Perché tagliarsi i capelli?

I capelli hanno sempre avuto un valore simbolico e si può dire che da quando cominciano le tracce scritte della storia, che nasce in uomini e donne è presente il piacere di ostentare la capigliatura, questo grande ornamento naturale.

Testimonianze sono giunte a noi già venti secoli a.C. , due documenti, il papiro di Harris e il papiro d’Orbiney, infatti possono essere chiamati a testimoniare di questi nostri lontani antenati.
Il papiro di Harris è un breve poema:

«il mio cuore è ancora una volta invaso dal tuo amore mentre solo metà delle mie tempie è coperta dalla treccia dei capelli. Corro in cerca di te … ma, ahimé, ora la treccia si è sciolta. Andrò a mettermi una parrucca e così sarò pronta in qualunque momento».

Non ci stupisce dunque che tutt’oggi i capelli e il modo in cui questi li curiamo, li tagliamo, li “allunghiamo”, abbiano per noi ancora un profondo significato, psicologico, di espressione del sé, di seduzione.

Secondo una ricerca inglese, ogni donna vuole una “testa nuova” in media 104 volte nel corso della vita. E la società in cui viviamo che ci impone di piacere.

Prendete Victoria Beckham, in ogni foto ha un taglio e un colore di capelli diverso: ha cominciato a quindici anni quand’era una Spice Girl e a 36 non ha ancora smesso. Prendete anche Irene Pivetti: l’ex presidente della Camera, è donna dalle molte vite (e dalle molte teste). La lettura tradizionale della smania che ci porta dal parrucchiere ha a che fare con l’autostima da conquistare, con l’arrivo di un nuovo partner.

Perchè perdiamo spesso gli oggetti?

 

Oggi esaminiamo insieme il fenomeno degli oggetti smarriti sotto il punto di vista sociologico ed anche psicologico. L’uomo medio è in grado di perdere di tutto, a partire dal cellulare, passando per il portafogli (vuoto o pieno che sia) ed anche le chiavi di casa o della propria autovettura. Un’inchiesta del Censis ha infatti dimostrato che nei vari comuni d’Italia negli uffici oggetti smarriti dei Vigili Urbani o di altre Forze dell’Ordine si trova di tutto, anche gli oggetti più impensabili.

Proprio di recente il sociologo Enrico Finzi, ha parlato del “vizio di perdere gli oggetti” e soprattutto del fatto che quest’ultimo oltre ad essere un fenomeno molto diffuso è destinato ad aumentare nel tempo per un fattore psicologico, dato che la distrazione aumenta sempre più con l’età; ma anche da un punto di vista sociologico perchè con l’invecchiamento dell’intera società, le dimenticanze vengono trasmesse e di seguito aumentate.

Che senso ha uccidere la persona che si ama?

Siamo tutti sconvolti di fronte a tanti drammatici fatti di cronaca. Ma non solo di questi ultimi giorni. Ciò che si sta verificando, purtroppo è la continuazione di una serie di omicidi che da anni, in maniera più o meno conosciuta, vengono a ripetersi inaspettatamente dentro le mura di casa nostra.

La quiete dei nostri borghi si trasforma all’improvviso. Siamo invasi da giornalisti, telecamere, la tranquillità e la buona fama del paese distrutta, i fatti personali spesso stravolti, se non addirittura inventati di sana pianta per la fantasia pruriginosa che tutto vuole sapere. E’ così, volti di persone sconosciuti entrano nella cronaca nera, nei tg, persino nei dibattiti televisivi. Ci si scontra, insomma, con fatti che neppure lontanamente pensavamo potessero accadere, soprattutto, si tocca con mano il volto tragico della violenza. E’ un’ulteriore fenomeno del grande cambiamento culturale a cui siamo soggetti e che nel futuro evidenzierà ulteriori trasformazioni.

Tali episodi lasciano sgomente le coscienze, pongono interrogativi, vuoti ed e urgenze da colmare. Si sta venendo a modificare il concetto stesso di vita umana e si perde il senso di inviolabilità che abbiamo avuto per secoli, come patrimonio fondamentale di cultura che nel tempo ha generato profondo rispetto. La preoccupazione nasce dal fatto che si commettono questi omicidi in nome dell’amore, non è così, non è amore e non si può credere a questa giustificazione.

