Mente e corpo: diventare una donna “virtuale”

di E. Negri 1

La percezione del nostro corpo può cambiare il nostro comportamento? Sì, secondo alcuni ricercatori: utilizzando la realtà virtuale alcuni uomini hanno vissuto alcune esperienze in un corpo da donna, grazie alla realtà virtuale. Il risultato? Gli atteggiamenti e la psicologia dei maschi coinvolti assumevano una prospettiva tipicamente femminile.

 È quanto hanno osservato i ricercatori del Catalan Institute of Research and Advanced Studies di Barcellona e della University College di Londra, grazie ad un campione di 24 maschi. Questi sono stati immersi in una stanza virtuale con stimoli visivi e uditivi collegati a una percezione e a un’immagine di sé stessi femminile. Il gruppo di scienziati ha così realizzato un raffinato esperimento di realtà virtuale per studiare il collegamento fra la mente e la percezione del nostro corpo. Un esame possibile solo grazie alle potenzialità di queste tecnologie. Come spiega Mel Slater, tra gli autori dello studio, «Non esiste nessun’altra tecnologia così totale da deformare, oltre al senso del luogo, anche il senso di sé».

In una prima fase di test i volontari hanno indossato un apposito casco e alcuni di loro hanno visto la realtà attraverso gli occhi di un “avatar” virtuale femminile seduto nella stanza, mentre altri avevano una visuale a lato della donna. Infine un secondo personaggio femminile ha accarezzato e poi schiaffeggiato i maschi, attraverso i gesti dei ricercatori stessi, con lo scopo di rafforzare la percezione corporea. La tecnologia ha così creato nei partecipanti una complessa illusione in grado di far percepire un altro corpo come il proprio. L’unica differenza riscontrata è che nel primo gruppo la reazione di scambio dei corpi è risultata molto più accentuata.

La conclusione dello studio suggerisce che l’aspetto fisico è capace di suggerire un vero e proprio ruolo, anche se completamente diverso a quello a cui siamo originariamente abituati. Dunque un uomo che parte da un punto di vista femminile e percepisce il proprio corpo come quello di una donna, tende a comportarsi in modo più simile al gentil sesso . Addirittura alcuni soggetti hanno registrato, pochi minuti dopo l’inizio dell’esperimento, un cambiamento significativo di reazioni anche nel battito cardiaco. Una nuova conferma scientifica dello strettissimo rapporto che lega la nostra mente al corpo.

Commenti (1)

  1. allroa ,ovviamente cilò nn significa che una mente di maschi oin un corpo da donna si comporta come tale st abene con il corpo che ha perch povviamente altrimenti si parla sdi transessualismo…qua magari la mente pul reagir differentemnte perch èa sensazione che posson provar riguarda il mix tr al’evccitamente e il piacere della donna che l’uomo pul provar ma nn credo che se li metti verament ein un corpo dio donna a dun certo punto gli uomini(maschi etero o bise x o gay anche che han un cervello maschile cmq a seconda delle componeti conc erti livelli di msaschilità ) si possan trovar bene in un corpo opposto alla loro mente questo provcherà un ulteriore malesse e disforia col tempo,se tutto ciò fosse relae ma dato che p una cazzata virutale dunque euqsto è.diciam che tale cos potrebbe esser usata per la reazioen positiva in casi si malattie mnotorie ma nn altri stop!

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