Stress tra genitori e figli

 

I figli acquisiscono spesso i tratti dei genitori, sia dal punto di vista somatico, che dal punto di vista caratteriale, ebbene sembra che questo non sia solo un discorso legato al DNA, ma ci siano anche una serie di cose che si possono acquisire dopo essere nati e cresciuti. Oggi parliamo di una cosa non proprio piacevole: lo stress.
Sembra che una recente ricerca, confermi infatti che ben il 90% dei figli percepisce lo stress dei genitori.

Una famiglia su quattro s’indebita

La situazione è davvero drammatica e le riflessioni purtroppo si sprecano: una famiglia su quattro s’indebita, è dunque allarme povertà?

Di questo ci informa infatti la decima indagine Acri-Ipsos e se ne evince purtroppo, che il venticinque per cento degli italiani, fa debiti oppure erode i suoi risparmi. Innanzitutto va spiegato che ciò che emerge significativamente e in modo piuttosto preoccupante, è che oggi, nel nostro Paese – come abbiamo già accennato all’inizio – una famiglia su quattro consuma più di quello che incassa.

Neurofisiologia tra medico e paziente

 

Oggi parliamo di neurofisiologia. Per chi non lo sapesse, è quello che accade nel cervello nell’ambito del rapporto tra medico e paziente. Ci sono delle fasi che portano a questo processo che solitamente sono standard. La prima sicuramente è quando si cominciano ad avvertire i primi sintomi di una malattia, che subito proseguono con lo start di una terapia per il paziente.

Il cervello del paziente, secondo gli studi di medicina, psicologia e sociologia, è in grado di conservare il dolore ed elaborare il malessere seppur non trascurandolo. Il sentirsi male, quindi, viene “messo da parte”, qualora stiamo svolgendo prestazioni di cui veramente siamo interessati.

La vitamina E contro l’ictus

 

Secondo un recente studio fatto dall’Università di Harvard (Stati Uniti d’America) curato dal dottor Markus Schürks e pubblicato sul “British Medical Journal” (BMJ), la vitamina E ha ben due entità: una positiva e l’altra negativa.

Quella positiva è che assumendo questa sostanza si può prevenire l’ictus comune, mentre dall’altro canto, quella negativa è che aumenta la possibilità di essere vittime di un ictus emorragico, molto più raro. Questo messaggio arriva dopo che il team di studiosi, ha messo sotto esame con 9 indagini, ben 1,2 milioni di tester volontari.

Sindrome di Highlander o eccessiva nostalgia della gioventù

A volte li vediamo la mattina presto correre, affannarsi, in realtà ce ne sono tanti che si dedicano totalmente allo sport e che pur avendo superato e abbondantemente i quarant’anni, continuano nonostante tutto a fare movimento e sport a livello agonistico.

Li si può definire tranquillamente atleti master e sicuramente per loro non è improbabile che vi sia il rischio della cosiddetta sindrome di Highlander o dell’immortalità, anche perché  – e infondo basta utilizzare il buon senso comune – , troppa attività fisica, un eccessivo sforzo fisico, prolungato nel tempo e portato avanti quando semplicemente per ragioni anagrafiche si è “fuori tempo”, può rivelarsi purtroppo pericolosa, assolutamente non salutare (sia beninteso non fa bene esaurire le proprie energie in modo così “drastico” e faticoso) e in alcuni casi addirittura anche fatale.

Il troppo stroppia e anche se l’ “accanimento” forzato alla gioventù, talora si riveli una tentazione irresistibile, credendo che lo sforzo fisico dia un’opportunità..e pur non sottovalutando la forte fascinazione che esercita e consapevoli che il desiderio di seguirla sia molto forte, bisogna innanzitutto avere equilibrio e consapevolezza dei propri limiti, senza per questo colpevolizzarsi.

L’espressione della musicoterapia

 

Le sensazioni interne come la pace interiore, oppure il nervosismo forte, la rabbia o quanto altro, possono essere veicolate attraverso la musica. La musicoterapia, infatti, risulta essere una scienza che permette di tenere sotto controllo le proprie emozioni ed agisce principalmente sui disturbi di origine psicosomatica.

L’azione della musicoterapia è positiva, ed agisce solitamente su sintomi come emicrania, insonnia, indigestioni e soprattutto viene adoperata in casi di miglioria per le persone affette da disturbi mentali e motori.

