Cari amici di Iovalgo, proseguiamo il nostro speciale sull’interpretazione dei sogni come chiave di lettura e risposta ad interrogativi e dubbi che ci assillano. Abbiamo spiegato come ricordare i sogni e collegarli alla realtà esplorando scenari simili occorsi nella nostra vita riconducibili allo stesso sfondo del sogno. Lo abbiamo fatto avvalendoci delle preziose delucidazioni in merito della psichiatra Judith Orloff, autrice per il New York Times del bestseller Emotional Freedom: Liberate Yourself From Negative Emotions and Transform Your Life.
In questa seconda tappa del nostro approfondimento ci avvarremo delle indicazioni fornite dalla stessa psichiatra per interpretare sogni ricorrenti e comuni alla luce delle nostre paure e delle nostre ansie. Il mondo dei sogni è un punto di accesso importante per capire cosa ci spaventa e cosa ci angoscia, un primo passo da gigante per porvi rimedio, specie quando ci sentiamo ansiosi, agitati, ma non riusciamo ad ammettere nemmeno con noi stessi qual è il problema, interpretare i sogni può rivelarsi illuminante.
Interpretare i sogni per avere accesso alle profondità recondite del nostro inconscio, esplorare i fondali sommersi di desideri, paure, aspettative, una chiave di comprensione utile a migliorare la nostra esistenza e le nostre relazioni, capace persino di aiutarci quando si tratta di prendere delle decisioni importanti e nella confusione più totale non possiamo che metterci in ascolto delle esigenze e delle volontà più nascoste del nostro io e dove trovarci e ritrovarci se non nei sogni, la parte più addormentata ma forse la più sveglia di noi, quella che più elabora e più sente le emozioni?
Soldi
Perché abbiamo bisogno di andare in vacanza? E cosa accade quando rinunciamo a staccare la spina? Il professor Joe Robinson parla di un disturbo da deficit di vacanza. Le implicazioni del lavoro non stop tutto l’anno spaziano da una minore produttività a problemi psicofisici a una salute a rischio.
Come scoprire se piaci a qualcuno senza necessariamente aprire una fanpage su Facebook il che, permettetemi di dirlo, se non si è un personaggio famoso o un’azienda, è anche abbastanza patetico.
Il libero professionista chi è, perché lo è, come si organizza, come vive? Sappiamo che è l’unico lavoratore al mondo che può insultare il suo capo senza rischiare di perdere il posto, a scapito di un po’ di autostima magari perché è alle dipendenze di se stesso. Scherzi a parte, come sapere se
Comunicare non è aprire la bocca e dargli fiato sbraitando una serie di pensieri aggressivi, ansiosi di arrivare al nostro interlocutore ma troppo presi da una foga scoordinata per riuscire a calibrare il tiro su un oggetto che sia diverso dall’io ossessionato dal prevalere sull’altro. Ricordate di partire dalla posizione di cui parlavamo tempo fa a proposito di un relazionarsi equilibrato: io sono ok, tu sei ok.
Guardate questa foto e ora scegliete il volto più attraente tra i soggetti femminili o maschili in base al vostro orientamento sessuale. E’ questa una della miriade di immagini mostrate nel corso di diversi esperimenti effettuati da un’équipe di ricercatori afferente alla University of British Columbia. Uno studio interessante pubblicato sulla rivista di divulgazione scientifica American Psychological Association Emotion, che ha fatto luce sugli stereotipi di genere tra gli eterosessuali e nella cultura occidentale, in primis il fascino del maschio bel tenebroso, dall’espressione un po’ imbronciata, a conti fatti quello che non si definirebbe certo una persona solare ma che in quanto a sex appeal pare non temere rivali.