Crisi: siamo abituati a pensarla necessariamente come un qualcosa di negativo, una catastrofe nelle nostre vite e nella sopravvivenza della nostra comunità così come la conosciamo, che si tratti di una crisi sociale, spirituale piuttosto che economica, eppure la storia ci insegna che proprio nei periodi di crisi sono nate le idee migliori, le spinte al cambiamento, al miglioramento. La crisi in fondo è il fallimento, la messa in discussione, del sistema vigente, dello status quo, il crollo definitivo delle sue falle e di quel tirare avanti a stento, mettendo una pezza qua e là, che prima o poi svela le sue debolezze.
Dire no al fumo comporta dire sì alla tristezza

Uno dei vizi più comuni fra gli uomini è il fumo. La sigaretta diventa momento di sfogo e di piacere durante la giornata. Inutile star ora ad elencare tutte le caratteristiche negative legate al vizio di fumare, oltre che al rischio di incappare in patologie e malattie molto gravi in alcuni casi. Per non parlare poi del fatto che il fumo crea dipendenza, aumento di peso e ansia. Ma sembra interessante sottolineare il risultato di uno studio canadese effettuato da un gruppo di ricercatori del Centre for Addiction and Mental Health e dell’Università di Toronto.
Il diario delle emozioni
Abbiamo parlato più volte di come tenere un diario possa aiutarci a raggiungere i nostri obiettivi più facilmente, analizzando a posteriori i nostri errori, le nostre reazioni, quello che proviamo e monitorando, nero su bianco, piccoli successi, fallimenti, riprese e ricadute, ma soprattutto progressi perché vederli, veder avvicinarsi la meta, giorno dopo giorno, aiuta a sostenere i sacrifici. Quando siamo a dieta, quando stiamo lavorando ad un progetto, quando cerchiamo di smettere di fumare, quando stiamo risparmiando piuttosto che studiando per un esame, vedere a che punto siamo e che stiamo avanzando, seppur lentamente, ci dà lo stimolo e la grinta per continuare, per non desistere.
Tutto parte dagli occhi, anche la depressione estiva

Gli amanti dell’estate non saranno d’accordo. Tantissime persone attendono la stagione del caldo per potersi dedicare al mare, al relax e al meritato riposo dopo un anno di intenso lavoro. Invece, sembrerebbe che anche durante questo periodo dell’anno non si sia lontani da situazioni spiacevoli per la nostra salute. La chiamano “Summer Sad”. E’ così definita la depressione estiva. Questo stato mentale negativo sarebbe causato dalle particolari caratteristiche atmosferiche della stagione estiva: le alte temperature, la luce molto forte, l’elevata umidità influirebbero sul nostro comportamento e ci porterebbero ad essere depressi. In particolare, i colpevoli di tutto ciò sarebbero proprio gli occhi.
Perfezionismo e miglioramento, una relazione impossibile
Migliorare, non essere perfetti. E’ questa la chiave del successo e di una vita meno complessa, più leggera e maggiormente ricca di opportunità da cogliere e prospettive più elevate di benessere psicofisico, relazioni interpersonali meno tese, un giudizio meno severo su se stessi. Spesso si scambia la voglia di imparare cose nuove, di mettersi in gioco, di assorbire avidamente nuove nozioni, con umiltà, determinazione e costanza, con il desiderio di una persona di essere perfetta, di non sbagliare mai. Voler fare le cose al meglio non è necessariamente un sintomo di perfezionismo, può essere al contrario un segnale di serietà, professionalità, passione per quello che si fa, che si tratti di lavoro, piuttosto che di preparare un dolce o di impegnarsi affinché un rapporto decolli.
Genitori: consigli per allontanare i piccoli dal sole

Il termine “Sole” deriva dal latino sol, solis, che deriverebbe, insieme con il termine sanscrito sûryas, in origine svaryas, la cui radice svar- significa risplendere. Ed infatti quando arriva l’estate e con essa le belle giornate ci sembra di risplendere. Il sole ci mette di buon umore e tutto ciò che vorremmo fare è rilassarci sulla spiaggia a prendere tanto tanto sole, possibilmente dopo un bel bagno nel mare della nostra penisola. Purtroppo, però, non possono essere sottovalutati gli effetti negativi che i raggi del sole possono provocare sulla nostra pelle.
Consigli utili per un’abbronzatura che duri di più

