Motivazioni per smettere di fumare

 Per smettere di fumare di motivazione ne serve tanta, senza contare che la forza di volontà necessaria, soprattutto per i fumatori accaniti, chiama in gioco necessariamente uno sforzo ed uno spirito di sacrificio che richiede tanta tenacia e determinazione. Come possiamo alleggerire questa sfida? Molto spesso si consultano manuali, si fa uso di sostituti di nicotina, sigarette elettroniche, gomme, cerotti e quant’altro o ancora si ricorre ad immagini che evocano cancro e morte, le conseguenze del fumo, per desistere dall’accendersi una sigaretta.

Autostima, credere in se stessi per ritrovare l’equilibrio

 L’autostima è importante non solo per non desistere, ancor prima di aver tentato, da imprese che ci sembrano al di fuori dalla nostra portata, ma anche per essere sereni con gli altri e ritrovare la calma. Una persona che non crede in se stessa avrà bisogno di credere in qualcos’altro che gli dia forza e coraggio, sostegno. Può trattarsi dell’appoggio e dell’approvazione degli altri o peggio di dipendenze che fanno sentire forti e spavaldi. In ogni caso si tratterà di fattori esterni, indipendenti dalla nostra volontà e proprio per questo tutt’altro che forti, anzi deboli, estremamente fragili, volubili. Nessun altro può combattere le nostre battaglie e non ogni giorno, anche se c’è chi può darci una mano ogni tanto.

L’ira dipende dal cibo

 

Quante volte diamo la colpa allo stress e agli impegni della vita quotidiana se ci siamo comportati in modo violento, abbiamo risposto male alla nostra compagna o abbiamo litigato con il collega che oggi ci irritava proprio? Sicuramente tantissime volte. E allora pensiamo di fare una bella vacanza o di prenderci una tisana per rilassarci. Ma se fosse il cibo a condizionare il nostro comportamento e il nostro stato emotivo? Ciò che mangiamo può farci essere calmi o irascibili?

Come ritrovare il buonumore, pillole di felicità

 Il nostro organismo funziona meglio se sul nostro viso c’è un sorriso piuttosto che un’espressione scoraggiata e smorta. Anche se a volte è difficile mantenere la serenità, vessati dalle difficoltà quotidiane, dobbiamo anche capire che è prioritario. Investire nella nostra felicità, in attività divertenti, leggere, nello svago, distrarsi, ridere, uscire con degli amici, fare l’amore, amare, scherzare, guardare un bel film, rilassarsi, fare due passi in un parco, ascoltare musica non sono azioni da considerare meno importanti del lavoro, degli impegni, dei doveri.

Hai successo a scuola? Per regalo la chirurgia estetica

 

E’ un trend in forte crescita: sempre più giovani chiedono in regalo un intervento di chirurgia estetica per essere “ripagati” del loro impegno a scuola. In una società in cui apparire diventa più importante dell’essere non sembra una sorpresa. Ma che ad essere i protagonisti di questo trend siano proprio i più giovani sorprende eccome. Ad affermarlo è un report statistico della Società Americana di Chirurgia Plastica Estetica (ASAPS).

Autostima, frasi che fanno bene, frasi che fanno male

 Il nostro rapporto con gli altri, il nostro modo di affrontare la vita, le difficoltà, i cambiamenti, le scelte, è frutto di decisioni e comportamenti che provengono da un dialogo costante con noi stessi, la parte più profonda del nostro io che agisce basandosi non tanto sulle proprie forze ma su quelle che crede siano le proprie capacità in quel preciso momento. Ecco perché è importante per lanciarsi in nuove sfide e riuscire credere in se stessi dirsi le frasi giuste quando veniamo chiamati in gioco. Già, facile a dirsi, ma quali sono le frasi giuste e soprattutto esiste un modo giusto per riporre più fiducia in se stessi, delle paroline magiche?

Al risveglio il cervello è pigro

 

Svegliarsi la mattina e alzarsi dal letto per alcuni è davvero un momento difficile. Quante volte abbiamo detto “ancora cinque minuti” e abbiamo staccato la sveglia, aspettando un altro po’ per poter carburare e iniziare la giornata nel verso giusto. Vi avranno chiamati dormiglioni, ma in realtà c’è una motivazione scientifica alla base di questo risveglio un po’ pigro. Un recente studio italiano del Dipartimento di Psicologia della Sapienza e dell’Associazione Fatebenefratelli per la Ricerca (AFaR) in collaborazione con ricercatori dell’Università dell’Aquila e di Bologna lo ha confermato. Quando ci addormentiamo il cervello diminuisce la sua attività elettrica e si entra in uno stato chiamato “inerzia del sonno”.

Soldi, risparmiare o investire?

