Sembra spesso di vivere in una società dominata dall’egoismo, dove ci si disinteressa delle ingiustizie e delle sofferenze patite dagli altri, ma, in questo senso, una speranza può arrivare forse da chi si è da poco affacciato al mondo, sempre che poi non segua i cattivi esempi che possono venire dagli adulti.
Secondo una ricerca svolta in collaborazione tra il Max-Planch-Institute per l’antropologia evoluzionistica e l’Università di Washington, infatti, già a 15 mesi un bambino potrebbe aver sviluppato il senso dell’altruismo e dell’equità. In precedenza, si riteneva invece che i bambini maturassero tali qualità più tardi, intorno ai 6-7 anni.
Nell’esperimento, a un gruppo di 47 bambini di 15 mesi venivano fatti vedere due brevi video, nel primo dei quali un ricercatore dava dei cracker a dei suoi colleghi, prima distribuendoli in modo equo, poi dandone di più a uno dei due. Nel secondo video, la scena veniva ripetuta con del latte al posto dei cracker.
I bambini guardavano con maggiore attenzione e maggiore sorpresa i video nei quali il cibo veniva distribuito in maniera ineguale. “I bambini si aspettavano un’equa e giusta distribuzione di cibo, e rimanevano sorpresi nel vedere che a una persona veniva dato più latte o cracker che a un’altra”, ha spiegato Jessica Sommerville, professoressa associata dell’Università di Washington, che ha condotto la ricerca.
Mamma e papà sono magri? Lo sarai anche tu.

Gli studiosi dell’University College di Londra hanno condotto una specifica ricerca sull’influenza che i genitori hanno sui propri figli in materia di peso forma. Pubblicati i risultati su Archives of Pediatrics & Adolescent Medicine, si è visto come i genitori condizionino i propri ragazzi a seconda del loro peso. Sia che si tratti di sovrappeso o di magrezza, i ragazzi riconoscerebbero in mamma e papà dei modelli da seguire e quindi si adeguerebbero di conseguenza.
Lavoro, molti assenti per lo stress

È una ricerca del Chartered Institute of Personnel and Development a confermarlo. In Gran Bretagna, ma la cosa potrebbe essere valida anche per molti altri Paesi, lo stress determinato dal lavoro è il colpevole delle assenze per malattia sul posto di lavoro. Le statistiche dicono che due lavoratori su cinque si assentano dal lavoro per troppo stress e decidono di mettersi in malattia.
Ansia, si supera solo accettandola

Chi soffre d’ansia, si chiede spesso come poter superare questa particolare condizione che racchiude in sé paura e incertezza per qualcosa o qualcuno che viene percepito come pericoloso. Molti credono che sia sufficiente negare quest’emozione, tuttavia è solo accettandola che si evita di rafforzarla.
Aggressività passiva, quando la rabbia è sommersa da apatia e silenzio
Ci sono diversi modi di esprimere la nostra rabbia per come vanno le cose, alcuni più nascosti e silenziosi di altri, a conti fatti quelli che ci fanno più male vedono coinvolta una sorta di apatia, una coltre priva di emozioni che nasconde un agitarsi di sentimenti contrastanti e che ci spinge a dimostrare interesse zero per la fonte della nostra rabbia. Consiglio a chi si rende conto di essere caduto nella morsa di questo sentimento di finta indifferenza, il lavoro di Signe-Whitson sul comportamento aggressivo-passivo, The Angry Smile: The Psychology of Passive Aggressive Behavior in Families, Schools, and Workplaces, un saggio su tutte le implicazioni e complicazioni che provoca un atteggiamento simile nella nostra vita.
Il sogno è nascosto nel piano B
Se nessuno ha il coraggio di perdersi, chi troverà nuove strade? Eppure il coraggio e l’ardire di percorrere sentieri poco battuti, scegliersi un modo alternativo di vivere, viene appoggiato solo formalmente da quella parte di sognatori retorici che fa finta di sognare ma sta vivendo nel sogno di qualcun altro, subendo il fascino e l’influenza del seminato, di un percorso sicuro, già tracciato da altri, che porterà inevitabilmente al successo. Per molti funziona, altri per essere felici hanno bisogno di un piano B. Il piano B è un sogno privato che viene vissuto intimamente perché piace non perché porterà necessariamente in alto, un piano che non scade nella banalità, non esaurisce la sua spinta creativa e tiene viva la ricerca di chi lo porta avanti ad occhi aperti.
Ricordarsi delle cose davvero importanti
Come ricordarsi delle cose davvero importanti. Altra lezione di Rick Hanson, neuropsicologo americano, autore di Buddha’s Brain: The Practical Neuroscience of Happiness, Love, and Wisdom. Anche in questo caso sembra facile, scontato, ma ce ne ricordiamo? E soprattutto sappiamo quali sono le cose che davvero contano per noi, le persone a cui teniamo di più, la posizione di ciascuna attività nella nostra scala di valori, passioni, interessi? Un esercizio utile a conoscerci meglio ed a stilare le nostre priorità ce lo illustra lo stesso Hanson.
Stress, perché staccare la spina è importante
Se correte tutto il giorno e non siete dei corridori professionisti, forse è venuto il momento di chiedervi dove state andando così di fretta e cosa vi state perdendo nella frenesia della corsa. Lo stress, quello negativo ovviamente, ovvero il distress, spesso ci trascina nostro malgrado su una sorta di scale mobili senza fine, ma stiamo salendo o stiamo scendendo? Se pensiamo che alcuni impegni siano improrogabili e che non c’è tempo per riposare, per fermarsi e godersi per un po’ la libertà di non fare e programmare assolutamente nulla senza sensi di colpa, siamo certamente lontani dal trovare un equilibrio. Chi non rallenta mai raramente potrà arrivare davvero lontano perché lo stress ci sfibra, ci logora e ci ritroveremo, di fatto, a correre a vuoto e verso il vuoto con il vuoto intorno.
Da cosa dipende la bellezza?

