Dormite e aiuterete la vostra pressione arteriosa

di Francesco Russo Commenta

Quando siamo stanchi e stressati dopo una snervante giornata di lavoro, dopo che siamo stati in giro tutta la giornata, non desideriamo più tutto dormire nel nostro letto e riposarci? Dormire bene è importantissimo per la salute del nostro organismo. Ma condizione ancora più importante è che il sonno sia duraturo e non frammentato da interruzioni. Uno studio condotto dall’ Harvard Medical School Of Medicine ha sostenuto che gli uomini anziani che dormono male durante la notte presentano ben l’80% di probabilità in più di incorrere in un disturbo ipertensivo rispetto a coloro che riescono a riposare bene durante le ore della notte.

Sarebbe forte, quindi, la correlazione tra il rischio di ipertensione e la salute del sonno. Altri studi recenti, invece, hanno collegato i disturbi del sonno alle apnee notturne, che anch’esse possono generare a loro volta problemi a livello ipertensivo. Le analisi sono state condotte su 784 uomini dai 65 anni in su e si è visto come chi ha disturbi relativi al sonno, si sveglia di frequente, ha problemi di respirazione ha più probabilità di rischiare un attacco di ipertensione.

In particolare, la fase del sonno maggiormente interessata è quella chiamata fase ad onde lente. Se il sonno è particolarmente disturbato in questa fase l’individuo si sveglia frequentemente e non riesce a riposare bene. Altra caratteristica è quella che vede la salute del sonno legata anche al peso corporeo.

Secondo lo studio condotto dall’Harvard Medical School non ci sarebbe una relazione, ma all’opposto la Case Western Reserve University di Cleveland ha sviluppato una ricerca secondo la quale le persone che riescono a dormire poco sono maggiormente predisposte ad ingrassare. In particolare, si è visto come coloro che mediamente dormivano quattro ore fossero più soggetti a prendere peso rispetto a coloro che dormono almeno cinque ore per notte. Infatti, il mancato sonno porta a irritabilità, stanchezza e altera i diversi processi fisiologici nell’arco delle ventiquattr’ore.

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