Psicologia, ossessione da applicazioni e social network

di Paola P. Commenta

 Il rapporto tra psiche e tecnologia è stato sin dagli albori identificato come controverso. Ad esempio, riguardo ai nuovi strumenti di comunicazione come i social network ci sono stati studi che hanno additato Facebook come un rischio per l’autostima dovuto al confronto con bacheche più frequentate della propria, aggiornamenti di stato che riscuotevano più consensi e così via discorrendo. Altri studi, improntati diversamente, hanno dimostrato che il popolare social network poteva al contrario rafforzare l’autostima, specie nel pubblico femminile e in chi ha bisogno di continui consensi per sentirsi supportato ed apprezzato.

Sotto accusa come minaccia all’equilibrio psicofisico sono state messe anche le troppe ore trascorse, specie di notte, al computer, nelle chat così come l’incapacità di darsi una regolata nell’uso di queste piattaforme, l’oversharing, l’eccesso di condivisione anche di banalità che fa perdere credibilità tra gli amici e a lavoro e fa pentire anche a volte di stati aggiornati senza riflettere. C’è da dire, però, che le potenzialità dei social network, se sfruttate, come un po’ tutto, con moderazione e rispettando alcune semplici regole di buon senso, superano sicuramente i contro.

Oggi parliamo dell’abitudine al controllo, checking habits, che colpisce chi non riesce a rimanere per più di brevi periodi senza controllare la mail o le notifiche dei social network, anche mentre magari è a cena fuori, sta passeggiando, insomma in momenti in cui sarebbe meglio premere il tasto off e godersi la compagnia altrui anche per non fare figuracce e venire etichettati come maleducati. Ne parla un recente studio, pubblicato sulla rivista di divulgazione scientifica Personal and Ubiquitous Computing, a cura di un’équipe di ricercatori afferente all’Helsinki Institute for Information Technology (HIIT).

Dal monitoraggio degli autori risulta che a soffrire di questa ossessione da applicazioni sono soggetti che aprono e chiudono di continuo lo schermo degli smartphone alla ricerca di notifiche, in attività di controllo che solitamente coinvolgono una sola applicazione per volta, durano meno di 30 secondi e sono scatenate nella maggior parte dei casi dalla noia.

[Fonte: ASCA]

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