Un detto popolare sostiene che gli “opposti si attraggono“, effettivamente nella vita di tutti i giorni non è difficile incontrare coppie composte da persone molto diverse l’una dall’altra. Questo perchè in alcuni casi leghiamo con un partner con un carattere diverso dal nostro in grado di “darci” quello che ci manca; ma è proprio vero che tendiamo a ricercare l’unione con partner così diversi da noi?
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Dimmi che prezioso usi e ti dirò che personalità hai…Questa è l’interpretazione di nuove ricerche psichiatriche. Vediamo così che differenza c’è tra le varie combinazioni “preziose” che si possono avere. Non c’è differenza tra preziosi di oreficeria o di bijoutteria, perchè parliamo di rapportro tra gusti e personalità e non di materiale vero. L’interpretazione dei gusti è stata fatta dal Dottor Augusto Iossa Fasano, consulente psichiatra della Asl Città di Milano.
Avere addosso l’oro giallo è simbolo di una persona che ha una alta autostima di se. Sembra una persona molto trasgressiva, ma invece davanti al mondo mantiene un certo aspetto tradizionalista che da l’idea di incorruttibilità. Chi ama l’oro bianco, invece, è simbolo di ambiguità e contraddizione perchè va oltre tutte le mode. Anche qui è una spiccata tradizione classica a dar l’idea, ma il suo sembrare l’acciaio dei robot rende comunque l’individuo moderno. Le perle trasmettono un senso di pace sia in chi le indossa che in chi le guarda. Molto spesso infatti sono legate a due simbolismi: la terza età e la verginità. Questo deriva soprattutto dalla storia, che nel Medioevo vietava le perle a prostitute e zingari.
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Fare il veterinario è sempre più difficile e non solo per il corso di studi, impegnativo e decisamente lungo: la professione è estremamente inflazionata (in Italia sono ben quattordici le facoltà universitarie, contro una media europea di tre), e il mercato è saturo e per di più esigentissimo:” Oggi il cliente richiede prestazioni sempre più sofisticate: tac, risonanze magnetiche, interventi chirurgici di altissimo livello“ ci dice Oscar Grazioli, veterinario e giornalista.
I suoi casi più avvincenti sono: orsi malmessi, scimmie malandrine, gatti altruisti e lucertole profumate, che è possibile trovare – in Quello che gli animali non dicono (edizioni Età dell’Acquario, pp.. 280, euro 18), Grazioli ci spiega che il bravo veterinario deve essere anche un ottimo psicologo: i suoi pazienti infatti non possono parlare e naturalmente rispondono alla domanda “Allora dove ti fa male?” solo squittendo, nitrendo, o starnazzando, ed è solo dai padroni che è possibile ricavare tutte le informazioni utili soprattutto quelle più nascoste. “E spesso i proprietari minimizzano i sintomi per non ammettere di aver sbagliato“. Inoltre di errori se ne fanno tanti anche se in rete, vi è un’abbondanza di informazioni. E’ questa la motivazione per cui le conclusioni , non sono sempre delle migliori:” Non è raro il proprietario che entra in ambulatorio avendo già in mente una diagnosi letta in un sito internet. E i più avventati magari hanno già somministrato all’animale cure peggiori del male: ho visto un pitone in preda alle convulsioni perché il proprietario gli aveva spruzzato così tanto antiparassitario da intossicarlo“.
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Gli esperti parlano chiaro: le vacanze ed il relax fanno bene sia alla salute che alla mente. Ma quanto dura il beneficio di una vacanza? Ebbene questo quesito solleva una questione alquanto discussa e delicata perchè sembra che in soli due giorni tutto “il bene che ci siamo fatti”, svanisce. A confermarlo la studiosa olandese Jessica De Bloom della Radboud University, che dopo aver studiato un gruppo di persone volontarie ai quali era stato chiesto di parlare del proprio stato di benessere. Il test si è tenuto in due fasi. Una prima analisi è stata effettuata durante le prime due settimane della vacanza, un’altra fase subito dopo il rientro in città.
La sensazionale scoperta della De Bloom è che la soddisfazione psicofisica risulta essere altissima durante la vacanza, ma precipita in maniera vertiginosa a fine della stessa. Infatti dopo soli 2 giorni i livelli di stress tornano altissimi. Sicuramente non era una novità che lo stress tornasse subito in gioco…il fatto è che nessuno si aspettasse che bastassero così pochi giorni per annullare completamente i benefici dopo il rientro.
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Quello della timidezza è un problema più frequente di quanto non sembri, molte persone riescono a mascherare questo aspetto del proprio carattere e, di conseguenza, a combatterlo. Purtroppo, però, sono altrettanti gli individui che, scoraggiati, lasciano che la timidezza prenda il sopravvento: sbagliato! Se è vero che ognuno ha determinati tratti caratteriali, non è detto che non possiamo migliorarli; ecco come possiamo aiutarci a superare la timidezza in 3 mosse.
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Passiamo troppe ore chiusi in ufficio e, soprattutto se facciamo un lavoro sedentario, il nostro fisico ne risente: è più difficile mantenersi in forma e ancora più difficile scaricare le energie negative. Ma si diffonde sempre di più la soluzione che ci permette di combinare l’ufficio con la ginnastica: il fidgeting!
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Al piano meno uno del policlinico Gemelli di Roma è nato il primo Day Hospital dedicato alle dipendenze “alternative“, in pratica quelle da internet. A spiegarne la necessità sono i dati di uno studio condotto dall’Università di Parma e dal Cnr su un campione di 2200 studenti: il 22 per cento presenta condotte “immersive” in relazione all’uso del pc, vale a dire un uso eccessivo, e uno su dieci è a rischio dipendenza.
Naturalmente come è da immaginare, riguardo questo disturbo, le opinioni sono molte e diverse, per Stefano Benemeglio, ad esempio, autore di numerosi studi sul comportamento umano già a partire dagli Anni Sessanta, nonché fondatore dell’onlus Accademia Internazionale delle Discipline Analogiche sostiene che per questi disturbi e la maniera in cui si presentano: “le sfaccettature sono molteplici: c’è chi si fa travolgere da Internet fino a diventarne dipendente e chi si fa coinvolgere dal gioco d’azzardo: ma si tratta sempre di uno stesso fenomeno che caratterizza la nostra epoca. E per risolvere questi problemi sempre più persone si rivolgono all’ipnosi“.
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Aiutare noi stessi ed avere una maggiore crescita personale? Sicuramente per farlo, “gli altri” sono una parte importantissima dela nostra vita. Oggi vediamo insieme uno step del come poter migliorare la nostra vita a se stante e quella in relazione con gli altri. Secondo alcuni studi recenti, i complimenti sarebbero l’input principale di ogni successo personale. Sia nel lavoro, che nell’amore o con gli amici, gli apprezzamenti sinceri, quelli che inorgogliscono, ci fanno fare sempre meglio e soprattutto diventano lo stimolo a fare ancora di più.
Questa tesi andrebbe a demotivare e rendere sterile completamente, quella più vecchiotta che parla di rimproveri. Infatti, secondo una vecchia corrente cognitivista i rimproveri sarebbero le migliori motivazioni possibili per fare di più, invece secondo le recenti statistiche il 90% delle persone rimproverate non si sente a suo agio, anzi, preferisce chiudere il rapporto con quella storia / situazione, acquisendone motivi di imbarazzo nel ripresentarsi. Leggi tutto l’articolo