Rabbia, accettarla per superarla

 A distanza di mesi da un episodio che ci ha fatto a dir poco infuriare può capitare di sorridere, pensando a quanto si è stati stupidi a sprecare tante risorse, una dose così alta delle nostre emozioni, per qualcosa di irrilevante, a conti fatti, che a mente fredda ha dimostrato di non fare alcuna differenza per la nostra vita e di non avere alcun impatto su di noi. Eppure, se riusciamo a guardare alla nostra rabbia con distacco, a distanza di tempo, forse è proprio perché l’abbiamo vissuta così intensamente, ci siamo passati dentro come avviene per il dolore, il risentimento e le emozioni negative.

Curiosità, la ricerca della felicità passa attraverso gli interessi

 La curiosità, lo stupore, l’interesse verso qualcosa in particolare, che si tratti di un hobby, di un animale, di un Paese, di una cultura, di un regista, di un autore, di una corrente letteraria piuttosto che di uno sport, rendono più agevole il cammino verso la felicità perché riempiono quel senso di vuoto, di sconforto e quella sensazione che sia tutto piatto, tutto uguale, che certi giorni mettono anche le persone più positive di cattivo umore.

Differenze nei sogni di uomini e donne

 I sogni degli uomini, i sogni delle donne: cosa c’è di diverso, in base alla differenza di genere, nello sconfinato mondo che si schiude alla nostra vista quando chiudiamo gli occhi? Se ne parla in un interessante articolo del 2007 Gender differences in dreaming, pubblicato a firma di M.Schredl all’interno del volume The new science of dreaming. Curiosi di conoscere quali differenti emozioni e situazioni agitano i sogni di uomini e donne?

Dipendenze e divorzi

 Una dipendenza, che si tratti di alcolismo piuttosto che di droga o di gioco d’azzardo patologico, mina il rapporto di fiducia che si era instaurato in una coppia e porta spesso a lasciare il partner, causando numerosi divorzi. Questo capita perché, a differenza delle altre difficoltà che affrontano i coniugi durante il corso del loro cammino insieme, la dipendenza va ad incidere sull’incolumità della famiglia. Si pensi, ad esempio, a chi guida in stato d’ebbrezza mettendo a repentaglio la vita dei figli, a chi sperpera tutti i risparmi di una intera esistenza scommettendo e così via discorrendo.

Snack e dolci? E’ abitudine

 

E’ quanto afferma uno studio dell’Università della California Meridionale. Gli snack e i dolci ci piacciono così tanto a causa delle nostre abitudini. Siamo soliti consumare un determinato cibo in un determinato luogo o in un determinato momento a causa dell’abitudine e non per vera e propria fame. Ci sono, quindi, dei cibi di cui non riusciamo a fare a meno per consuetudine. Il gruppo di studiosi americani ha analizzato il comportamento di una serie di persone che, prima di entrare al cinema, consumano uno dei pasti che fa quasi sempre compagnia agli amanti del grande schermo: i pop-corn. In particolare, i cinefili sono stati divisi in gruppi.

Consenso e popolarità sono importanti per i giovani

 

La scuola è maestra di vita, dicevano i latini. In effetti, l’ambiente scolastico forma il giovane non solo da un punto di vista culturale e intellettuale, ma anche sociale. È importante per i giovani adolescenti essere a contatto con i propri coetanei ed affrontare i problemi di tutti i giorni e non solo quelli assegnati dai professori. Secondo quanto scoperto da una ricerca dell’Università di Chicago, i giovani di oggi non sono più preoccupati di ricevere dei voti sufficienti e di avere la stima degli insegnanti.

Tecnodipendenze, come liberarsene

 Sono le nuove tecnodipendenze: c’è chi arriva ad avere un vero e proprio attacco di panico se deve staccarsi dallo smartphone, chi non fa altro che chattare fino a tarda notte e refresha le pagine dei social network spasmodicamente ogni secondo alla ricerca di nuove notifiche ed aggiornamenti, chi diventa addicted dei giochini social, insomma ce n’è per ogni debolezza ed il tutto nasce da un uso smodato dei nuovi strumenti di comunicazione che hanno invece un potenziale enorme, se utilizzati correttamente, per migliorare la nostra vita e le relazioni.

