Agorafobia, la paura dei luoghi non familiari

di Paola P. 2

Dal greco agorà, piazza e fobia, paura, l’agorafobia è la paura di ambienti non familiari, solitamente luoghi molto affollati, senza una via di fuga che possa condurre velocemente al sicuro. Piazze, assemblee molto gremite, manifestazioni, code, centri commerciali, aeroplani, autobus.

Nei luoghi pubblici l’agorafobico non si sente protetto e desidera tornare a casa, al riparo, unico posto in cui, nei casi molto seri del disturbo d’ansia, si senta davvero a suo agio.
Al contrario di quanto si crede l’agorafobia non è l’opposto della claustrofobia, la paura degli spazi chiusi, perché il panico si scatena sì negli spazi aperti ma non necessariamente in tutte le occasioni in cui mancano confini ben definiti come mura, soffitti ecc.

Si tratta di un disagio che mette a nudo il timore di sentirsi in imbarazzo, intrappolati e indifesi, colpiti da un attacco di panico fuori di casa. L’età media di insorgenza dell’agorafobia è 20 anni.
I sintomi fisici sono rari perché chi ne soffre solitamente evita di trovarsi in situazioni che possono scatenare ansia.
Generalmente si ha il battito cardiaco accelerato, respiro affannoso, vampate di calore, disturbi allo stomaco, diarrea, difficoltà a deglutire, nausea, tremori, vertigini, ronzio nelle orecchie.

Gli esperti reputano che la causa dell’agorafobia sia da rintracciarsi in fattori scatenanti sia fisici che psicologici, una complicazione degli attacchi di panico frequenti e ricorrenti dovuti alla sensazione di aver perso il controllo e di essere in grave pericolo.
I farmaci tranquillanti e i sonniferi, come le benzodiazepine, se assunti per lunghi periodi di tempo, possono scatenare agorafobia.
Alcuni studi hanno scoperto un legame tra l’agorafobia e i problemi di orientamento spaziale.
Altri fattori di rischio sono l’abuso di alcol, droghe, traumi, un evento molto stressante, come un lutto, la perdita del lavoro, un terremoto, disturbi alimentari, depressione.
L’agorafobia può essere scatenata da un disturbo ossessivo-compulsivo: ad esempio, chi ha paura di contrarre germi eviterà la folla.

Il trattamento per l’agorafobia comporta generalmente una combinazione di farmaci (per allievare i sintomi fisici) e psicoterapia (per curare il disturbo d’ansia). Nella maggior parte dei casi il trattamento è efficace e il paziente impara a tenere la paura sotto controllo.
Si può intervenire con la terapia cognitivo comportamentale, la terapia interpersonale, la terapia psicodinamica e la terapia familiare.
E’ importante curare il disturbo perché chi ne è affetto presenta un rischio molto più elevato di soffrire di depressione, ansia, dipendenze da alcol e droghe.

[Fonte: Medicalnewstoday]

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