Stragi di innocenti, come reagire?

di Valentina Cervelli Commenta

La sparatoria omofoba di Orlando, l’uccisione di Christina Grimmie da parte di un pazzo per la strada ed i diversi attentati vissuti negli ultimi mesi lasciano una paura intensa nelle persone: quanto è grande il rischio? Come reagire a queste stragi di innocenti?

Non avere paura è impossibile e comprensibile: troppe le vittime innocenti strappate alla vita. E non importa che tutto ciò succeda lontano da noi. Una cantante nota, degli appartenenti alla comunità LGBTQ: tutte persone che avevano una vita vissuta più o meno pienamente, un lavoro e delle persone che amavano. Quando la violenza è così priva di senso ed incomprensibile non si può non chiedere di non avere paura. Quello che si deve fare è cercare di reagire e fare in modo tale che cose di questo genere non accadano più. Tentare di limitare la violenza generale, spingere sui propri governi e chiedere maggiore sicurezza per tutti in ogni contesto, combattere l’omofobia: anche quella più stupida.

Davanti a queste stragi di innocenti i “ma” e la “casistica” personale non contano: sono situazioni che nascono a causa delle società e di come la gestiamo. Perché siamo noi stessi componenti primari della stessa. Ecco quindi che siamo noi a dover cambiare reagendo. Dobbiamo prenderci il tempo giusto per piangere i nostri morti ed al contempo lavorare tutti quanti insieme affinché queste cose non capitino più. Se necessario dobbiamo riuscire a modificare radicalmente il comportamento di chi ci governa. Dobbiamo smettere di lasciar correre: altrimenti continueremo sempre ad aver paura ed a piangere le nostre vittime, quando personalmente tutti noi possiamo fare molto di più.

Photo Credit | Thinkstock

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