Psicoterapia breve strategica: efficacia e contatti, intervista al professor Giorgio Nardone

di Redazione 2

Cari amici di Iovalgo, oggi si conclude il nostro speciale sulla psicoterapia breve strategica. Ringraziamo il professor Giorgio Nardone per la Sua disponibilità.

Finora abbiamo descritto il metodo, il suo campo di applicazione con casi esplicativi dell’approccio ad alcune tra le principali fobie: patofobia, nello specifico cardiofobia, dismorfofobia, fobia di uccidere a causa di un raptus di follia improvviso, disturbo ossessivo compulsivo. Oggi il professor Nardone ci illustrerà l’efficacia e le potenzialità della TBS oltre che fornirci indicazioni utili a contattare degli esperti in questo campo.

Professor Nardone, quanto è efficace la psicoterapia breve strategica rispetto alle altre terapie?

Rispetto all’efficacia dei trattamenti presso il Centro di Terapia Strategica che io dirigo, da oltre 25 anni sono verificate l’efficacia e l’efficienza usando l’integrazione di metodi diversi qualitativi e quantitativi: la valutazione congiunta di esito tra terapeuta e paziente, le misurazioni ai follow up a distanza di tempo dalla fine della terapia, la valutazione differenziata per patologie, la raccolta di statistiche descrittive dei terapeuti affiliati al Centro in Italia ed all’estero, effettuando così anche una valutazione transculturale e, negli ultimi anni, studi controllati di tipo sperimentale randomizzati.

I dati pubblicati a livello internazionale relativi all’attività di psicoterapia dal 1991 al 2000 mostrano che in un campione di 3456 casi trattati, l’87% ha ottenuto la completa remissione del disturbo presentato a fine trattamento e ai follow up e l’assenza di spostamenti sintomatici. Tali risultati sono stati ottenuti in una durata media della terapia di 7 sedute (Nardone, N., Watzlawick, P. (2005) Brief Strategic Therapy: philosophy, techniques and research. New Jersey: Aronson). Da tener presente che scorporando tali dati cumulativi nelle differenti classi di patologie, si hanno dei picchi positivi, oltre il 90%, su disturbi da panico, sull’ansia e sulla bulimia. Nel confronto con altre forme di psicoterapia emergono in particolar modo gli esiti sui disturbi ossessivi-compulsivi e sulla bulimia nervosa/vomiting che annoverano rispettivamente una percentuale di successo pari all’88% e all’83%.

Un aspetto per me davvero importante è considerare che in psicoterapia oltre all’efficacia, demarca la validità i termini etici e non solo statistici, l’efficienza di un trattamento, in quanto come è facile intuire, c’è una bella differenza tra liberare una persona da un disturbo invalidante attraverso un processo terapeutico che dura anni ed il farlo nell’arco di settimane o pochi mesi.

Per concludere, i dati evidenziano come rispetto ad altre forme di intervento psicoterapico, quello breve strategico sia in particolar modo efficace ed efficiente in patologie connotate da sintomatologia acuta, mentre è apparso meno idoneo al trattamento di quadri subclinici, forme fruste, sfumate, disturbi di personalità asintomatici e dipendenze maggiori da sostanze.

A chi rivolgersi per ricevere un consulto?

Chi vuole un consulto ed identificare lo psicologo strategico ad hoc, può inviare una mail al mio indirizzo [email protected], oppure consultare il sito www.centroditerapiastrategica.org, dove troverà l’elenco dei terapeuti affiliati e da me certificati, suddivisi per regione.

Infine per chi è in una condizione di disagio socioeconomico, c’è la possibilità di avere un terapeuta rivolgendosi all’Onlus Nardone-Watzlawick che offre gratuitamente prestazioni psicoterapeutiche, riabilitative a coloro che non sono in grado di sostenerne i costi: www.nardone-watzlawick-onlus.org.

Leggi tutti i nostri articoli dello speciale psicoterapia breve strategica.

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