Confessione via iPad e iPhone, quando l’esame di coscienza è un’applicazione

di Paola P. 2

Chi è senza peccato scagli la prima pietra ma anche un smsAmici di Iovalgo, qualunque sia la natura del vostro rapporto con la fede e con quelli che ciascuna religione considera peccati di cui pentirsi e per i quali chiedere perdono,  potrebbe interessarvi sapere che oggi l’esame di coscienza, spiritualmente parlando, come un po’ tutto, passa anche attraverso un’applicazione iPhone.

La religione fa buon uso delle nuove tecnologie in questo caso e si adegua ai mezzi di comunicazione di moderna generazione. Si chiama Confession, A Roman Catholic App e sostituisce al confessionale e alla grata tradizionali il palmare.

A brevettarla una società statunitense, la LittleiApps, che si professa di fede cattolica. Intendiamoci, la app non intende sostituire la sacralità del rito della confessione, bensì fornire un aiuto al penitente nell’esaminare i suoi peccati, un po’ come la app che misura il battito cardiaco ma non sostituisce certo il cardiologo, il posto dei preti per ora è ben salvo e la tecnologia non è poi questo demone che spesso dipingono.

Tutto parte inserendo età e sesso del peccatore, il tempo trascorso dall’ultima confessione, e poi prosegue passando per l’ammissione dei peccati fino ad arrivare alla fase clou, la penitenza, con la lista di tutte le preghiere, da cui poter scegliere quelle che più si preferiscono per espiare i peccati.

L’azienda garantisce che la privacy è assolutamente al sicuro e che nessun altro avrà accesso all’account personale protetto ovviamente da una password. Quanto costa farsi un esame di coscienza con questa applicazione? Un dollaro e 99 centesimi.
Spiega Patrick Leiner, uno dei fondatori della società che ha sviluppato l’applicazione Confession, che la mission della app è di invitare i cattolici a impegnarsi nella propria fede grazie all’utilizzo della tecnologia digitale:

Quest’applicazione ha aiutato un uomo a riaccostarsi al sacramento della confessione dopo 20 anni.

Per l’assoluzione, però, l’iPad e l’iPhone non possono essere d’aiuto. Non ancora, almeno.

[Fonte: Little iApps]

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