Cruciverba? Un toccasana per la mente

Le parole crociate sono una delle abitudini più amate durante l’estate: viaggiando su treno o aereo, riposando sotto l’ombrellone, godendosi qualche minuto di relax dopo una giornata al mare, fare un cruciverba regala qualche momento di serenità. Tuttavia il cruciverba è molto utile non solo per rilassarsi ,ma anche per mantenere la nostra mente attiva e in forma!

Rabbia e nervosismo, combattili con l’esercizio fisico

 Quante volte i media o le persone che conosciamo ci ricordano quanto sia importante fare esercizio fisico? Ogni giorno siamo bombardati da suggerimenti per migliorare la nostra salute, tuttavia raramente prendiamo seriamente in considerazione questi consigli, dedicando il tempo libero ad attività diverse. Se la pigrizia diventa così importante da mettere in secondo piano la salute e la forma fisica, la rabbia talvolta riesce a spezzare questa routine spingendoci a fare sport, soluzione sicuramente migliore di altri modi per scaricare l’aggressività e particolarmente efficace per ritrovare il giusto equilibrio mente-corpo, come rivela questo studio.

Rendere gli adolescenti felici gli dona più salute

   

L’adolescenza, un periodo di per se abbastanza complicato anche perchè buona parte dei ragazzi e delle ragazze non si sentono “nè carne nè pesce”, di conseguenza si rischia di fare degli errori che nel peggiore dei casi possono diventare molto pericolosi per l’incolumità degli adolescenti.
Ad oggi possiamo dichiarare che più gli adolescenti si sentono bene con se stessi ed in pace con gli altri, tanto più si sentono sani fisicamente.

Questi sono i risultati dello studio fatto da Emily Shaffer-Hudkins della University of South Florida (Stati Uniti d’America) e pubbicato dalla Applied Research in Quality of Life.
Quest’ultimo bollettino sembrerebbe essere il primo, secondo i ricercatori, ad effettuare una analisi incrociata tra stati d’animo e benessere fisico.
Il campione preso a soggetto era composto da 401 soggetti, maschi e femmine tra i 6 e gli 8 anni facenti parte della stessa scuola americana.

Vacanze senza bambini: è una buona idea?

Per affrontare con serenità la decisione, è bene ricordare che i genitori hanno bisogno di una vita propria, come coppia e non solo come papà e mamma. I figli sono il frutto di questa vita di coppia, non solo per quanto riguarda la loro nascita. Anche il benessere dei bambini dipende in larga misura dal benessere della coppia e dal suo affiatamento. Una vacanza insieme può essere un’occasione importante per ritrovare i momenti di intimità senza i pensieri assillanti della vita quotidiana con i figli.

Si ritornerà così alla vita familiare con maggiore energia e anche i figli ne trarranno giovamento. Ma per i bambini un allontanamento temporaneo dai genitori, può essere utile anche in modo diretto. Il breve distacco, realizzato in una situazione serena e protetta, li aiuta anzi tutto a vivere una maggiore autonomia, facendo loro toccare con mano la concreta possibilità di fare fronte da soli a molte situazioni nuove. Questo distacco li aiuta anche, sul piano emotivo, a sviluppare meccanismi di difesa utili contro i sentimenti negativi che la distanza dai genitori può provocare.

Relax, 7 film per sorridere e riflettere

 In questo periodo abbiamo a disposizione molto tempo libero e guardare un bel fim è sempre un ottimo metodo per trascorrere qualche ora di relax. Nei precedenti post vi abbiamo parlato dell’efficacia della cineterapia come tecnica di miglioramento, utilizzata anche per risolvere diversi problemi; oggi quindi vi consigliamo 7  film per sorridere e svagarsi un po.

L’aviofobia

Sapevate che ben due italiani su tre hanno paura di prendere l’aereoQuesta che è una vera e propria fobia: l’aviofobia (paura di volare in aereo), si contraddistingue per l’intensità dell’ansia e incontenibili attacchi di panico.

E infatti, proprio uno studio condotto dall’EURODAP, Associazione Europea Disturbi Attacchi di Panico, ha concluso (attraverso un questionario che ha preso in esame un campione di 600 persone) che questo problema condiziona la scelta delle vacanze ma soprattutto  di vita di molte persone, limitando pesantemente spostamenti e viaggi.

