La Psicologia Sportiva, un valido aiuto per l’attività fisica

di Valeria Del Treste 1

La psicologia sportiva è una branca multidisciplinare della psicologia che unisce nozioni di medicina, educazione fisica, sociologia e riabilitazione.

Si occupa dello studio dei fattori mentali e fisiologici della partecipazione sportiva, per comprendere e soprattutto sollecitare le persone che svolgono attività fisica e riguarda sia gli individui che praticano sport per piacere personale che gli atleti.

In America la psicologia sportiva è rivolta principalmente all’aspetto psico-sociale, invece in Europa punta all’insegnamento e al controllo del movimento e  soprattutto a stimolare le motivazioni interiori che ci spingono a credere in noi stessi e a metterci in gioco, senza contare i benefici fisici che lo sport apporta all’individuo.

Inizialmente l’atleta è sottoposto a una valutazione psicodiagnostica che ne analizza le competenze generali e cognitive per escludere eventuali deficit o fobie.

Uno dei compiti più importanti della psicologia sportiva è insegnare a pensare positivamente e sottolineare l’importanza di lavorare in squadra.

In questa emergono sia le caratteristiche individuali, come la capacità di risolvere problemi e prendere decisioni sia la condivisione di obiettivi comuni. Nella squadra, infatti, ognuno cerca di dare il meglio di sè puntando non solo al successo personale ma anche a quello collettivo.

Lo psicologo dello sport è un dottore che si occupa dell’informazione e della formazione di arbitri, allenatori e atleti non a livello agonistico ma mentale; esso si occupa soprattutto di potenziare le abilità mentali degli atleti, di sviluppare la leadership, il processo di influenza interpersonale svolto dall’allenatore che mira al raggiungimento di un determinato obiettivo.

Inoltre la psicologia sportiva insegna ad aumentare l’autostima, permettendo di toccare con mano gli obiettivi raggiunti in gare,  varie attività fisiche e competizioni; insenga a lavorare sul self talk, cioè a dialogare con noi stessi e infine a sconfiggere l’ansia da prestazione o la sindrome del campione, aiutandoci quindi non solo a livello sportivo ma globale.

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