Le fobie più diffuse in Italia

di Francesco Russo Commenta

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E’ un articolo del quotidiano LaStampa che ha sottolineato l’importanza del fenomeno. Sembrerebbe che in Italia, soprattutto a Torino, le fobie tendano ad essere diffusissime. Inoltre, per curarle sembrerebbe che gli individui non ricorrano più al classico analista, ma a Facebook.Le fobie non sono altro che delle forti paure che l’individuo prova in determinate situazioni. Questo comporta l’allontamento dalle stesse e una chiusura in se stessi. Infatti, il fobico tende  a caricare di significati negativi delle situazioni o degli oggetti esterni che finiscono per creargli paura, angoscia, repulsione. L’agenzia pubblicitaria Armando Testa ha deciso di proporre attraverso Facebook una campagna chiamata “Fisse e Fobie”. Ogni utente  poteva liberamente dichiarare la propria fobia o la propria fissa. Tanto è vero che lo slogan dell’agenzia recitava: Non ci si libera di una cosa evitandola, soltanto postandola. Ma a spiegare cosa è stato realmente fatto è il direttore creativo di Armando Testa, Marco Faccio:

L’uomofobico vuole essere il terminale delle fobie degli uomini e delle donne di oggi. L’idea è nata come un esperimento per avvicinare l’agenzia ai media. Ci siamo suddivisi in due squadre contrapposte, con due diverse pagine Facebook, Fisse e fobie e Al contrario, e abbiamo testato quale delle due riscuoteva più successo. Ha vinto decisamente la prima, con oltre 10 mila passaggi soltanto fra i torinesi.

Praticamente la pagina Facebook è dedicata a tutti i fobici, a tutti coloro i quali hanno una fissazione di cui si vergognano e che adesso possono confessare senza problemi. Tutto questo per creare una terapia di gruppo che possa aiutare a capire che non si è soli ad affrontare determinate paure. L’idea sembra ingegnosa e molto creativa, frutto soltanto di un’agenzia pubblicitaria più che di un centro medico. Alcune delle fissazioni più diffuse ci sono l’ansia che la fine sia vicina, la mania di mettere avanti le lancette dell’orologio, la paura di rimanere incastrati tra le porte della metropolitana.

Foto Credits| stoneysteiner su Flickr

 

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