Paura di volare? Ecco i consigli per superarla!

Le ferie di agosto sono ormai alle porte. Partendo per le vacanze, saranno molte le persone che dovranno affrontare una delle fobie più diffuse, ovvero la paura di volare.
Questo problema ha una crescente rilevanza nei paesi industrializzati. E’ stato stimato che circa il 10% della popolazione comune non prende mai l’aereo a causa di questo terrore legato al volo, mentre almeno il 25% delle persone soffre di ansie o attacchi di panico di forte intensità.

La diffidenza ti allontana dagli altri

  

Quante volte ci siamo chiesti di qualcuno se gli si potesse concedere la nostra fiducia, se non ci stesse invece mentendo o ancora se davvero c’avrebbe sostenuto in quel nostro progetto, idea o confronto.

La diffidenza è un misto di ansia e pessimismo e di un evento ci dà la misura del pericolo, di un fallimento. Come sostiene Maura Amelia Bonanno, antropologa culturale esperta di Enneagramma a Lavagna (Ge)Si tratta di un atteggiamento spesso sproporzionato alla situazione reale, che può inibirci e paralizzarci dal vivere pienamente. Chi è molto diffidente arriva a mettere in dubbio il positivo, a non avere un’attitudine aperta verso il mondo. Anzi, è pieno di pregiudizi”.

L’origine di tale atteggiamento come è intuibile, ha radici profonde nell’infanzia. Un pioniere nell’indagine dello sviluppo infantile e quindi dei comportamenti che condizioneranno il bambino anche da adulto, è stato lo psicanalista americano Erik Erikson che nei primi anni cinquanta con l’espressione “fiducia di base” e “sfiducia di base”, ha definito la fase dello sviluppo che dalla nascita va fino ai due anni d’età, un momento particolare, in cui il bambino avverte la “benevolenza” del mondo, sentendosi accolto.

L’autocritica quando è costruttiva ti rende più forte

Quante volte ci siamo avviliti, boicottati, intimati la resa “Non ce la farai mai anche se ti impegni, non puoi riuscire”. Innumerevoli volte ci siamo ripetuti frasi come questa, può capitare ma non indugiamoci. L’ autocritica svalutativa è uno di quei meccanismi psicologici che se intervengono spesso nella nostra vita diventano motivo di depressione. L’ argomento è stato affrontato nel 2004 da un gruppo di psicologi inglesi, guidati da Paul Gilbert della Mental Health Research Unit del Kingsway Hospital di Derby, e pubblicata sul British Journal of Clinical Psychology. Lo studio evidenzia come questo tipo di autocritica, crei delle dolorose spaccature nella psiche, perché se è vero che una parte di noi ci allontana ansiosamente da una situazione di cui ne paventa (quasi sempre in maniera ingiustificata ) il “pericolo” , dall’altra sussiste – dato che è insita nell’uomo – la volontà e il desiderio di superare un proprio limite. La scelta finale sarà determinata dal confronto/scontro di queste due istanze che ne determineranno l’azione o l’inerzia. Per dare un’idea di questo meccanismo, soprattutto in coloro che soffrono di depressione, alcuni ricercatori hanno applicato la tecnica del role-playing che mostra come il conflitto esploda in maniera evidente. E’ una sorta di psicodramma in cui viene utilizzata la “tecnica delle due sedie” su cui i pazienti sono invitati ad accomodarsi. Una volta occupata la prima, dovranno comunicare le autocritiche svalutative mentre sulla seconda, manifestare il desiderio di riuscita e resistenza. Il conflitto interiore in questo modo si palesa e talora anche molto violentemente: è per i terapeuti è il momento ideale per intervenire e lavorare successivamente sullo sviluppo della capacità di “promozione”, arrivando a contrastare la profonda incapacità e realizzarsi positivamente. Naturalmente non tutte le forme di autocritica sono dannose, anzi la capacità di analisi profonda del sé è – per chi la possiede – una grande risorsa ma non deve tralasciare la propria implicita funzione costruttiva, un atteggiamento responsabile offre la reale possibilità di non ripetere gli errori, quella che invece è perpetrata con disfattismo e vittimismo, oltre a creare un’intensa frustrazione e infelicità, tende a reiterare atteggiamenti sbagliati, ci riduce all’impotenza e alla rabbia.

Come curare le fobie

Molte persone soffrono di particolari fobie capaci di incidere fortemente sulla vita: la paura diventa infatti incontrollata e assolutamente sproporzionata alla situazione vissuta. Eppure non bisogna restare prigionieri delle proprie fobie: esistono delle terapie capaci di aiutarci a superare questi ostacoli e tornare a vivere serenamente.

Miglioramento personale, la differenza tra dovere e volere

 Quante volte ci capita di ricevere un invito da un amico ma non possiamo parteciparvi? Capita a tutti, chi più chi meno ma non sempre dipende dal fatto di avere impegni improrogabili; la cosa assurda è che spesso la causa è solo nella nostra testa perchè siamo abituati a pensare in un modo che sembra non tiene conto di una cosa fondamentale, la differenza tra dovere e volere.

Tristezza e malessere, 4 consigli per sentirsi meglio


Spesso ci troviamo ad affrontare le così dette “giornate no“, durante le quali tristezza e negatività prendono il sopravvento; talvolta il malessere non è dovuto ad un episodio in particolare ma ad una serie di cose che ci modificano la giornata. Ma è proprio necessario assecondare questo stato d’animo e lasciare che le cose cambino da sole (magari il giorno dopo) oppure possiamo fare qualcosa per sentirci meglio?

237 motivi per fare sesso

 Perchè facciamo sesso? La risposta può sembrare scontata: per piacere, per amore, per procreare… ma non solo. Infatti sono molte le motivazioni che ci spingono ad avere rapporti sessuali, molte delle quali sono spesso sottovalutate o addirittura mascherate con altre socialmente accettabili; come rivela questo studio che elenca i 237 motivi per fare sesso.

Come gestire l’ansia

L’ansia è uno degli aspetti della nostra vita: è un’emozione che nasce fisiologicamente come campanello d’allarme quando la nostra vita o i nostri pensieri si stanno allontanando dallo stato di benessere. Molto spesso, tuttavia, l’ansia è vissuta come un problema che ci colpisce in modo devastante, senza che si capisca il perché il nostro organismo abbia una reazione così spropositata. Per limitare quindi l’impatto di questa sensazione sulla nostra vita, cerchiamo di capire meglio perché il nostro corpo ci lancia questi segnali.

Sei un control freak?

Ti piace fare una lista per tutto, dalla spesa agli obiettivi professionali a medio termine? Non riesci a delegare il tuo lavoro, anche quando dovresti, perché temi di lasciarti sfuggire di mano la situazione? Hai paura di improvvisare? Attenzione potresti essere un maniaco del controllo o, come direbbero nel mondo anglosassone, un control freak.

Esprimere la rabbia fa bene al cuore

Trattenere i propri sentimenti fa male. Soprattutto chi soffre di malattie cardiovascolari deve stare molto attento alle gestione delle emozioni, in particolar modo la rabbia. Secondo uno studio olandese, pubblicato sull’American Journal of Cardiology, le persone con problemi di cuore che non esprimono la rabbia rischiano, infatti, ben tre volte di più di avere un infarto.