Dismorfofobia

di Paola P. 4

Dismorfofobia

La dismorfofobia è un disturbo psicologico caratterizzato da un’eccessiva preoccupazione per un difetto fisico realmente esistente o percepito come reale. Il termine deriva dal greco timore (phobos) della forma distorta (dis-morphé). Nei soggetti colpiti la consapevolezza di possedere un’imperfezione a livello fisico è capace di incidere sulla vita relazionale, minando l’autostima, generando insicurezza e portando spesso ad isolarsi o a far sfociare l’angoscia in comportamenti fobico-ossessivi. Come avviene per tutte le paure che diventano patologiche, la dismorfofobia è un disagio fortemente limitante per il benessere psicofisico che incide sulla vita quotidiana, nei rapporti interpersonali, sul lavoro, con un forte impatto sulle abitudini.

Il disturbo colpisce in special modo gli adolescenti di entrambi i sessi. Le ragazze spesso tendono a vedersi grasse, si fissano sulla forma del seno, sui capelli, sulle cosce e sui fianchi mentre gli uomini tenderanno a sviluppare un’ansia eccessiva per il pene, per i testicoli e per i capelli. Quando quella che è la normale insicurezza del proprio corpo legata all’adolescenza si trasforma in fobia potrebbero insorgere disturbi correlati, come  stress emotivo, anoressia, bulimia, nel tentativo di correggere ad ogni costo il difetto percepito come fonte di disagio e di tutti i problemi relazionali ed esistenziali.

Cause dismorfofobia

Negli adolescenti è l’insicurezza e la scarsa autostima tipica dell’età del cambiamento a scatenare una preoccupazione eccessiva del proprio aspetto e di una parte specifica del corpo percepita come deforme o imperfetta. Secondo gli esperti, inoltre, a prescindere dalla fascia d’età affetta da una visione errata del proprio aspetto fisico, ad influire oggi sull’insorgere del problema sono i modelli estetici sempre più irraggiungibili, magari ritoccati, che campeggiano sulle pagine dei giornali o in tv. Inoltre viviamo in una società in cui anche il più piccolo difetto viene additato come una grave pecca, se ne pubblicizza la soluzione, che si tratti di un intervento di chirurgia estetica piuttosto che di una crema miracolosa. L’esistenza della panacea per tutte le imperfezioni porta ad attribuire sempre maggiore importanza anche a difetti che si reputavano trascurabili, tanto da non riuscire a capacitarsi della loro esistenza ed a non sopportarne più la vista. Nel caso della dismorfofobia si vedono, nella gran parte dei casi, difetti inesistenti o insignificanti che diventano via via dei giganti che minano l’autostima e compromettono la vita sociale e l’equilibrio psichico.

Sintomi dismorfofobia

I sintomi si manifestano a livello comportamentale. Il soggetto si convince di avere un difetto fisico talmente evidente da diventare un pensiero fisso. Ne è ossessionato e cerca di nasconderlo in tutti i modi o peggio di evitare situazioni in cui sarebbe impossibile non metterlo in mostra. Ad esempio chi è tormentato dall’idea  di avere i piedi deformi non indosserà mai sandali e arriverà persino a decidere di non recarsi in spiaggia d’estate. C’è chi, malgrado sia giovane e senza rughe, come abbiamo visto in un caso esempio presentatoci dal professor Nardone sulla dismorfofobia, prende seriamente in considerazione l’idea di un intervento di chirurgia estetica perché lo specchio gli riflette un’immagine distorta di sé, con lo sguardo gravato da pesanti occhiaie e borse sotto agli occhi.

Trattamento dismorfofobia

Nei soggetti affetti da dismorfofobia il trattamento maggiormente consigliato dagli esperti è la terapia cognitivo-comportamentale che punta a cambiare l’atteggiamento del paziente. Anche la psicoterapia breve strategica ha dato buoni risultati. Ovviamente spetterà allo specialista, analizzata la situazione specifica relativa ad ogni singolo caso, valutare la cura più opportuna.

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