel mercato del lavoro, A questa conclusione è approdato uno studio che ha avuto come principale autore Mark Zimmerman, direttore della psichiatria ambulatoriale al Rhode Island Hospital.

Dallo studio, pubblicato sulla rivista Bipolar Disorders, emerge come i pazienti a cui era stato diagnosticato un disturbo borderline associato a depressione avevano una maggiore probabilità di rimanere, nel corso della carriera lavorativa, costantemente disoccupati, rispetto a pazienti a cui era stata diagnosticata una depressione senza comorbidità con la condizione borderline. I risultati erano altrettanto significativi per i pazienti con dignosi di disturbo bipolare, indipendentemente dal fatto che questa condizione fosse associata, e quindi in comorbidità, o meno, ad un disturbo borderline. Secondo le parole pronunciate dal dottor Zimmerman,

 “Il disturbo bipolare comporta un costo molto elevato per i pazienti, il sistema sanitario e la società, rispetto a molte altre malattie mentali, ed è classificata come una delle principali cause di disabilità nel mondo. Il disturbo bipolare spesso è associato a interruzioni del lavoro e del funzionamento sociale, ed è legato anche un aumento del rischio di suicidio.”

Oltre l’80 per cento dei pazienti con disturbo bipolare si è dovuto assentare dal lavoro per problemi collegabili alla malattia psichiatrica nei nei cinque anni precedenti allo studio, e più di un terzo ha perso fino a due anni di lavoro per gli stessi motivi. I pazienti che sono stati disoccupati in maniera persistente corrispondono al 13,4, mentre quelli che si sono assentati in tutto il periodo dei cinque anni corrispondono al 4,2 per cento. Il dottor Zimmerman a conclusione del suo lavoro ha dichiarato:

“C’è stata una grande discussione intorno alla diagnosi appropriata del disturbo bipolare che ha portato ad una sovradiagnosi. Tuttavia, tale sovradiagnosi è andata a scapito della diagnosi di disturbo di personalità borderline. Alcuni esperti di disturbo bipolare vorrebbero un’espansione del confine diagnostico del disturbo, e questo potrebbe portare ad aumentare il numero di diagnosi per questo tipo di malattia. Se ciò dovesse accadere, non vi è motivo di temere che i pazienti con disturbo borderline di personalità non saranno correttamente diagnosticati o trattati in modo appropriato. Sia il disturbo bipolare che quello borderline di personalità sono stati associati con una ridottà capacità di funzionamento lavorativo e come tali portano un onere significativo per la salute pubblica. Gli sforzi per migliorare il rilevamento del disturbo borderline di personalità nei pazienti depressi potrebbe essere importante quanto il riconoscimento del disturbo bipolare”

Foto Credits:  LizMarie_AK on Flickr

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