Come ci persuade la pubblicità (Parte 2 di 2)

Per proseguire il discorso già avviato ieri, continuiamo a parlare di pubblicità. Dopo avere analizzato il rapporto della stessa con il nostro cervello, ovvero, analizzato quella che ha funzioni emotive per colpire le nostre emozioni e quelle logiche, che vogliono entrare in contatto con il nostro sapere e la nostra intelligenza, come già anticipato, parliamo dei metodi di commercializzazione per far funzionare la pubblicità.
Stiamo parlando del rapporto corpo – ambiente, connubio ideale per creare una sensazione piacevole all’esterno ed all’interno di se stessi per passare ad uno status di acquisto.

I metodi che vengono usati in questo senso per coinvolgere il nostro corpo sono sicuramente quelli della filodiffusione e quella dei profumi. L’aspetto musicale uditivo e quello olfattivo quindi.

Prova costume, dimagrire usando il cervello ed il buonumore

 Prova costume: alcuni non sanno nemmeno cosa sia, o perché sono sempre in formissima o perché più semplicemente non se ne importano granché di qualche chilo in più. Per altri invece diventa un chiodo fisso che martella a distanza di mesi dal fatidico primo giorno in spiaggia, generando ansia e complessi.

La dottoressa Judith J. Wurtman, co-autore di The Serotonin Power Diet: Eat Carbs — Nature’s Own Appetite Suppressant — to Stop Emotional Overeating and Halt Antidepressant-Associated Weight Gain, ricordandoci che per accedere al mare non è richiesta alcuna caratteristica fisica da concorso di bellezza, ci spiega che, se proprio si vuole perdere peso senza deprimersi e stressarsi, diventando irritabili e scontrosi, il segreto è sfruttare il legame tra carboidrati e cervello. Come?

Come ci persuade la pubblicità (Parte 1 di 2)

Analizziamo insieme la pubblicità e gli effetti psicologici che può avere su noi consumatori. Come ben sappiamo, le catene commerciali più famose ogni anno, spendono migliaia di euro per costose pubblicità, onde accattivare la nostra attenzione, ma più che altro, accattivare il nostro cervello.

La pubblicità è una forma di comunicazione (a pagamento o gratuita) che può essere diffusa dagli operatori economici dei media, oppure diffusa dai mezzi di comunicazione “comuni”, ovvero gli individui singoli che tendono ad influenzare gli atteggiamenti dei propri conoscenti, proponendo i prodotti o le località che vivono quotidianamente.

Perché piace un politico

Oggi parliamo di psicologia sociale, legata a qualcosa di attuale e qualcosa che ha sempre fatto notizia: la politica.

Ciò che ci interessa nello specifico è: quali sono i vari motivi che permettono ad un individuo di avere una preferenza per uno o per un altro personaggio politico? Ebbene, in questo caso andiamo a parlare di posizioni ideologiche, oltre al fatto di scelte psicologiche.

Stress, un test per scoprire se la salute è a rischio

 Stress, ovvero distress, la tensione eccessiva, esasperata, che chiude con un bilancio negativo tra quelle che sono le nostre possibilità di sopportazione ed il peso di cui farsi carico.
Lo stress fa male alla salute psicofisica, abbassa le nostre difese immunitarie e ci fa ammalare, eppure è spesso sottovalutato, non viene curato.

Nonostante la cura sia molto semplice, alla portata di tutti: allentare la tensione, fare attività fisica, respirare, prendersi del tempo per rilassarsi, dire qualche no, non fare una tragedia se non si riesce, per una volta, a spremersi, a dare il meglio. Sdraiarsi su un prato e guardare le nuvole, fin quando la mente è completamente sgombra, parlare con un amico, fare un bagno caldo, passeggiare, iniziare una dieta sana. Imparare a distinguere le ore lavorative da quelle off. Quante cose possiamo già fare contro lo stress! Piccole ma determinanti. Come scoprire se lo stress, che si trascina spesso dietro ansia e paure, sta compromettendo la nostra salute? Ce lo spiega la dottoressa Eva Selhub in The Love Response.

Déjà vu, quando il nuovo è familiare

 Déjà vu, la sensazione di aver già vissuto quell’attimo, di essere già stati in quel preciso luogo, in un dato momento, un ricordo che è nostro pur non appartenendo al passato.

Una percezione che certamente in tanti provano almeno una volta nella vita non senza un brivido di sorpresa: lascia quasi sconcertati visitare un posto, certi di non esserci mai passati, eppure avvertendo qualcosa di familiare, uno scenario già visto per l’appunto.

