Solitudine, non sempre è negativa

di Paola P. 1

Solitudine: siamo abituati a considerarlo uno status necessariamente negativo, specie oggi in cui l’avvento del social a tutti i costi ci ha trasformato in identità interconnesse a decine di altre in un nanosecondo. Si può essere ancora soli nell’era del social network? Beh, sì, dal momento che tra contatto e relazione interpersonale intercorre uno spazio che potremmo paragonare a quello conoscente-amico. Il contatto lo conosci  sì ma solo di vista.

Bisogna operare un distinguo tra solitudine provocata dal fallimento delle relazioni e della vita sociale, ovvero il rimanere soli, e solitudine ricercata per restare da soli con se stessi, ritrovare l’equilibrio, una pausa benefica dal resto del mondo quando c’è bisogno di ritrovare la strada in solitaria, quando i compagni di viaggio che abbiamo al nostro fianco hanno intrapreso percorsi inconciliabili con il nostro modo di vivere e di guardare il mondo.

Il mondo oggi scorre in fretta, la comunicazione viaggia in tempo reale da un capo all’altro del mondo e così i contatti umani. Tutto questo può farci sentire sotto pressione, necessitare di riprendere il controllo della nostra vita, del timone, uscire dalla corrente di eventi, insomma, che ci travolge spesso nostro malgrado.

Esiste una solitudine che fa sentire emarginati, isolati, soli, vuoti e lascia un senso di sconforto. Ed esiste la solitudine che è pace, tranquillità, consapevolezza, periodo di astensione volontaria dal mondo, dagli stimoli esterni, per staccare la spina, pensare solo a se stessi, riprendere il controllo della propria vita. Uno status che corrisponde allo stare da soli senza sentirsi soli. Uno spazio vitale per riflettere, divertirsi, guardarsi dentro, un’opportunità per rigenerarci, esplorare la nostra ricchezza interiore senza interferenze.

La principale differenza tra stare da soli e rimanere soli è che la prima è una condizione che scegliamo come modo per ritrovare l’equilibrio psicofisico, una pausa di riflessione dai legami che a volte si rende necessaria, la seconda invece è una situazione che ci viene imposta dagli altri che si allontanano da noi. Due modi, come si vede, estremamente diversi di essere soli, il primo positivo, il secondo estremamente deleterio.

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