
E’ quanto attestato da una ricerca condotta dagli psicologi dell’Ido (Istituto di Ortofonologia di Roma) che interrogando ragazzi di età compresa fra gli 11 e i 19 anni delle scuole medie e superiori romane ha considerato una situazione molto particolare. Sembra che i giovani d’oggi non siano in grado di parlare d’amore, ma le interazioni maggiormente preferite non sono più quelle umane, ma quelle instaurate tramite il Web.

Stressati dalla troppa attività fisica, pesante e ritenuta un dovere che non si riesce a mantenere nel tempo? Niente paura, per mantenersi in forma sia fisica che mentale, basta un impegno meno intenso ma costante, niente ore ed ore di palestra o diete rigide insomma, per essere felici le donne più avanti con gli anni hanno bisogno di un’attività fisica moderata e costante. Lo conferma l’ennesimo studio sulla relazione tra esercizio fisico e benessere psicofisico, effettuato da un’équipe di ricercatori della Penn State University, coordinata dal dottor Steriani Elavsky.
Dopo una dura settimana di impegni stressanti e lavoro quotidiano come si affronta una due giorni a ritmi più lenti e per qualcuno spensierata qual è il weekend? Esiste la depressione e lo stress da fine settimana ma nella maggior parte dei casi, almeno stando ad una recente analisi, sabato e domenica siamo più felici e l’umore migliora. A dirlo sono i ricercatori della Cornell University che hanno esaminato gli aggiornamenti su Twitter di ben 2,5 milioni di persone, pubblicando quanto scoperto sulla rivista di divulgazione scientifica Science.
Lo stress colpisce grandi e piccoli, anche i bambini e gli adolescenti. Specie per quanto riguarda gli adolescenti spesso è difficile riconoscere i sintomi di una tensione e di un affaticamento psicofisico eccessivo perché i segnali spia spesso possono essere interpretati come le classiche turbolenze emotive adolescenziali. Cosa ci consigliano gli esperti per capire se nostro figlio è stressato?
Perché a volte non riusciamo a cambiare quello che non va in noi, nella nostra vita, nei nostri rapporti con gli altri, a lavoro, in famiglia? Quali sono i principali ostacoli al cambiamento e come uscirne? Tutti noi ci saremo ritrovati, almeno una volta nella vita, a dover cambiare qualcosa di radicato in noi, da una dipendenza come il fumo, alla perdita di peso ad una predisposizione pessimista nei confronti dell’esistenza e delle relazioni interpersonali. Non è impossibile e può essere più o meno difficile, certo non è quasi mai una passeggiata ma sicuramente ci sono delle zavorre di cui conviene liberarsi se si vuole davvero cambiare rotta e dare una direzione diversa alla propria vita o comunque raggiungere gli obiettivi che ci si era prefissati.
Quante volte, nel corso della nostra vita o anche semplicemente di un singolo giorno, proviamo quella sensazione pesante di dover fare qualcosa? Se la risposta è un numero decisamente stratosferico è sicuramente il segnale di una vita che non va nella direzione giusta e che non soddisfa pienamente il nostro modo di essere. Ci sono ovviamente delle responsabilità a cui non ci si può sottrarre, intoccabili ma è pur vero che spesso le cose che ci sentiamo in dovere di fare non ci sono state imposte da altri se non da noi stessi.
Difficile rimanere ottimisti quando le borse crollano, i mercati soffrono e i Governi tirano la cinghia sottraendo linfa vitale alla ripresa dei consumi, allo sviluppo, alla salute, all’istruzione, al benessere ed a tutti quei settori che, a torto, torto marcio, vengono considerati non necessari, come l’arte, la musica, il cinema, l’istruzione, il sostegno e la fiducia alle idee ed allo slancio delle nuove generazioni. Eppure, crisi economica, personale, di valori o sociale che sia, spesso un momento difficile, in cui sembra che si sia toccato il fondo, fa nascere nuove speranze, sviluppa l’inventiva, la capacità di plasmare le avversità ed i venti contrari a proprio favore.
Emozioni negative, emozioni positive, tutte comunque hanno il loro peso, il loro valore indiscusso nel nostro bilancio emotivo. Spesso facciamo però l’errore di reprimere quello che proviamo anziché affrontarlo, farci i conti, comprenderlo, in una sola parola viverlo. Gli stati d’animo ci dicono qualcosa in più su di noi ogni giorno, ci insegnano a capire cosa e chi ci fa del male, chi va bene per noi e chi no, cosa ci fa sorridere e cosa ci fa soffrire.