Gentilezza, cortesia, rispetto. Li riserviamo a conoscenti, familiari, ad anziani, persone in difficoltà o operiamo indistintamente con garbo nei confronti di chi incontriamo? In ascensore usciamo prima degli altri o cediamo il passo? Lasciamo il posto ad una persona trafelata che è appena salita sull’autobus dopo una corsa carica di sacchetti della spesa? Che differenza può fare, vi chiederete? Secondo un recente studio condotto da un’équipe di ricercatori della Pennsylvania State University essere gentili con gli altri, oltre a rappresentare un comportamento positivo che denota altruismo ed un carattere solare, comporta un vantaggio ben più pratico ovvero riduce il carico di lavoro di ognuno.
Gli autori della ricerca, in uscita sulla rivista di divulgazione scientifica Psychological Science, sono Joseph P. Santamaria e David A. Rosenbaum. I due hanno esaminato la relazione che intercorre tra l’altruismo ed il controllo motorio, scoprendo che osservare gli altri agire a nostro vantaggio stimola una reazione simile e porta a muoversi letteralmente a favore di altre persone a nostra volta, sforzandoci di essere cortesi. Questo si tradurrebbe in una catena di gesti gentili che alleggerirebbero la vita di tutti.
Cerotti, gomme alla nicotina, sigarette elettroniche, terrorismo psicologico, ricompense: per smettere di fumare i metodi, gli incentivi e le proposte, più o meno valide, sono davvero tante. L’ultima in arrivo, certificata da un recente studio pubblicato dalla rivista di divulgazione scientifica Psychological Science, è l’utilizzo degli sms che pare siano efficaci per incoraggiare i fumatori a darci un taglio con le bionde, liberandosi una volta per tutte da questa pericolosa dipendenza.
Ancora sullo stress da lavoro, ormai riconosciuto a tutti gli effetti come malattia professionale in virtù del decreto legislativo 81/2008 e sue successive modifiche con d.lgs. 106/2009. Ci occupiamo oggi del ruolo di mail, comunicazioni aziendali, telefonate e messaggi che ci raggiungono a casa dall’ufficio anche fuori dall’orario di lavoro e che, puntualmente, vengono evase o se ignorate scatenano sensi di colpa con un impatto forse ancora maggiore sulla soglia di stress accumulato.
Un matrimonio, una convivenza, una relazione perfetti o quasi? Il segreto, per la psicologia, sta tutto nel guardare al partner con occhi leggermente velati, che coprano tutti i difetti o almeno quelli veramente insopportabili e che potrebbero minare il rapporto quando non c’è più un fiume di passione a risanare tutto, come avviene nel caso di molte coppie consolidate.
La lettera motivazionale, o di presentazione, accompagna il curriculum vitae lasciando spazio a dettagli sulle attitudini, la propensione, le motivazioni e l’entusiamo che spingono a desiderare quello specifico posto di lavoro e che altrimenti non avrebbero risalto all’interno del CV.
Il manuale divulgato dall’Isples, l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, Stress e Mobbing, presenta linee guida chiare per gli psicologi, gli psichiatri e i medici di famiglia su quella che viene riconosciuta ormai come una vera e propria malattia professionale: lo stress da lavoro correlato.
Le donne conoscono i momenti di preparazione al parto, e fanno corsi respiratori, e di contenimento dell’ansia per essere pronte il giorno in cui metteranno al mondo una nuova vita. Ovviamente quello del genitore non è un ruolo facile da ricoprire sia per la fase pre genitoriale, sia per quella post nascita. Anche i papà fanno la loro parte e per questo spesso accompagnano le consorti ai corsi di preparazione, oltre che assistere al parto (se non svengono prima, purtroppo). Ecco che nasce quindi da promozione dell’ASL di Novara, un nuovo corso per la preparazione alla nascita dedicato ai papà ed ai neopapà. Questo corso è diventato un must per i genitori che vogliono promuovere il proprio ruolo consapevole e responsabile.