Usa, oggi il sesso ha 41 varianti

di Francesco Russo Commenta

Il missionario è la posizione sessuale che caratterizza la maggior parte dei rapporti sessuali. Possiede lo scettro della “più tradizionale”, anche perché permette una penetrazione più profonda e se “fatta bene” dà piacere ad entrambi i partner. Ma per chi avesse voglia di sperimentare nuove posizioni e ad indagare nuovi sentieri del piacere arriva uno studio americano.

Dagli Stati Uniti arriva il National Survey of Sexual Health and Behaviour.  Il sondaggio, condotto dall’Università dell’Indiana e pubblicato sul Journal of Sexual Medicine, ha avuto modo di constatare che ad oggi esistono quarantuno modi di fare l’amore. Tutti questi, principalmente, riguardano delle varianti relative ai cinque atti erotici principali, ovvero il rapporto pene-vagina, l’autoerotismo, la masturbazione, il sesso orale e il sesso anale.

A conti fatti gli amanti dei giorni nostri sono desiderosi di stravolgere il tradizionale per sperimentare nuovi modi di fare l’amore. Basti pensare alla grande valenza che assumono ad oggi i preliminari, non visti più come un momento da trascurare ma come un vero e proprio rapporto intimo. Il sondaggio ha abbracciato un gran numero di persone: 5.865 soggetti fra i 14 e i 94 anni. Inoltre, è stato realizzato via Internet.  I risultati da sottolineare riguardano la grande importanza che l’autoerotismo riveste ancora oggi.

Infatti, il 28% e il 69% degli uomini in ciascuna fascia di età lo pratica senza problemi. Per quanto riguarda le donne, invece, hanno dichiarato di averlo praticato almeno una volta nei tre mesi precedenti al sondaggio e alcune lo praticano addirittura insieme al partner. Altro dato importante è l’aumento della pratica del sesso anale. Basti pensare che tra i 25 e i 29 anni ben il 45% delle donne dichiara di praticarlo. Ma allo stesso tempo aumentano le pratiche sessuali fra persone dello stesso sesso.

Per esempio, quasi il 15 % delle trentenni ha sostenuto di aver avuto esperienze di sesso orale con un’altra donna almeno una volta nella vita. In ogni caso, dallo studio emerge che l’uso del profilattico e la cura della prevenzione anche tra gli adolescenti è diventato una norma. E questa è cosa buona e giusta.

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