La forza dell’ottimismo in amore

 Se il pessimismo è alla base di molti fallimenti autoinflitti ovvero di rinunce a tentare la fortuna, a credere che qualcosa possa cambiare in positivo grazie alla nostra spinta, alle nostre azioni, l’ottimismo, al contrario, è un propulsore di cambiamenti, opportunità, possibilità, nuovi percorsi, vitalità. Il pessimismo porta a chiudersi al mondo, specie se interviene dopo delusioni subite e perdita di fiducia negli altri. Un esempio calzante si può fare sulla vita sentimentale. Spesso chi è single vuole rimanere single perché non si fida più delle promesse dell’amore, pensa che quello che ha vissuto è stato falso, una bugia e non se la sente più di investire in relazioni durature, destinate a concludersi con un fallimento.

Fine di un amore, dal noi all’io

 La cosa più difficile, probabilmente, quando una storia d’amore arriva alla fine, soprattutto se è durata molti anni, è passare da una vita impostata sul noi, sulla coppia, ad un’esistenza fatta di un io alquanto fragile, che esce scosso, a metà, dalla rottura e non sa bene come riorientarsi da solo. E’ come se all’improvviso ci si ritrovasse uno spazio bianco a disposizione più grande delle parole che avevamo da dire, da scrivere, da vivere. Gli psicologi consigliano spesso, per riprendersi da un brutto distacco, molto sofferto, di non negare il dolore, di viverlo senza reprimerlo iniziando però a girare, gradualmente, come la manopola di un forno, la nostra vita verso l’impostazione io.

Rischiare di perdere o rinunciare a vincere?

 Il nostro percorso è costellato di scelte, azioni che possono risultare determinanti per dare un senso alla nostra vita, imprimerle una direzione precisa, raggiungere o meno gli obiettivi, i nostri,  e non un successo qualunque ma quello capace di farci stare bene, quello che desideravamo davvero. Capita, infatti, che a volte le redini della nostra vita sfuggano ad un controllo volontario e gli eventi ci trascinino altrove, può essere anche un posto gradevole, piacevole, una posizione privilegiata ma se non è quella che volevamo noi non saremo mai soddisfatti o felici.

Rabbia, accettarla per superarla

 A distanza di mesi da un episodio che ci ha fatto a dir poco infuriare può capitare di sorridere, pensando a quanto si è stati stupidi a sprecare tante risorse, una dose così alta delle nostre emozioni, per qualcosa di irrilevante, a conti fatti, che a mente fredda ha dimostrato di non fare alcuna differenza per la nostra vita e di non avere alcun impatto su di noi. Eppure, se riusciamo a guardare alla nostra rabbia con distacco, a distanza di tempo, forse è proprio perché l’abbiamo vissuta così intensamente, ci siamo passati dentro come avviene per il dolore, il risentimento e le emozioni negative.

Curiosità, la ricerca della felicità passa attraverso gli interessi

 La curiosità, lo stupore, l’interesse verso qualcosa in particolare, che si tratti di un hobby, di un animale, di un Paese, di una cultura, di un regista, di un autore, di una corrente letteraria piuttosto che di uno sport, rendono più agevole il cammino verso la felicità perché riempiono quel senso di vuoto, di sconforto e quella sensazione che sia tutto piatto, tutto uguale, che certi giorni mettono anche le persone più positive di cattivo umore.

Differenze nei sogni di uomini e donne

 I sogni degli uomini, i sogni delle donne: cosa c’è di diverso, in base alla differenza di genere, nello sconfinato mondo che si schiude alla nostra vista quando chiudiamo gli occhi? Se ne parla in un interessante articolo del 2007 Gender differences in dreaming, pubblicato a firma di M.Schredl all’interno del volume The new science of dreaming. Curiosi di conoscere quali differenti emozioni e situazioni agitano i sogni di uomini e donne?

Dipendenze e divorzi

 Una dipendenza, che si tratti di alcolismo piuttosto che di droga o di gioco d’azzardo patologico, mina il rapporto di fiducia che si era instaurato in una coppia e porta spesso a lasciare il partner, causando numerosi divorzi. Questo capita perché, a differenza delle altre difficoltà che affrontano i coniugi durante il corso del loro cammino insieme, la dipendenza va ad incidere sull’incolumità della famiglia. Si pensi, ad esempio, a chi guida in stato d’ebbrezza mettendo a repentaglio la vita dei figli, a chi sperpera tutti i risparmi di una intera esistenza scommettendo e così via discorrendo.