Iniziata la stagione estiva il primo pensiero è quello di abbronzarsi. Ci sentiamo più attraenti, più belli, perché l’abbronzatura dona colore e vitalità alla nostra pelle. Innanzitutto è bene essere sempre protetti da creme solari, diverse a seconda del tipo di pelle che abbiamo, e soprattutto per le prime esposizioni. Ma una volta raggiunta l’abbronzatura desiderata il problema impellente resta quello di conservarla il più a lungo possibile.
Cosa ci aspettiamo dagli altri?
Cosa ci aspettiamo dagli altri? A volte troppo, a volte niente, a volte meno di quello che possono offrirci, a volte tutto. E’ raro purtroppo, in ogni caso, vedere soddisfatte delle aspettative troppo elevate, specie quando, per qualche assurdo motivo, ci convinciamo che agli altri deve stare a cuore, più a che a noi, la risoluzione di un nostro problema. Attenzione, chiedere aiuto ed avvalersi del supporto delle persone care, degli amici, dei familiari, è fondamentale, non bisogna credere di essere dei supereroi che non hanno bisogno della collaborazione altrui, o trincerarsi dietro l’orgoglio quando basterebbe un dito di un’altra persona per darci lo sprint finale per risolvere un problema che ci angoscia.
Essere arroganti a lavoro. Aiuta gli uomini, ma non le donne

I segreti per fare carriera sono inesplicabili. Oggi cercare di essere iperattivi, simpatici, proattivi, pronti a qualsiasi eventualità si presenti di fronte al nostro cammino lavorativo è diventato l’obbligo per tutti coloro vogliano iniziare a lavorare in modo serio e continuativo. Bisogna essere gentili o scontrosi? Riporre grande attenzione al proprio aspetto fisico o alle conoscenze acquisite? Ma la scalata al successo sembra essere diversa a seconda del sesso della persona considerata. Ebbene sì, uomini e donne fanno carriera in modo diverso.
Il diario, un alleato per il raggiungimento degli obiettivi
Un diario, può sembrare superato ed oggi spesso è soppiantato dal blog personale in cui ci si sfoga tramite post pubblici o almeno visibili a chi passa di lì e sa dove trovare le nostre emozioni, nero su bianco. Il diario, invece, è qualcosa di intimo, privato, una sorta di dialogo diretto con la parte amica di noi stessi, quella che non ci giudica mai qualsiasi cosa gli raccontiamo, quella che tacitamente, a mente lucida, ci consiglia, rileggendo tra le righe, quali errori non ripetere, rivelandoci, mentre scriviamo, qualcosa in più su cosa proviamo davvero.
La vera felicità sta nel bacio

Il vostro partner vi manca da morire? Non vedete l’ora di andare da lui per baciarlo? Fate bene. Continuate così. Infatti, secondo quanto emerge dallo studio della dottoressa Sheril Kirshenbau, ricercatrice dell’ University of Texas in America, e autrice del libro “La scienza del bacio: che cosa ci dicono le labbra”, il 90% delle persone ricorda con maggior dovizia di particolari il primo bacio rispetto alla fatidica perdita della verginità. Questo ci porta a sollevare numerosi dubbi sulle reali motivazioni che spingono a baciare una persona ed alla facilità con la quale oggi ciò avviene.
Niente paura, l’amore eterno esiste davvero

Il desiderio più forte dell’uomo è quello di amare e di essere amato. Friedrich Hölderlin definiva così l’amore: “Che cosa è tutto quanto gli uomini han pensato in millenni, di fronte a un solo istante di amore? È pur la cosa più perfetta, più divinamente bella della natura!”. Proprio per questo cosa c’è di meglio che credere nella possibilità che l’amore eterno esista davvero? Basterebbe poco, in realtà. Secondo una ricerca dell’Università del Tennessee, pubblicata dal Journal of Family Psychology, i partner che sono stati rimproverati hanno evitato di ricadere negli errori che avevano portato a dei conflitti e a dei dissapori nella coppia.
Ansia da primo passo
Ansia da primo passo, quell’esitazione mista a timore che impedisce di avvicinarsi ad una persona sconosciuta o che si conosce solo di vista anche quando attrae ed è forte il desiderio di arrivare ad un approccio. Se si soffre di sociofobia c’è bisogno di un aiuto specializzato per trovare una soluzione, ma se il problema si manifesta solo in presenza di qualcuno che suscita un certo interesse non c’è da preoccuparsi perché è una situazione abbastanza comune.
Dire di no, quando il rifiuto è un cambiamento positivo
Siamo abituati ad associare il concetto di no alla negazione, al rifiuto, a qualcosa di negativo, una privazione, un sacrificio a conti fatti. Per ottenere cambiamenti positivi nella propria vita, in realtà, ci sono tappe da percorrere che passano spesso e di frequente proprio dalla porta del no. Le domande alla base delle svolte nella nostra vita richiedono una risposta che può essere positiva o negativa ma non è detto che rispondendo no imboccheremo la strada sbagliata o faremo la scelta peggiore. Il no può essere preclusione ma può anche essere opportunità.