Lavoro, valuta il tuo capo con un test

 Generalmente sono i dipendenti ad essere valutati dai loro superiori in termini di produttività, efficienza, carattere, rispetto. La psicologa americana Harrier Lerner, autrice di The Dance of Anger, ci propone questo test al contrario ovvero valutare il capo o comunque i vertici della propria azienda, i datori di lavoro, i diretti superiori, in base ad alcuni parametri specifici che ne tracciano il profilo professionale più o meno capace. Un esercizio divertente e anche rilassante se vogliamo, che aiuta anche chi si sente sempre responsabile di tutto quanto non va a lavoro a capire che ci sono alcune responsabilità che vanno attribuite ad altri attori in gioco. Vediamoli nel dettaglio e buon divertimento!

Gli ormoni sessuali scelgono il nostro lavoro

 

Quante volte pensiamo di affidarci al destino o crediamo nella fortuna? Soprattutto dopo aver brillantemente superato un colloquio di lavoro ed essere riusciti a conquistare il tanto agognato “posto di lavoro” decidiamo e ci convinciamo di “aver avuto una gran fortuna”. Il mondo del lavoro è complicato e a volte anche in esso ci sono delle “situazioni” che risultano ancora strane. Il classismo distingue fra mestieri tipicamente maschili e tipicamente femminili.

Stress da traffico, milanesi i più a rischio in Europa

Stress da traffico, chi colpisce, in che misura e quanto influisce nelle relazioni interpersonali, sulla produttività a lavoro, sulla salute? Abbiamo già avuto modo di parlare di quanto sia stressante, soprattutto per gli automobilisti pendolari, rimanere imbottigliati nel traffico al mattino, con il risultato di arrivare tardi e di malumore in ufficio. Oggi parliamo dei dati diffusi dall’IBM nel Global Commuter Pain survey 2011, un’indagine che ha coinvolto gli automobilisti delle principali metropoli del mondo, interpellati sui loro livelli di stress, rabbia e produttività in relazione alle condizioni del traffico, più o meno congestionato.

Principe azzurro cercasi? meglio un cane!

 

I cari amici animali sono sempre con noi. Non vale più il detto “chi trova un amico trova un tesoro”. Trovare un cane è meglio. Forse. Per le donne. Infatti, una ricerca inglese afferma che soprattutto le donne amano trascorrere il proprio tempo in compagnia del fedele amico a quattro zampe. Il gentil sesso troverebbe nel fidato animale un rifugio sicuro, un amico con cui confidarsi, un appoggio nel momento del bisogno, un punto di riferimento per sentirsi amato. Quindi, perché affidarsi ancora al marito o al fidanzato?

L’arteterapia per superare il trauma dell’11 settembre

 L’arteterapia si è rivelata utile per aiutare i parenti delle vittime e chiunque rimase traumatizzato dall’attacco dell’11 settembre 2001 alle Torri Gemelle di New York, un attentato terroristico che ha lasciato molte ferite aperte, radendo al suolo non solo i due grattacieli ma anche le certezze, le sicurezze e i valori del multiculturalismo della società americana. Ne parla, ricordando quei giorni, a dieci anni da quella terribile data, la dottoressa Cathy Malchiodi, psicologa americana, esperta di art therapy, autrice di The Art Therapy Sourcebook.

L’islamofobia, le vittime dimenticate dell’11 settembre

 Paura, tanta, quella che ha invaso il mondo dieci anni fa a seguito dell’attentato terroristico dell’11 settembre alle Torri Gemelle di New York. Tante le vittime nel crollo dei grattacieli, tutte note, identificate e ricordate come è doveroso che sia quando la vita viene spezzata in due dal fondamentalismo violento, dalla follia degli estremismi. Ci sono numerose altre morti scatenate non dall’attacco in sé ma dalle sue conseguenze sugli equilibri sociali degli USA e non solo, persone uccise, ferite o insultate solo perché di religione islamica che erano nel posto sbagliato al momento sbagliato quando la furia e la rabbia di chi vede crollare il baricentro della sua cultura si è abbattuta su negozi gestiti da islamici, centri culturali, studenti.

Raggiungere gli obiettivi, questione di priorità

 Per raggiungere degli obiettivi prefissati, che si tratti di traguardi lavorativi piuttosto che di liberarsi da una pericolosa dipendenza o di migliorare un rapporto bisogna innanzitutto fissarli con chiarezza, cosa che, anche se appare scontata, non sempre facciamo. Scriverli nero su bianco aiuta invece a renderli concreti, perseguibili così come è utile annotare i progressi, giorno dopo giorno, per capire che stiamo avanzando verso la nostra meta.