Quando la mente ci inganna: la dismorfofobia

di E. Negri 4

Si guardano allo specchio e vedono solo difetti. Sono ossessionati dall’aspetto esteriore, ma non è per vanità. Spesso si rivolgono a chirurghi estetici per cambiare il proprio corpo, anche se nella maggior parte dei casi questo non risolverà il loro problema. Sono le vittime di una malattia psichica chiamata dismorfofobia.

Chi ne soffre, non riesce a vedersi con obiettività davanti ad uno specchio: l’immagine riflessa sarà sempre troppo grassa, il naso troppo storto, i capelli troppo radi, le gambe storte. In realtà sono solo bugie che la mente crea.

Alcuni psichiatri diretti da Jamie Feusner della David Geffen School of Medicine, presso l’Università di Los Angeles, hanno scoperto che il loro cervello elabora l’immagine del proprio volto in modo ingannevole, con un’attività alterata sia nei centri della visione sia nel sistema frontostriatale, legato ad altre patologie compulsive come ad esempio il gioco d’azzardo patologico.

Le persone affette da dismorfofobia sono circa l’1-2% della popolazione. Molti si fissano in modo ossessivo su un difetto, nel viso o nel corpo, e decidono di ricorrere alla chirurgia estetica. Questo non ferma però la spirale della paranoia e a breve la patologia porterà a trovare una nuova imperfezione capace di farli sentire sempre inadeguati.

L’individuo può sviluppare comportamenti fobico–ossessivi talvolta dannosi per la propria salute poiché possono evolvere in anoressia e bulimia. Questa patologia può frequentemente causare depressione, fobia sociale, narcisismo, disturbi ossessivo-compulsivi, problemi coniugali e relazionali.

La dismorfofobia si sviluppa con maggiore frequenza nei soggetti con basso livello di autostima, in genere adolescenti, sia maschi che femmine.

Gli psichiatri hanno scoperto che c’è qualcosa di “sbagliato” nel cervello di queste persone: confrontando con la risonanza magnetica funzionale il cervello di 17 dismorfofobici e 17 individui sani, mentre tutto il campione osservava foto del proprio volto o di quello di un attore famoso, gli scienziati hanno visto che nel cervello dei dismorfofobici di fronte al proprio volto si accendono in modo anomalo diverse aree neurali. Le anomalie si riscontrano non solo nei centri della visione, ma anche nel sistema frontostriatale e sono tanto più marcate quanto più grave è la sindrome dismorfofobica. La scoperta fa luce sulla natura di questo disturbo, anche se resta da stabilire se queste disfunzioni neurali siano innate o acquisite.

La terapia della dismorfofobia va scelta a seconda della personalità del soggetto e in base alla sua situazione familiare e sociale. Può essere utile una psicoterapia di tipo psicodinamico, sistemico o appartenente ad altri modelli, oltre che un eventuale sostegno di psicofarmaci, da valutare molto attentamente in base alle necessità del paziente.

Commenti (4)

  1. sono una ragazza,voglio contattare con qualcuno che hai sofferto e,è guarito da dismorfobia.Il mio ragazzo soffre da 20 anni da dismorfobia lui è bellissimo hai 42 anni.Nel specchio si vede brutto.Cosa devo fare io a aiutare lui? Lui si cura prende psicofarmaci ma i risultati niente.Grazie

  2. Soffro di questo problema, tutti mi invidiano la mia bellezza ricevo continuamente dei complimenti ma lunico a vedersi brutto sobo io..Il giudizio piu importante e il mio,mi sta condizionando fortemente la mia vita da pensare al suicidio…Tutti questi complimenti alla fibe mi fanno solo soffrire…Vorrei essere nato brutto x non avere questo problema…sono bello e vivo da brutto e oltretutto questo problema ha fatto si che mi chiudessi in me stesso e vivo anche vuoto passando una vita a pensare a me!!!

  3. Ciao ragazzi anche io ho un problema del genere mi vedovil doppiomento tutti dicono che non ho niente ma io mi sono fissato praticamente la pelle sotto il mento e un po giu ma niente di che penso sia nella norma ma me favstare male qualche consiglik grazie

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>