Mito eterno di donne ed uomini: il raggiungimento della bellezza. Perseguiamo ideali estetici ogni giorno, andando in palestra, seguendo una dieta povera di dolci e snack poco salutari, usando creme e prodotti per la bellezza. Eppure una ricerca del neurobiologo Semir Zeki presso l’University College di Londra ha affermato che la bellezza si trova nella mente di chi osserva e non si rispecchia in caratteri oggettivi.
Cervello e piacere, cosa fa gola?

Qual è la reazione di fronte ad un succulento piatto di pasta o una vincita al superenalotto? Il nostro corpo e il nostro cervello reagiscono allo stesso modo in queste situazioni? A rispondere alla domanda ci pensa uno studio americano. Si tratta di una ricerca della Northwestern University di Chicago che ha approfondito il meccanismo che scatta nel cervello umano di fronte a cibo, soldi e piacere. Sembrerebbe che in questi tre casi il nostro corpo abbia la stessa reazione: un aumento della salivazione.
Videogiochi e violenza? Forse qualche legame c’è…
L’argomento è stato spesso al centro del dibattito, e si è tornati a parlarne sopratutto dopo le stragi avvenute a luglio in Norvegia, dal m0mento che il killer, Andres Breiving Breivik, aveva detto di essere un appassionato di videogiochi, e questi erano stati così additati come possibili cause scatenanti di simili esplosioni di follia e violenza efferata. In realtà, per fortuna, la stragrande maggioranza degli amanti di tali videogiochi, è persino superfluo ribadirlo, ha ben poco a che vedere con eventi sanguinosi o violenti.
Un recente studio condotto dall’Università di Bonn, in Germania, sembra però riavvalorare la tesi per la quale vi sarebbe un legame tra i videogames, specie quelli più violenti, e, appunto, la violenza. In particolare, chi trascorre molto tempo in questo modo svilupperebbe modi diversi di reagire a stimoli emotivi anche negativi, quasi come si scambiasse la realtà per la semplice finzione del gioco.
A scuola di lingue già nel ventre materno

In un mondo cosmopolita, come quello nel quale viviamo, è fondamentale conoscere più di una lingua. In un momento in cui le barriere fisiche tra i popoli sono state abbattute e con un aereo si può andare da un posto all’altro del globo risulta importante imparare a parlare inglese, spagnolo, tedesco, francese e chi più ne ha più ne metta. Molti sanno che l’apprendimento della lingua avviene sin da piccoli.
Stress da lavoro, dati impressionanti per le donne

Sono impressionanti i dati che riguardano l’ultima indagine effettuata sulla popolazione italiana che riguarda lo stress da lavoro. Ne abbiamo parlato già diverse volte su IoValgo. Lo stress comporta tutta una serie di disturbi, come la spossatezza, la stanchezza, disagi psichici e mancanza di forza fisica che compromettono molto la salute psico-fisica dell’individuo che ne soffre. Secondo la relazione presentata dall’Ospedale milanese Fatebenefratelli ed effettuata dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna (Onda), gli italiani che sono affetti dallo stress da lavoro ammontano circa a nove milioni.
Studio e motivazione, come facilitare l’apprendimento
E’ giusto regalare dei soldi ai bambini quando hanno buoni voti a scuola? Se lo chiede il dottor Steven Reiss, psicologo americano, autore del saggio Six motivational reasons for low school achievement, che estende la questione ad un campo più vasto dell’ambiente familiare, ovvero a quello che fanno le istituzioni per incoraggiare gli studenti a proseguire gli studi, a migliorarsi e ad eccellere. Un problema molto sentito negli USA dal momento che circa un quarto degli studenti abbandona la scuola prima di aver conseguito il diploma.