Come guarire dall’amaxofobia (o paura di guidare)

di Chiara 2

Alzi la mano chi ha paura di guidare! Siamo sicuri che siete in tanti e che il sogno di Henry Ford solo in parte si sia avverato. Di sicuro l’automobile è diventato un bene a cui non si può fare a meno, come e più di tutte le altre tecnologie che c’accompagnano e che ci sono necessarie. L’auto è segno di indipendenza, avvicina ciò che è lontano e agevolmente ma è anche simbolo, status symbol, segno di stile e buon gusto, appartenenza ad una classe sociale.

Per tanti che investono e proiettano sull’auto, stati d’animo, accrescimento del sè o semplicemente progetti di vita (soprattutto legati al lavoro), vi è una gran parte di umanità che evita tutte le tutte le situazioni in cui potrebbe trovarsi a guidare un’auto o un motoveicolo. Tale disturbo è detto amaxofobia. Coloro che ne soffrono, provano un estremo disagio all’idea di guidare e qualora si ritenesse necessario farlo, non sono in grado di nascondere la forte ansia anticipatoria. I sintomi sono quelli tipici delle fobie e quindi si registrano: battito cardiaco, dispnea, sudorazione, talora addirittura svenimenti o attacchi di panico.

Spesso nella storia di queste persone, sono presenti cause ambientali scatenanti che non necessariamente sono dovute, come  si crederebbe, ad incidenti stradali. Talora perchè questa incontrollabile paura si manifesti, sono sufficienti anche piccole difficoltà o un inconveniente come un tamponamento non grave.

Il disturbo quindi è strettamente legato alla demoralizzazione della persona, che se – come purtroppo accade – associa alla guida situazioni stressanti, avrà crescenti difficoltà a sopportare ansia, disagio e vergogna. Tale fobia si combatte efficacemente con la terapia cognitivo comportamentale. Il soggetto grazie a questa, viene aiutato a riconoscere e a controllare le sue reazioni e quindi a fare una distinzione tra le reazione di paura e il semplice stimolo.

Per far ciò, si possono utilizzare due tecniche: quella del Flooding, in cui lo stimolo pauroso è “somministrato” al paziente in una sorta di mitridatizzazione, fino a quando non si ottiene la scomparsa della paura oppure con la ‘desensibilizzazione sistematica‘, anche più incisiva nella cura di questo disturbo. Al soggetto vengono insegnate delle tecniche di rilassamento, in modo tale che sia più facile per lui stabilire quali situazioni (stila di fatto una vera e propria lista) lo spaventano maggiormente. Tali timori, saranno poi affrontati in modo graduale fino a quando si otterrà la totale desensibilizzazione di questi.

Commenti (2)

  1. soffro di amaxfobia cerco un buon piscologo a Napoli

  2. ormai sono anni che non guido,soffro di qst fobia e non sapevo che esistesse una terapia per superarla.Ho letto che esistono due tecniche,mi piacerebbe provarle.

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