
Felicità, un concetto complesso, ampio o magari infinitamente più semplice di quanto crediamo? Ne abbiamo parlato spesso, raccogliendo i consigli di numerosi psicologi. Tutti, in fondo, invitano a non cercare ossessivamente di essere felici, sottolineando che si tratta di uno stato d’animo che non ha necessariamente a che fare con quello che possediamo o realizziamo quanto piuttosto con chi siamo e con chi lo condividiamo.
Capita a volte di raggiungere un risultato da soli, dove con da soli non si intende esclusivamente con le nostre forze, ma calpestando e allontanando gli altri, arrivando in cima grazie all’egoismo, all’arroganza, calpestando molti piedi. Per quanto sia importante quel successo, si può provare orgoglio, soddisfazione ma felicità, beh, quella no, perché per essere felici bisogna essere in pace con se stessi ed almeno in due. La felicità può arrivare all’improvviso, per una sola ragione o, come le piccole dosi di un dispenser, essere costituita da gesti, azioni, all’apparenza insignificanti ma che fanno stare bene e ci riempiono di gioia di vivere. Ce ne consiglia ben cinquanta Carolyn Rubenstein, psicologa alla Harvard University, autore di Perseverance: True Voices of Cancer Survivors.