Terrorismo e fattori psicologici

Il tema del terrorismo non può non sconvolgere l’opinione pubblica e pur se le politiche internazionali si sono negli anni molto impegnate per il potenziamento delle risorse e per combattere strenuamente questo terribile fenomeno, l’analisi è complessa e di difficile traduzione.

Per quanto riguarda infatti la lettura del terrorismo di matrice islamica, non è possibile prescindere dalla stretta connessione tra i fattori economici, politici, culturali e sociali.

Un bel sorriso è garanzia di successo

Un pò lo immaginavamo che avere denti bianchi e un sorriso luminoso, abbagliante, fosse la ricetta per avere un futuro di successo. Ma questa che può, appunto sembrare una nostra idea preconcetta o che potrebbe benissimo apparire come una battuta, in realtà è il frutto di una seria ricerca condotta da un equipe di ricercatori inglesi su un centinaio di volontari, seguiti ed analizzati dagli psicologi sociali del King’s College di Londra.

Consultando e “passando al setaccio” attentamente delle fotografie, i volontari, tendevano inesorabilmente a giudicare una stessa persona in base alla sua dentatura.

Se gesticoli ti ricordo meglio

Non v’è dubbio, è assolutamente tipico degli italiani, l’abitudine a gesticolare apertamente mentre si parla. E tutto ciò è motivo – a volte molto divertente e a volte un pò meno – all’estero, di prese in giro, motteggi e di ilarità.

Ma per fortuna la psicologia, ‘scienza positivista’ per antonomasia, ci riabilita e ci offre la possibilità di una rivincita.

E’ stato condotto infatti da Pierre Feyereisen dell’ Università di Louvain in Belgio, un test molto interessante che ha saggiato l’importanza del linguaggio del corpo anche in questo specifico aspetto, e così ha preso a campione cinquantanove studenti a cui ha mostrato un video in cui compariva un attore, questi, esprimeva diverse frasi e concetti; ai partecipanti era richiesto un piccolo sforzo di memoria e dunque di ricordarne alla fine il maggior numero possibile.

Tre passi per formare una coppia

 

Seppur sembra difficile a crederci, la formazione della coppia in tutto l’arco della nostra vita, segue tre semplici step che sono sempre identici. La storia è unica e valida per tutti. Ogni anima gemella che si può trovare nella vita, infatti, secondo un recente studio si troverebbe attraversando le classiche tre fasi della coppia. La prima fase è la fusione.

Periodo in cui all’inizio, si pensi di avere sempre tutto in regola per essere all’altezza della persona di fronte, e quindi si crea una complicità e soprattutto si vedono solo i pregi. Nel periodo iniziale, ci si può definire inebetiti, questo anche perchè sembra che tutti ci siano amici ed il destino sia stato magnanimo con noi.

Il sesso aiuta la salute

 

Il Dipartimento di fisiopatologia clinica dell’Università di Firenze ha sviluppato una ricerca abbastanza particolare, quello che la fedeltà allunga la vita delle persone. Lo studio, è stato sviluppato sul oltre 4.000 uomini ed ha monitorato il loro rapporto di coppia, le eventuali disfunzioni sessuali e le variazioni del livello di testosterone.

Lo studio ha parlato dei benefici che si possono avere per chi ha una vita sessuale piacevole e soprattutto piena. La prima indicazione è quella che permetterebbe di risolvere un po’ di problemi cardiovascolari. Se lui è fedele, ha una sessualità costante ed appagante con la compagna, riduce il rischio di malattie cardiovascolari.

Conversare con i colleghi per migliorare cognitivamente

 

Studi recenti condotti all’Institute for Social Research della University of Michigan, hanno sottolineato la socialità dell’essere umano, che trascorre buona parte della vita in gruppo. Questo lo distingue sicuramente dagli animali e dalle altre specie. Lo studio parla di migliorie e di opportunità maggiori che possono essere acquisite attraverso il dialogo e l’interazione sociale con i colleghi parlando pure di lavoro, ma immettendoci una personalità intima.
I manager, ad esempio, hanno questo handicap di impegnarsi nello sfruttare la produttività, ma mai pensare all’interazione sociale con chi si trovano di fronte.