Più bravi a scuola se si impara a sbagliare

di Luca Fiorucci 2

Sbagliando s’impara, dice il proverbio. Secondo una ricerca dell’Università di Poitiers, in Francia, ciò potrebbe essere vero, e gli studenti sarebbero più bravi a scuola se imparassero a sbagliare, o meglio, ad accettare i propri errori e i propri fallimenti, quindi genitori e insegnanti non dovrebbero metterli troppo “sotto pressione” pretendendo da loro un rendimento scolastico eccellente, perchè se i ragazzi sanno accettare i loro fallimenti senza abbattersi troppo, poi riusciranno ad avere maggior successo.

 Uno degli autori della ricerca, Frederique Autin, ha spiegato:

“Essendo ossessionati dal successo, gli studenti hanno paura di fallire, così sono restii ad intraprendere passi difficili per approfondire nuovo materiale. Sapere che la fatica è una parte cruciale dell’imparare può interrompere un circolo vizioso nel quale la difficoltà crea un senso d’incompetenza che alla fine sconvolge l’apprendimento.”

Secondo un altro degli autori dello studio, Jean-Claude Crozet, genitori e insegnanti dovrebbero incoraggiare i bambini enfatizzando i loro successi, piuttosto che i loro errori.
Per giungere a tali conclusioni, i ricercatori si sono avvalsi di tre esperimenti. Nel primo, ad un gruppo di 111 studenti francesi di età compresa fra gli 11 e i 12 anni venivano assegnati alcuni anagrammi molto difficili, che nessuno di loro avrebbe potuto risolvere. Quindi, Autin, uno degli scienziati, faceva presente ad un primo gruppo di studenti che imparare è difficile e si possono fare degli sbagli, ma l'”allenamento” può aiutare, “come per andare in bicicletta“.  Al secondo gruppo veniva semplicemente chiesto come avrebbero risolto il test. Successivamente, in un altro quiz sulle capacità cognitive, i bambini del primo gruppo, ai quali era stato spiegato che imparare è difficile e si può sbagliare, riuscivano meglio rispetto a quelli del secondo gruppo.
In un secondo esperimento, venivano coinvolti alcuni bambini che avevano risolto semplici anagrammi, e questi, assieme a quelli cui Autin aveva spiegato che si può sbagliare, dovevano svolgere un esercizio di lettura e comprensione del testo. Anche stavolta, quelli cui aveva parlato lo scienziato riuscivano meglio degli altri.
Nel terzo esperimento, veniva chiesto agli studenti di svolgere un test di lettura e comprensione di un brano, ma prima questi dovevano descrivere se stessi valutando la loro intelligenza. Coloro i quali aveva parlato Autin avevano realizzato un punteggio migliore, e nella loro autodescrizione sembravano considerarsi meno incapaci.
Studi simili a questo erano già stati svolti negli Stati Uniti, e avevano dimostrato che gli studenti del college avevano un rendimento migliore dopo aver letto messaggi positivi, o dopo che gli studenti più grandi avevano detto loro “di aspettarsi che la scuola media fosse difficile ma realizzabile“. I ricercatori hanno anche riscontrato che ripetere troppo spesso agli studenti che possono fare di meglio può renderli più ansiosi, e peggiorare il loro rendimento.

Foto Credits/Artshooter su Flickr

L.F.

Commenti (2)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>