Stress da fame: come gestirlo

di Valentina Cervelli Commenta

E’ stato coniato anche un nuovo termine per indicare lo stress da fame: hangry. Ovvero quel momento in cui si è affamati e si è irritati per quel preciso motivo: mai unione tra il termine hungry (affamato) e angry (arabbiato) fu più azzeccato. Come gestire questo stato di cose?

E’ una realtà ormai assodata anche dalla scienza: quando si ha fame si diventa intrattabili e si soffre di sbalzi di umore. E stanno agli psicologi dell’Università del North Carolina, quando si è affamati è  quasi scontato provare sensazioni di irritabilità, nervosismo, impazienza e collera. Il problema? L’essere umano sembra non essere adeguatamente preparato a dividere queste sensazioni negative dalla fame e questo porta spesso a non riconoscere che tutto ciò che proviamo possa dipendere da un calo glicemico e che basta inserire anche un piccolo snack nello stomaco per stare meglio. Spiega in tal senso lo psicologo Emanuel Mian:

In realtà l’appetito è psicologico, ovvero ha a che vedere con una spinta dettata dalle esperienze che già abbiamo avuto con il cibo, mentre è la fame ad essere fisiologica, perché risponde a un bisogno del nostro corpo. Il fatto è che la correlazione fra fame, appetito ed emozioni è molto forte, anche se ci alimentiamo in maniera meccanica, cioè inserendo una sorta di pilota automatico.

Come fare per gestire lo stress da fame? E’ presto detto: non saltare gli spuntini tra un pasto e l’altro favorendo la frutta, una manciata di frutta secca o comunque cibi leggeri e digeribili ed imparare a credere in se stessi ed alla propria forza di volontà.

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