Stress da pandemia, tra film apocalittici e urla nelle foreste

di Valentina Cervelli Commenta

Lo stress da pandemia rappresenta una novità per la maggior parte delle persone viventi sulla terra: studiando il comportamento degli individui si è scoperto che chi ama i film apocalittici reagisce meglio. E che urlare nella foresta può aiutare a superare il nervosismo.

Film catastrofici aiutano a sviluppare resilienza

L’essere umano è un animale capace di grande resilienza, ma se dobbiamo essere sinceri non ci saremo aspettati che la passione per i film catastrofici, anche quelli più assurdi potesse tornare utile in un momento così difficile come quello rappresentato dalla pandemia di coronavirus, i lockdown e le loro conseguenze.

Eppure è proprio quello che ha mostrato uno studio condotto da un team di ricercatori dell’Università di Chicago, della Pennsylvania State University e della Aarhus University ha infatti rivelato che i fan dei film apocalittici e horror potrebbero proprio avere più resilienza per ciò che riguarda il panico e lo stress, davanti a eventi come la pandemia in corso. Insomma, apocalisse zombie e pandemie viste in televisione possono funzionare più di un calmante. Un documento relativo a tale ricerca è stato caricato, in attesa di pubblicazione su rivista scientifica specialistica, sui server di PsyArXiv.

Sfogarsi urlando nelle foreste islandesi

Lo studio, spiegano i ricercatori è stato condotto su un campione di 310 persone analizzate nel corso della pandemia di Covid-19, per capire “se la passione per film horror e apocalittici, in particolare quelli che raccontano storie di pandemie, fosse in qualche modo associata a una maggiore resilienza psicologica nei confronti della situazione di emergenza“. Per fare ciò gli scienziati hanno utilizzato una piattaforma online di nome Prolific per reclutare i partecipanti allo studio:  coloro che hanno accettato di partecipare hanno dovuto descriversi, dettagliare i propri generi cinematografici preferiti e  raccontare lo stato d’animo con cui avevano passato la quarantena.

Studiando i dati i ricercatori delle tre università si sono resi conto che gli appassionati dei generi catastrofici hanno presentato una risposta migliore dal punto di vista emotivo alla pandemia, per ciò che concerne stress, ansia, panico e resilienza: la motivazione? i film hanno rappresentato una sorta di “allenamento” psicologico.

Non tutti però sono stati e sono in grado di reagire in modo positivo alle difficoltà: per loro l’Islanda ha pensato a un servizio, nato come forma di marketing alternativa, molto speciale: la possibilità di registrare il proprio urlo e consentire che venga liberato nelle foreste o in altri magici luoghi del territorio. Peccato che al momento questo servizio sia destinato solo ai cittadini degli Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Canada e Danimarca.

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