Sindrome del nido vuoto, come affrontarla

 La sindrome del nido vuoto colpisce i genitori quando il bambino inizia ad andare a scuola, quando i figli vanno via di casa, in generale quando la casa si svuota perché i ragazzi crescono, si sposano, si allontanano per motivi di lavoro o di studio e la coppia rimane sola.

Si sperimentano stati emotivi più o meno profondi come depressione, tristezza, senso di solitudine, sconforto, dolore, un senso di perdita. Ad essere più colpite sono le donne ma gli uomini non sono certo immuni.  Come affrontare e riempire il vuoto evitando che venga colmato da emozioni negative e faccia sprofondare in un disturbo più serio?

Pensiero ossessivo, quando pensare diventa realizzare

 Sono come degli intrusi che si affacciano con prepotenza nella mente mettendo su casa nelle idee, radicandosi alla razionalità, costringendo a pensarli e ripensarli infinite volte. Sono i pensieri ossessivi che ricorrono alla velocità della luce insinuandosi nel buon senso e seminando il panico: perché non riusciamo a liberarcene e come fare per tenerli a bada? E soprattutto, c’è qualcosa di sbagliato in chi è colpito da un pensiero intrusivo di cui non riesce a disfarsi e che lo tormenta?

Secondo quanto afferma il dottor Robert L.Leahy, psichiatra alla Yale University, questi pensieri assillanti si presentano spesso sotto forma di idee angoscianti come: “Ho il cancro”; “Non riesco a controllarmi”; “Ho commesso un errore”. Girano e rigirano nella mente come trottole al punto che l’individuo pensa ci sia qualcosa di sbagliato in lui e arriva a confondere il pensiero con la realtà. Ad esempio da “Non riesco a controllarmi” arriverà a credere che sia davvero così e simili.

Compatibilità coppia, questione di test o di testa?

 Compatibilità… quante volte, in riferimento a screzi nella vita di coppia e divergenze di opinioni e di carattere, abbiamo sentito o pronunciato la frase: “Non siamo compatibili”.
Eppure, a pensarci bene, i primi periodi di una relazione, provate a rivangarli, sono per molte coppie abbastanza tormentati, costellati da discussioni piuttosto accese e liti furibonde.

Poi, se tutto va bene, e se lo scontro si trasforma in confronto, come per magia, ci si sente più affini, forse perché scoprire le carte, i tasti dolenti, aiuta a creare una mappa di zone sensibili da non valicare se non si vuole offendere e litigare con il partner. Dunque, la compatibilità che cos’è? E’ una questione di test o di testa? Che ne pensano a riguardo gli esperti?

Ansia da risonanza e pet therapy

Quanto si deve ai nostri amici a quattro zampe non si riesce ancora a capirlo. Sicuramente tanto, ed oggi cerchiamo anche di capire ancora il perché. Partiamo forse da un po’ lontano, ma si riesce a comprendere meglio tutto il percorso.

L’ansia è un fattore molto pesante nel momento in cui dobbiamo dedicarci ad analisi specifiche che portano a conseguenze personali. L’esempio è la risonanza magnetica in un posto chiuso e le analisi del sangue.

Il farmaco che cancella i brutti ricordi

La pillola della felicità sembra che sia diventata realtà. E’ stato infatti lanciato in questi giorni, il comunicato stampa che parla di un nuovo rimedio a mezzo farmaco per cancellare i brutti ricordi.

La sostanza “magica”, sarebbe stata identificata nel metirapone, un nuovo farmaco che è in grado di rimuovere dalla mente umana, tutte le emozioni negative strettamente connesse a situazioni spiacevoli. Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism ed è stato seguito dai ricercatori Canadesi dell’Università di Montreal. Alla guida della ricerca, la dottoressa Marie-France Marin, che promuove il farmaco però, come medicinale in grado di sopperire alle persone che soffrono di stress post traumatico.

Rabbia, come evitare di rimuginare sulle discussioni

 Rabbia: temporanea, lo sfogo di pochi minuti che rientra ad una situazione di calma in breve, oppure rabbia rimuginata, quella che scaturisce quando continuiamo a pensare ed a ripensare ad un torto subito, a delle brutte discussioni, ad un’offesa, a rievocarle nella nostra mente anche a distanza di ore, giorni, con il risultato di rivivere la stessa sensazione più e più volte.

Inutile dire quanto questo sia controproducente per il nostro equilibrio emotivo. Tornare a casa da lavoro e snobbare le feste del cane perché nel percorso abbiamo ripensato ossessivamente ad un alterco con il capo piuttosto che con un collega. Capita così di portarsi la rabbia dentro e dietro, con effetti pesanti anche sulle relazioni interpersonali e sull’umore. Ma come fare a liberarsi dalla brutta abitudine, spesso innata, a rievocare la rabbia passata?