Infatti la dottoressa Paola Vinciguerra, psicoterapeuta presso l’UIAP (Unità Italiana Attacchi di Panico) e Presidente dell’EURODAP, sostiene che delle 600 persone prese a campione per il questionario, almeno ben 200 (che non sono poche), hanno ammesso direttamente la loro fobia per l’aereo.

Ed è emerso anche che almeno 150, prendono l’aereo proprio quando è strettamente necessario, altrimenti preferiscono altri mezzi di trasporto. Pare dunque proprio che soltanto in 250 adoperano l’aereo senza problemi per viaggiare e raggiungere mete turistiche.

Questo dimostra che tale fobia, coinvolge molte più persone di quanto non si credesse; di tale fenomeno hanno preso coscienza diverse compagnie aeree che per facilitare clienti hanno messo a punto degli stage specifici.

Parenti serpenti? Crea il tuo siero anti-veleno

 Non sempre la casa è la capanna dell’amore, spesso è proprio sotto le quattro mura che avvengono discussioni e litigi che non scompaiono facilmente. A volte questi diverbi nascondono situazioni già difficili, tuttavia nella maggior parte dei casi si tratta di momenti di attrito da non prendere necessariamente in considerazione; soprattutto con i cosidetti parenti serpenti la soluzione migliore è crearci un siero anti-veleno che impedisca di trasformare piccole discussioni in veri e propri litigi.

La sensualità

Non è facile dare un’interpretazione univoca del concetto di sensualità. Spesso in un individuo rappresenta lo specchio della sua personalità e corrisponde all’interesse e all’attrazione che gli altri sentono. Di fatto l’uomo è un “animale molto sexy”, va al di là delle stagioni dell’amore stabilite dalla natura e può dimostrarsi sensuale e seducente in qualsiasi momento della vita.

Il modo e la capacità di mostrare la propria sensualità è assolutamente soggettivo. Non vi è “conformismo”, la sensualità è possibile trasmetterla in molti modi e l’emozione che da questa ne viene, dipende unicamente dalla complementarietà. C’è chi associa al termine sexy esclusivamente elementi esteriori e sessualmente evidenti (questo vale in particolar modo per i maschi); e altri che trovano coinvolgenti altri fattori come il tono della voce, la gestualità, l’intelligenza, la cura nell’abbigliamento oppure l’insieme di tanti elementi differenti che combinati, creano un forte desiderio.

La sindrome di Münchausen

La sindrome di Münchausen è una patologia in cui il paziente si procura segni e sintomi che erroneamente, in un primo momento, si crede correlati ad altre malattie.
Di solito, il medico con una serie di indagini diagnostiche che escludono la presenza di una patologia fisica, scopre che i sintomi vengono autoprovocati.

Una variante di questa è la sindrome di Münchausen per procura, qui è il genitore che arreca un danno fisico al figlio per attirare l’attenzione su di sé. La responsabile di solito è la madre.

Questa sindrome è stata evidenziata piuttosto recentemente, risale infatti al 1977  la prima diagnosi.
Accade purtroppo che pur di provocare i sintomi ai bambini, vengano somministrate tali sostanze dannose che l’indagine diagnostica e gli accertamenti in taluni casi, diventano estremamente invasivi, al punto di provocare un decesso.

Le tristi cifre attestano tale mortalità soprattutto su bambini al di sotto dell’anno di vita. La percentuale è di circa 2 bambini ogni centomila, provocando una mortalità tra il 9 ed il 22%.
Di solito avviene in precedenza della morte di un fratello o una sorella per cause sconosciute.

In tale situazione, è sempre coinvolto un genitore, i sintomi sono aspecifici per qualsiasi patologia, e i medici nel dubbio, tendono ad aumentare gli accertamenti con la difficoltà però di trovare una soluzione diagnostica.

Creare un ambiente positivo a lavoro

Il lavoro occupa tanta parte della nostra vita, non solo a causa delle molte ore che dobbiamo dedicargli, ma anche per le energie che investiamo, per il numero di contatti che intratteniamo e per il suo ruolo fondamentale nella realizzazione delle nostre aspirazioni. Per andare a lavoro ogni mattina con grinta ed entusiasmo, ecco qualche suggerimento utile.