Il senso di angoscia opprime un italiano su tre

di Paola P. Commenta

Dal IV Rapporto sulla rappresentazione sociale e mediatica della sicurezza in Europa, condotto da Demos, Osservatorio di Pavia e Fondazione Unipolis, emerge, tra gli altri dati, la fotografia delle principali paure e angosce degli italiani. A minare la fiducia nel futuro dei cittadini della penisola in primis la disoccupazione e la crisi economica che sono in cima ai pensieri poco rosei di ben il 60% della popolazione.

Paure e ansie che non ottengono molto spazio nella rappresentazione mediatica dei timori sociali, a differenza di quanto accade nel resto d’Europa, dove tg e media danno più voce a quelle che sono le problematiche che ostacolano la serenità dei cittadini.

E così se gli italiani temono le grandi cosche e la criminalità organizzata i tg danno poco spazio alle mafie per concentrarsi piuttosto su episodi di microcriminalità che al contrario non sono affatto in cima alle preoccupazioni dei cittadini, o comunque non hanno poi tutto questo peso.
L’insicurezza degli italiani deriva da problemi di ordine globale ed economico. Si preoccupano molto per la salute, le epidemie, le malattie, il futuro dei figli ma anche per le catastrofi naturali ed ambientali. Per quanto riguarda la sfera economica, è il lavoro precario a creare più incertezza e ansia, che deriva dall’instabilità finanziaria del presente ma anche da preoccupazioni per il futuro, in primis sulla pensione a rischio.
L’insicurezza globale, stando a quanto afferma il report, coinvolge tre quarti della popolazione, soprattutto persone anziane e afferenti al centro-sinistra.
L’insicurezza economica è in costante crescita e riguarda i due terzi della popolazione, soprattutto ventenni e trentenni.
L’insicurezza legata alla criminalità coinvolge circa un terzo degli italiani, soprattutto donne, casalinghe, elettori di centrodestra e della Lega.

Il senso di angoscia, un sentimento che produce disorientamento e spaesamento, affligge un italiano su tre, soprattutto donne, in misura maggiore al Sud e persone con un più basso grado d’istruzione. Cresce soprattutto tra le persone che guardano più di 4 ore di televisione al giorno, specie programmi di infotainment pomeridiano, e non fatichiamo a capire perché.
I tarli che rodono la sicurezza, generando angoscia, sono solitudine, povertà di relazioni sociali e personali, bassa partecipazione. Per combatterla, dunque, non ci resta che partire proprio dall’eliminare questi tre fattori di rischio e…  dallo spegnere la tv.

[Fonte: Report sicurezza 2010]

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