
Come possono due delle attività che cerchiamo di evitare il più possibile, essere scenario e base di una delle cose che più vogliamo al mondo? Ebbene, sembra che sia possibile. Parliamo oggi di tre realtà che messe insieme ci aiuteranno a formulare delle interessanti ipotesi sullo sviluppo della nostra vita: stress, ansia e successo.
Ad aiutarci, la ricerca dell’Università di Chicago, che condotta da Sian Beilock, ha dimostrato come lo stress aumenti le prestazioni degli studenti fiduciosi, anche se tratterrebbe le potenzialità di quelli ansiosi, viceversa invece, quando si parla di attività lavorative.
Conoscere se stessi, ok, è la priorità per lo sviluppo personale ma se l’obiettivo è vendere patatine unte e carne ipercondita da salsine ad una maggior fetta di mercato possibile, allora bisognerà conoscere ben altro. Magari i segreti che muovono i fili del nostro cervello verso il cibo spazzatura, un moto apparentemente irrazionale che ci spinge lontano da un’alimentazione sana. Il McDonalds, ad esempio, ne conosce bene almeno sette di questi meccanismi. Trappole cerebrali, accertate da studi scientifici, non soltanto legate alla dieta, ma anche alle scintille che scoccano quando fiutiamo un affare all inclusive del tipo patatine più panino più bibita.
Seguire una
Stress negativo, il distress, ovvero il carico eccessivo di tensione che pesa sul nostro equilibrio psicofisico, oppure eustress, lo stress positivo, senza il quale non ci sarebbe vita, risposta agli stimoli che ci arrivano dal mondo esterno e che ci rendono attivi e produttivi. Siamo esposti sin dalla nascita ed anche prima, già nel pancione, agli effetti dello stress. Sappiamo quali sono le reazioni tipiche e le conseguenze in età adulta, ma come rispondono i bambini allo stress? E quanto influisce, questo diverso modo di reagire, nel forgiare i tratti del carattere dei giovanissimi? Se lo è chiesto un recente studio effettuato da un’équipe di ricercatori afferente alla Università di Rochester, negli USA, pubblicato sulla rivista di divulgazione scientifica Development and Psychopathology.
Musicoterapia come rimedio naturale contro la depressione. Che fosse una valida alternativa alle terapie convenzionali o comunque un’ottima integrazione ai trattamenti standard era risaputo e confermato da numerosi studi che hanno certificato, negli anni, i benefici sull’umore e gli effetti lenitivi sulla psiche della musica “somministrata” ad hoc dai musicoterapisti, così come i vantaggi delle melodie improvvisate con gli strumenti dando sfogo all’energia negativa, esprimendosi in maniera non verbale. Ma esattamente quanto è efficace rispetto alle solite cure farmacologiche ed alla psicoterapia e quanto durano i suoi benefici?
Il
Peso, altezza e taglia sembrano essere i parametri con cui misurare oggi la bellezza tanto che anche donne ed uomini molto attraenti e dotati di un certo fascino spesso mancano di autostima perché rincorrono una perfezione “numerica” incarnata da modelli con cui non si può competere: o perchè si tratta di persone che lavorano proprio con l’immagine e dunque la curano 10 ore al giorno o, molto più probabile, perché le foto sono ritoccate e voler eguagliare una bellezza artificiale ed artificiosa senza ricorrere ai poteri paranormali di Photoshop è impresa ardua.
Più tempo libero a disposizione, l’ottimismo e la vitalità infusi dai caldi raggi solari e da un tuffo ristoratore nell’acqua fresca del mare, fisici più esposti e disinibiti, desideri meno coperti agli sguardi e dunque più facili da interpretare e soddisfare. D’estate il sesso, sempre protetto ovviamente, è favorito da un aumento del desiderio dovuto non solo alle nuove conoscenze che si fanno in vacanza ed alla mancanza di freni inibitori, ma anche ad un’atmosfera più rilassata che permette anche a coppie stabili di ritrovare l’intesa qualora l’abbiano persa o comunque di passare più tempo tra le lenzuola e con più attenzione, dal momento che non ci sono gli impegni lavorativi, professionali e familiari che incombono come avviene durante il resto dell’anno lasciando poco tempo all’intimità.
Attacchi di panico: ci sono dei segnali premonitori a livello fisiologico di quanto sta per scatenarsi mandando in tilt il nostro equilibrio psicofisico? E’ importante scoprirlo anche per poter intervenire non tanto a sedare i sintomi quando ormai l’attacco è in corso ma ben prima che si verifichi, agendo per ostacolarne il decorso. Hanno indagato sui cambiamenti che si manifestano nell’organismo prima di una crisi i ricercatori afferenti alla Southern Methodist University di Dallas, coordinati dalla psicologa Alicia E. Meuret.