 La gestione dei soldi è per tutti un tasto delicato, specie in questo periodo di crisi economica che ha scatenato un’ondata di pessimismo anche negli investimenti, tagliando sui consumi che, a conti fatti, sarebbero poi l’unico modo per risollevarsi dal baratro. Si pensa spesso che ottimismo e fiducia facciano parte della sfera personale ed emotiva ma basta guardare l’andamento dei mercati, appesi alle iniezioni di fiducia e persino alle parole, ai discorsi dei grandi della terra, per rendersi conto di come il nostro modo di guardare al futuro influenzi anche le finanze mondiali.

Esame del sangue? Vincere la paura si può

 

Quante volte abbiamo accompagnato i nostri bambini all’ASL per il prelievo del sangue o quante volte ci siamo seduti noi su quella sedia per far prelevare al medico il nostro sangue per delle analisi di routine? Lacrime, urla, paura. Molto spesso non sono solo i più piccoli ad essere spaventati dalla semplice puntura per il prelievo del sangue. Per molti si tratta di una vera e propria tortura, prima finisce meglio è. Le motivazioni possono essere le più varie: non si sopporta la vista del sangue, si ha paura del dolore da poter provare, si pensa di svenire. Pensiamo ad ognuno di questi “problemi”.

Leggere per ascoltare e conoscere meglio se stessi

 Quando si soffre d’insonnia, si sta vivendo un periodo difficile, si ha la necessità di ritrovare la calma, distendere la mente e liberarla dall’angoscia, dalle paure, dalla tristezza, aprire un libro e perdersi tra le righe, affogare tra le pagine come si trattasse di un bicchiere con qualcosa di forte, è un esercizio utile a trovare un altro mondo, scevro da preoccupazioni, un nuovo percorso diverso dal nostro, una capacità distinta di vedere e rappresentarsi la vita che potrebbe fornirci la pace che stiamo cercando ma anche delle soluzioni, delle risposte.

Sei antipatico? A lavoro guadagni di più

 

Quando si inizia a lavorare in ufficio la prima cosa a cui si pensa: riuscirò a risultare simpatico a tutti i miei colleghi? Si inizia ad offrire caffè, a fare lunghe chiacchierate, ad offrire qualche spuntino, a dare il massimo nei propri compiti per risultare quanto più simpatici e in gamba possibile. Ebbene, sembra che tutti questi sforzi, alla fine, non vengano premiati. Potete pure essere scortesi a lavoro. Anzi, esserlo vi renderà “ricchi”. Un gruppo di ricercatori statunitensi, guidato da Timothy Judge, docente di Management presso il Mendoza College of Business dell’ Università di Notre Dame. I dati abbracciano vent’anni di studi e più di diecimila dipendenti che nel corso del tempo sono stati sottoposti a sondaggi e questionari.

Una vita più leggera, come liberarsi dal peso delle difficoltà in poche mosse

 Può capitare, nel corso della nostra esistenza, di sentire un peso schiacciante addosso, che si tratti di responsabilità maggiori, di problemi a lavoro, con i figli o nella vita di coppia, piuttosto che di disturbi di salute, alterazioni dell’umore che ci rendono scontrosi ed irritabili con gli altri, o ancora di un’angoscia che ci appesantisce la vita dovuta all’incertezza del futuro, alle nostre paure. Tutti, chi più chi meno, fattori che hanno la funzione di piccole ma pesanti zavorre che rendono difficile, lento e faticoso il nostro cammino di tutti i giorni, ostacolano i nostri progetti, ci tolgono il respiro ed il sorriso. Come possiamo rendere la nostra vita più leggera anche quando ci sono problemi che ci tormentano?

Le donne sono le più infelici a lavoro

 

A pubblicare questa “triste verità” è la rivista Jezebel sul suo sito Internet. Si tratta di un sondaggio promosso da Captivate Network, canale americano di informazione e news. Si è tracciato il profilo della lavoratrice più infelice del mondo. Molte potranno non essere d’accordo o al contrario riconoscersi appieno in questa figura, ma sembrerebbe che l’identikit della donna moderna in carriera e soddisfatta nasconderebbe in realtà tanti fantasmi. Il ritratto dell’infelicità sarebbe una donna single, quarantenne, con un discreto reddito, probabilmente un medico o un avvocato.

Lavoro, più tempo o più qualità per ottenere risultati migliori?

 I sacrifici ripagano, , attraverso le difficoltà, come vuole un saggio motto latino, si percorre la strada che conduce alle stelle. Questo non vuol dire, però, che per ottenere dei buoni risultati in un progetto bisogna necessariamente soffrire ed autoflagellarsi o peggio consacrare tutte le nostre risorse vitali tralasciando le altre sfere importanti della nostra esistenza. Si possono raggiungere grandi obiettivi anche con equilibrio, più velocemente e senza sforzi eroici semplicemente imparando ad impiegare il tempo in modo produttivo.