Insonnia e depressione, una relazione pericolosa

di Paola P. 7

Insonnia e depressione: sappiamo che esiste un legame ma di che tipo e  come intervenire per mettere fine a quella che è una relazione a dir poco pericolosa per il nostro equibrio psicofisico? Ce lo spiega il dottor Michael Perlis, esperto nei disturbi del sonno legati all’umore. Iniziamo con qualche dato: l’80% delle persone depresse soffre di insonnia che si manifesta principalmente con la difficoltà a prendere sonno e con lo svegliarsi di continuo nel corso della notte. Anche svegliarsi troppo presto al mattino è spesso una conseguenza di stati depressivi. Un altro 15% di pazienti depressi lamenta di dormire troppo.

Questi dati illustrano chiaramente come la depressione ed il sonno siano strettamente correlati. Secondo quanto sostiente Perlis, l’insonnia, però, potrebbe non essere semplicemente un sintomo della depressione bensì, in alcuni casi, un fattore scatenante. Ovvero sono i disturbi del sonno che ci provocano problemi relativi all’umore.

Trattare l’insonnia, a conti fatti, potrebbe dunque prevenire l’insorgenza o il peggioramento di uno stato depressivo. Le fasi del sonno ubbidiscono ad uno schema che va da uno stadio di sonno più leggero al sonno profondo. Nei soggetti depressi si è osservato che il passaggio alla fase REM è più repentino e meno mediato da fasi di transizione. La fase REM è coinvolta nella memoria emotiva. Se la fase di sonno ad onde lente dura poco il paziente ricorderà in particolar modo le emozioni negative. Malgrado i pazienti affetti da insonnia spesso dormano anche sei ore a notte, il tempo trascorso da svegli, nell’incapacità di addormentarsi, verrà percepito come estremamente lungo.

In alcuni casi, strano ma vero, i disturbi del sonno che si scatenano in chi è depresso, sono un tentativo dell’organismo di reagire alla depressione, dal momento che rimanere svegli favorisce la produzione di serotonina, l’ormone del buon umore, e di dopamina, altro neurotrasmettitore legato alla depressione. Tanto che lo stato di veglia viene utilizzato come trattamento antidepressivo seppur con risultati di breve durata e scarsa efficacia.

Perlis sottolinea l’importanza dell’insonnia come fattore legato alla depressione ed in alcuni casi, come abbiamo visto, precursore di uno stato depressivo. Oltre che, ovviamente, responsabile di ansia, associata al timore di non riuscire a prendere sonno che angoscia i pazienti ogni sera. E’ bene, dunque, indagare sui disturbi del sonno e cercare di curarli per ottenere risultati sia terapeutici che preventivi del male oscuro che affligge, da tempi immemorabili, gli esseri umani.

Commenti (7)

  1. ciao mi chiamo ,sono giunto alla conclusione che sto male,e appena possibile i primi di settembre faccio un consulto da una specialista psicanalista non ne posso piu sono stanco di vivere cosi

  2. ciao mi chiamo ,sono giunto alla conclusione che sto male,e appena possibile i primi di settembre faccio un consulto da una specialista psicanalista non ne posso piu sono stanco di vivere cosi

    1. ciao Marco, ammettere di avere un problema è il primo passo verso la soluzione, chiedere aiuto come hai intenzione di fare a settembre è il secondo… vedrai che il terzo sarà quello che ti avvicina a stare meglio, a presto e coraggio!

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