Gioco d’azzardo, perchè ci affascina tanto?

di Valeria Del Treste 4

 Dadi,  carte da poker e roulette russa rappresentano solo una piccola fetta dei giochi d’azzardo, negli ultimi anni infatti abbiamo assistito ad un rapido diffondersi anche di altri simili tipi di intrattenimento, per lo più elettronici. Ne esistono di vari generi, differenti per immagini e funzioni; la sola caratteristica che hanno in comune è che il loro andamento implica perdite o guadagni di soldi e che le dinamiche in questione dipendono in gran parte dalla fortuna. Perchè il gioco d’azzardo ci affascina tanto?

La maggior parte dei giocatori d’azzardo utilizza questa forma di intrattenimento in modo sano e razionale,  cercando cioè di vivere la situazione accettando da persona matura tanto la vincita quanto la sconfitta; ma c’è anche una percentuale, sebbene inferiore, di giocatori che vedono l’azzardo come una competizione continua in cui il valore dei soldi diminuisce in caso di perdita ed aumenta sproporzionatamente nelle vincite, smettono cioè di considerarlo come gioco e vengono etichettati come giocatori patologici.

Come abbiamo già detto solo una piccola percentuale dei giocatori arriva a soffrire di una dipendenza, ma sorge comunque spontaneo chiederci da cosa deriva quella spinta in grado di rendere così interessante il gioco d’azzardo; una delle motivazioni più potente è il desiderio di controllare il futuro, infatti nella maggior parte di questi giochi la nostra abilità dipende dall’indovinare o meno gli eventi futuri.  Altro fattore che rende il gioco d’azzardo così interessante è il fascino dell’aleatorio, dell’irraggiungibile, di quello che possiamo provare ad indovinare ma di cui non siamo a conoscenza; lo stesso fascino che ci attira non solo nel gioco ma anche a frequentare persone o a visitare posti misteriosi.

Il terzo ed ultimo fattore, ma di enorme importanza è che il rischio può farci perdere o guadagnare non solo in senso economico, ma anche di autostima, riuscendo quindi a coinvolgere e talvolta a saziare il nostro desiderio di onnipotenza.

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