Snack e dolci? E’ abitudine

 

E’ quanto afferma uno studio dell’Università della California Meridionale. Gli snack e i dolci ci piacciono così tanto a causa delle nostre abitudini. Siamo soliti consumare un determinato cibo in un determinato luogo o in un determinato momento a causa dell’abitudine e non per vera e propria fame. Ci sono, quindi, dei cibi di cui non riusciamo a fare a meno per consuetudine. Il gruppo di studiosi americani ha analizzato il comportamento di una serie di persone che, prima di entrare al cinema, consumano uno dei pasti che fa quasi sempre compagnia agli amanti del grande schermo: i pop-corn. In particolare, i cinefili sono stati divisi in gruppi.

Consenso e popolarità sono importanti per i giovani

 

La scuola è maestra di vita, dicevano i latini. In effetti, l’ambiente scolastico forma il giovane non solo da un punto di vista culturale e intellettuale, ma anche sociale. È importante per i giovani adolescenti essere a contatto con i propri coetanei ed affrontare i problemi di tutti i giorni e non solo quelli assegnati dai professori. Secondo quanto scoperto da una ricerca dell’Università di Chicago, i giovani di oggi non sono più preoccupati di ricevere dei voti sufficienti e di avere la stima degli insegnanti.

Tecnodipendenze, come liberarsene

 Sono le nuove tecnodipendenze: c’è chi arriva ad avere un vero e proprio attacco di panico se deve staccarsi dallo smartphone, chi non fa altro che chattare fino a tarda notte e refresha le pagine dei social network spasmodicamente ogni secondo alla ricerca di nuove notifiche ed aggiornamenti, chi diventa addicted dei giochini social, insomma ce n’è per ogni debolezza ed il tutto nasce da un uso smodato dei nuovi strumenti di comunicazione che hanno invece un potenziale enorme, se utilizzati correttamente, per migliorare la nostra vita e le relazioni.

Lavoro, valuta il tuo capo con un test

 Generalmente sono i dipendenti ad essere valutati dai loro superiori in termini di produttività, efficienza, carattere, rispetto. La psicologa americana Harrier Lerner, autrice di The Dance of Anger, ci propone questo test al contrario ovvero valutare il capo o comunque i vertici della propria azienda, i datori di lavoro, i diretti superiori, in base ad alcuni parametri specifici che ne tracciano il profilo professionale più o meno capace. Un esercizio divertente e anche rilassante se vogliamo, che aiuta anche chi si sente sempre responsabile di tutto quanto non va a lavoro a capire che ci sono alcune responsabilità che vanno attribuite ad altri attori in gioco. Vediamoli nel dettaglio e buon divertimento!

Gli ormoni sessuali scelgono il nostro lavoro

 

Quante volte pensiamo di affidarci al destino o crediamo nella fortuna? Soprattutto dopo aver brillantemente superato un colloquio di lavoro ed essere riusciti a conquistare il tanto agognato “posto di lavoro” decidiamo e ci convinciamo di “aver avuto una gran fortuna”. Il mondo del lavoro è complicato e a volte anche in esso ci sono delle “situazioni” che risultano ancora strane. Il classismo distingue fra mestieri tipicamente maschili e tipicamente femminili.

Stress da traffico, milanesi i più a rischio in Europa

Stress da traffico, chi colpisce, in che misura e quanto influisce nelle relazioni interpersonali, sulla produttività a lavoro, sulla salute? Abbiamo già avuto modo di parlare di quanto sia stressante, soprattutto per gli automobilisti pendolari, rimanere imbottigliati nel traffico al mattino, con il risultato di arrivare tardi e di malumore in ufficio. Oggi parliamo dei dati diffusi dall’IBM nel Global Commuter Pain survey 2011, un’indagine che ha coinvolto gli automobilisti delle principali metropoli del mondo, interpellati sui loro livelli di stress, rabbia e produttività in relazione alle condizioni del traffico, più o meno congestionato.

Principe azzurro cercasi? meglio un cane!

 

I cari amici animali sono sempre con noi. Non vale più il detto “chi trova un amico trova un tesoro”. Trovare un cane è meglio. Forse. Per le donne. Infatti, una ricerca inglese afferma che soprattutto le donne amano trascorrere il proprio tempo in compagnia del fedele amico a quattro zampe. Il gentil sesso troverebbe nel fidato animale un rifugio sicuro, un amico con cui confidarsi, un appoggio nel momento del bisogno, un punto di riferimento per sentirsi amato. Quindi, perché affidarsi ancora al marito o al fidanzato?