Resistere al dolore, a voce alta è meglio

di MGarrini 3

 

Di fronte al dolore scappa l’impreco? Beh state facendo la cosa giusta. O meglio la più rapida per far lenire il fastidio. Una ricerca inglese, pubblicata su NeuroReport, ci dice che imprecare, e farlo a voce alta, diminuisce il dolore. La spiegazione è legata a dei fenomi intrinseci alla specie umana che collegano dolore e aggressività. Tecnicamente si parla di ipoalgesia, riduzione della sensibilità agli stimoli dolorosi.

Alla Keele University hanno condotto gli esperimenti su cui si basa lo studio. Sessantasei volontari hanno partecipato all’esperimento. Il singolare test prevedeva l’urlo di una parolaccia scelta tra 5 nella rosa delle imprecazioni dopo aver immerso la mano nell’acqua ghiacciata.

Il gruppo di controllo ha invece urlato “tavolo” e sinonimi al posto delle parolacce.
 

Dallo studio è emerso che la mano veniva tenuta nel ghiaccio più a lungo nella prima occasione (uso di parolaccia) e i parametri fisici correlati al dolore forte (come la frequenza del battito cardiaco) si alteravano meno repentinamente. Questo secondo i ricercatori d’oltremanica dimostra che la tolleranza al dolore cresce se si urlano parolacce, mentre ciò non avviene se si urlano parole diciamo “normali”. 
 

Fenomeno curioso, quanto vecchio e comune. La risposta dei ricercatori inglesi va nella direzione della pre-scrittura di tali pattern di risposta nel nostro istinto. La chiamano “fight or flight“, lotta o scappa, ovvero una reazione istintiva segnata da aggressività.

Combattere il dolore quindi o meglio prepararci a sopportarlo meglio, grazie a meccanismi quasi innati nella mente umana, e senza ricorrere a corsi di miglioramento personale o di PNL.

Insomma per il prossimo piccolo infortunio avete la licensa di imprecare, in fondo è per il vostro bene!

 

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