Perché colorare fa bene: lo studio

di Valentina Cervelli Commenta

Abbiamo affrontato in passato l’importanza dei mandala e del disegnare per rilassarsi: adesso a dare manforte a queste teorie è arrivato anche uno studio condotto dalla Drexel University di Philadelphia.

Poco importa che decidiate di colorare un libro con pennarelli e matite colorate o scarabocchiate sopra un foglio volante con una penna: in tutti e due i casi queste azioni portano ad un abbassamento del livello di stress. E’ il cervello stesso che ci spinge a farlo perché cosciente che in tal senso il nostro organismo ne ottiene dei benefici.

Lo studio in questione è stato pubblicato all’interno della rivista“The Arts in Psychotherapy”. Si tratta in tutto e per tutto di art therapy, un semplicissimo metodo per rilassarsi, che lo ripetiamo, può passare attraverso la colorazione di complicatissimi disegni o lo scarabocchio di qualsiasi figura. Essi infatti accendono circuito della gratificazione nel cervello. Spiega la dott.ssa Girija Kaimal, una delle autrici dello studio:

Sembra esserci un piacere intrinseco nello svolgere attività artistiche, indipendentemente dal risultato ottenuto. A volte siamo critici nei confronti delle nostre opere perché abbiamo interiorizzato i giudizi sociali che indicano cosa è buona o cattiva arte, e dunque chi è dotato e chi no. In questo modo rischiamo di negarci una semplice fonte di gratificazione per il cervello.

Alla fine per combattere lo stress non è importante il risultato ma l’atto stesso perché consente di ottenere benefici. Il campione preso in considerazione nello studio era composto da 26 volontari ai quali è stato chiesto di colorare un mandala, scarabocchiare un cerchio su un foglio e disegnare a mano libera.

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