
Stando ai recenti avvenimenti di cronaca, ecco che oggi affrontiamo un argomento scottante: il dimenticare un figlio in auto. Per comprendere bene le dinamiche psicologiche e riuscire meglio ad addentrarsi nello status, senza rischiare di dare semplicemente dei giudizi, ecco che andiamo a capire cosa è successo a livello psicologico nel padre di Perugia.
Per capire bene, andiamo a paragonare i giudizi di due psicologi diversi che hanno dichiarato le condizioni ai giornali. Il primo caso è quello che parla di rapporti sociali ed inconscio. La giustificazione è che un uomo, non nasce naturalmente predisposto per badare ai figli, il suo primo obiettivo è sicuramente il lavoro, e quando ci è impegnato, è in grado anche di rimuovere completamente la realtà.
Cari
Interpretare i sogni per avere accesso alle profondità recondite del nostro inconscio, esplorare i fondali sommersi di desideri, paure, aspettative, una chiave di comprensione utile a migliorare la nostra esistenza e le nostre relazioni, capace persino di aiutarci quando si tratta di prendere delle decisioni importanti e nella confusione più totale non possiamo che metterci in ascolto delle esigenze e delle volontà più nascoste del nostro io e dove trovarci e ritrovarci se non nei sogni, la parte più addormentata ma forse la più sveglia di noi, quella che più elabora e più sente le emozioni?
Soldi
Perché abbiamo bisogno di andare in vacanza? E cosa accade quando rinunciamo a staccare la spina? Il professor Joe Robinson parla di un disturbo da deficit di vacanza. Le implicazioni del lavoro non stop tutto l’anno spaziano da una minore produttività a problemi psicofisici a una salute a rischio.
Come scoprire se piaci a qualcuno senza necessariamente aprire una fanpage su Facebook il che, permettetemi di dirlo, se non si è un personaggio famoso o un’azienda, è anche abbastanza patetico.
Il libero professionista chi è, perché lo è, come si organizza, come vive? Sappiamo che è l’unico lavoratore al mondo che può insultare il suo capo senza rischiare di perdere il posto, a scapito di un po’ di autostima magari perché è alle dipendenze di se stesso. Scherzi a parte, come sapere se
Comunicare non è aprire la bocca e dargli fiato sbraitando una serie di pensieri aggressivi, ansiosi di arrivare al nostro interlocutore ma troppo presi da una foga scoordinata per riuscire a calibrare il tiro su un oggetto che sia diverso dall’io ossessionato dal prevalere sull’altro. Ricordate di partire dalla posizione di cui parlavamo tempo fa a proposito di un relazionarsi equilibrato: io sono ok, tu sei ok.