
Avete presente le casalinghe disperate? Mogli continuamente deluse dai propri mariti che si dimenano tra gli impegni del lavoro, i bambini e le lamentele del datore di lavoro che le trova sempre in ritardo? Dimenticate tutto questo. Oggi le vere casalinghe sono gli uomini. Italiani. Ebbene sì, il maschio latino per eccellenza sarebbe scomparso. Certo non dimenticherebbe di essere focoso tra le lenzuola con la propria donna, ma sarebbe diventato molto più attento alla famiglia e a dare aiuto nella gestione della vita familiare alla propria compagna.
Litigare è normale e, all’inizio di una storia d’amore, lo è forse ancora di più, le discussioni piuttosto accese sono anche un modo per conoscersi, per rapportarsi in modo anche piuttosto burrascoso con un sentimento grande che sta per nascere o è già nato ed ancora non lo sappiamo e ci sconvolgerà la vita. Ripensandoci molte coppie che ai loro inizi litigavano animatamente e di frequente e a cui in molti non davano grandi speranze di rimanere insieme a lungo, riviste a distanza di anni, sono lì, pacifiche, più unite che mai.
Perché non fai come tutti gli altri? Ovvero quello che un genitore non dovrebbe
Per strada, al telefono, in ufficio, in famiglia, si assiste spesso, ahinoi, a discussioni in cui a prevaricare è una sola voce, che si distingue dalle altre perché è più acida, più stridula o magari per un tono autoritario, perentorio, piuttosto che isterico, agitato, concitato. Chi alza la voce è il più forte, è quello che vince, ammesso che ci sia qualcosa da vincere, in un diverbio? Generalmente, la voce che sentite sovrastare le altre è sicuramente quella del soggetto più coinvolto, più preso dalla discussione, quello con un bisogno più alto di imporsi, di far valere le proprie
Come scrivere una mail efficace dal punto di vista comunicativo? Alcuni parametri di chiarezza, semplicità e sinteticità sono comuni ad ogni genere di comunicazione veicolata dalla posta elettronica. Il resto varia sulla base del tono, formale o informale, del rapporto con il nostro interlocutore, dell’argomento abbordato. Generalmente aiuta stabilire, ancor prima di iniziare a scrivere, l’oggetto che ci darà un’indicazione chiara del filo conduttore da non perdere e sarà utile a chi riceve il messaggio per intuire la priorità della nostra conversazione, l’argomento più o meno urgente.
Spesso, nelle coppie, tra amici, a lavoro, e persino in banali discussioni in fila alla cassa perdiamo più tempo a capire chi ha ragione che a facilitare una soluzione pacifica del diverbio, perdendo di vista l’obiettivo primario della comunicazione che è quello di capirsi o comunque di ottenere qualcosa di ben più concreto di un riconoscimento privo di valore effettivo. Cercare di predominare sulla posizione assunta dagli altri aiuta invece a creare ulteriori malintesi. Istintivamente, infatti, chi viene attaccato si pone sulla difensiva e sciorina le sue di ragioni, il che ancora una volta allontana dalla soluzione e persino dal motivo per cui era iniziata la discussione.
Quando etichettiamo qualcuno come diverso, dobbiamo chiederci ma diverso da chi, da cosa, da quale regola? Il concetto di normale da cosa e da chi è stato stabilito e soprattutto a scapito di quali libertà qualcuno si è arrogato il diritto di stabilire cosa rientri nei canoni giusti e cosa rappresenti una deviazione, uno scarto dalla norma? A dispetto dell’invito alla tolleranza come unica strada di apertura verso una convivenza pacifica, una
Se il pessimismo è alla base di molti fallimenti autoinflitti ovvero di rinunce a tentare la fortuna, a credere che qualcosa possa cambiare in positivo grazie alla nostra spinta, alle nostre azioni, l’ottimismo, al contrario, è un propulsore di cambiamenti, opportunità, possibilità, nuovi percorsi, vitalità. Il pessimismo porta a chiudersi al mondo, specie se interviene dopo delusioni subite e perdita di fiducia negli altri. Un esempio calzante si può fare sulla vita sentimentale. Spesso chi è single vuole rimanere single perché non si fida più delle promesse dell’amore, pensa che quello che ha vissuto è stato falso, una bugia e non se la sente più di investire in relazioni durature, destinate a concludersi con un fallimento.
La cosa più difficile, probabilmente, quando una storia d’amore arriva alla fine, soprattutto se è durata molti anni, è passare da una vita impostata sul noi, sulla coppia, ad un’esistenza fatta di un io alquanto fragile, che esce scosso, a metà, dalla rottura e non sa bene come riorientarsi da solo. E’ come se all’improvviso ci si ritrovasse uno spazio bianco a disposizione più grande delle parole che avevamo da dire, da scrivere, da vivere. Gli psicologi consigliano spesso, per riprendersi da un brutto distacco, molto sofferto, di non negare il
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