Più sicuri di sé in cinque mosse

di Paola P. Commenta

Cinque mosse di non facile realizzazione ma nemmeno impossibili, premettiamo. Già, perché spesso manuali e riviste spicciole ci invitano al cambiamento come fosse una magia da pochi secondi, due o tre formule da pronunciare davanti allo specchio ed è fatta. Non è così e crederlo equivale a fallire e scoraggiarsi se questo miracolo non avviene come decanta l’incantesimo delle poche semplici mosse, il cambiamento è un percorso che va ad intaccare quello che siamo, quello che non ci piace di noi, e ci trasforma in persone diverse, può essere un percorso in discesa? Evidentemente no, ecco perché non bisogna aspettarsi miracoli e capire che ci saranno cadute e scivoloni, è tutto contemplato e normale, ma bisognerà avere pazienza, costanza ed andare avanti anche in salita e controvento.

Che si tratti di smettere di fumare, di avere successo, di conquistare la fiducia di una persona piuttosto che di essere persone migliori, l’unico modo che abbiamo per farlo è acquisire uno strumento fondamentale che ci darà accesso a numerose vittorie, non solo a quella che più ci preme il quel momento: la sicurezza in noi stessi. Qui le cinque mosse tornano utili, movimenti dal segno meno al segno più che deve spuntare nei nostri pensieri e sulle nostre teste, ai nostri occhi ed a quelli degli altri.

  1. Togliere il no e la negazione dalla nostra testa. Non ce la farò mai diventa Posso farcela, Ho più di una speranza di riuscirci.
  2. Pensare che chi ci è riuscito non ha poteri straordinari e qualità superiori alle nostre, ci ha solo provato e si è messo in gioco con tenacia e la tenacia è alla portata di tutti, è gratis.
  3. Darci non una ma almeno tre possibilità. Spesso il primo tentativo è quello fallimentare e non ci si concede, a torto, altre chances di riprovarci. Bisogna invece tentare di raggiungere la vetta, il nostro obiettivo, almeno tre volte, prima di darsi per vinti e mollare. Pensate agli alpinisti, a quante volte provano a scalare una montagna particolarmente alta prima di riuscirci. Nonostante il fallimento, ripartono con ancora più entusiasmo ed… esperienza.
  4. Dividere il percorso in tappe brevi e facili da raggiungere in breve tempo, piuttosto che in una sola macrotappa che per la sua immensità basta già a scoraggiarci.
  5. Premiarci ad ogni tappa raggiunta. Il cervello obbedisce al meccanismo della ricompensa, i sacrifici senza premi non lo gratificheranno e ci faranno perdere la voglia di proseguire con le rinunce e/o la fatica.

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