Dare un taglio all’essere passivo aggressivi

di Valentina Cervelli Commenta

Bisogna dare un taglio all’essere passivo-aggressivi: si tratta di un atteggiamento che in generale non porta a nulla nel corso dell’esistenza, ancor di più se le persone che si hanno attorno capiscono cosa sta succedendo e come giusto che sia si rifiutano di cedere.

Non si parla in generale di una scaramuccia tra fidanzati sull’ottenere di eseguire una particolare uscita o meno ma del continuo atteggiamento attacco/difesa e stimolo all’azione dato dall’agire in modo tale che l’altra persona abbia per forza una reazione. Prima di tutto non è un modo corretto di creare una base per qualsiasi relazione sana, sia essa di tipo lavorativo che di tipo interpersonale. E in seconda istanza, sebbene questo sia un particolare al quale spesso non viene data attenzione, non è assolutamente valido come strumento per aumentare la propria autostima o stimolare la propria crescita personale.

E’ come costruire un castello di vita su fondamenta fatte di ricatto: nulla di sano e duraturo può nascerne. Soprattutto poi a quale pro essere passivi aggressivi? Quale tipo di risultato o vittoria si può ottenere da tutto questo? E’ lo sbilanciamento generale delle situazioni a rendere vana qualsiasi conquista, soprattutto se questo essere “passivo aggressivo” non è un semplice stuzzicare ma diventa una filosofia di vita condotta all’estremo. Non si può non tenere da conto poi che dall’altra parte si può incontrare un interlocutore completamente “impermeabile” ad un simile atteggiamento: perché non correggere prima un macrodifetto di comportamento come questo invece di rimandare l’inevitabile e forte delusione?

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