Gratis sul web la guida contro la balbuzie

 

Parliamo di una particolarità molto diffusa oggi, la balbuzie. Sicuramente ognuno di noi è capitato nella propria vita sulla strada di qualcuno che soffre di questa particolarità. La soluzione sicuramente non sembra quella di mettergli fretta oppure di anticipare le sue parole…o peggio di ridergli in faccia e sbuffare. L’obiettivo è quindi quello di non trasformare la sua particolarità in difetti e peso.

Il web ci aiuta ad essere dalla parte delle persone balbuzienti, con un progetto di sensibilizzazione che nasce proprio dall’Associazione Onlus “Vivere senza balbuzie“. Parliamo di una guida gratuita, distribuita sul web che include molti consigli per gli insegnanti che sono alle prese quotidianamente con giovani ragazzi che soffrono di babluzie e soprattutto scritta con i consigli di chi soffre di questa particolarità.

Stress, caffeina favorisce concentrazione sul lavoro solo nelle donne

 La mancanza di concentrazione nel corso di una giornata lavorativa particolarmente stressante è un tarlo che, chi più chi meno, si ritrovano prima o poi a dover affrontare in molti. La caffeina, in questi casi, è sempre stata considerata un valido alleato per ritrovare le forze mentali e rimanere lucidi e svegli ancora un altro po’. Numerosi studi, però, hanno ammonito sugli effetti sulla salute di un consumo eccessivo di bevande a base di caffeina.

Lasciando per un attimo da parte le implicazioni sull’organismo, occupiamoci della parte che interessa chi la utilizza per concentrarsi al meglio quando è stanco. Funziona o meno contro lo stress?

Confessione via iPad e iPhone, quando l’esame di coscienza è un’applicazione

 Chi è senza peccato scagli la prima pietra ma anche un smsAmici di Iovalgo, qualunque sia la natura del vostro rapporto con la fede e con quelli che ciascuna religione considera peccati di cui pentirsi e per i quali chiedere perdono,  potrebbe interessarvi sapere che oggi l’esame di coscienza, spiritualmente parlando, come un po’ tutto, passa anche attraverso un’applicazione iPhone.

La religione fa buon uso delle nuove tecnologie in questo caso e si adegua ai mezzi di comunicazione di moderna generazione. Si chiama Confession, A Roman Catholic App e sostituisce al confessionale e alla grata tradizionali il palmare.

Matrimonio? Un sogno degli uomini, le donne preferiscono la libertà

 E’ passato da single a fermamente intenzionato a rimanerci, ironizza un gruppo Facebook che prende in giro gli stati sentimentali. E non è tanto lontano dalla realtà, almeno per quanto riguarda le donne non coinvolte in un rapporto sentimentale che amano sempre di più la libertà. Gli uomini single, invece, pare inseguano l’abito bianco. Stereotipi capovolti, insomma.

E’ quanto emerso da un recente studio effettuato negli USA che potrebbe incrinare il già abbastanza compromesso mito dello scapolone indomito che fugge da relazioni stabili e dal matrimonio e non vuole metter su famiglia.
In realtà, stando a quanto afferma l’analisi, la più grande effettuata sui singles, a detta del Time, sarà l’atmosfera tutta cuoricini pre San Valentino, ma il sesso maschile sogna la donna giusta, quella con cui creare un futuro insieme e con cui avere dei bambini.

Via lo stress in cinque mosse

 In realtà, il titolo che potrebbe far sembrare, erroneamente, lo sconfiggere lo stress un gioco da ragazzi, nasconde nella sua semplicità spicciola non poche insidie. Le cinque mosse di cui parliamo, infatti, sono impegnative e necessitano di serietà e costanza per portarci al successo.

Già, perché è bene premettere che la vita ci metterà sempre davanti a degli ostacoli, a degli eventi non proprio facili da affrontare. Rassegnamoci. Accettiamolo. Senza per questo necessariamente stare sempre sulla difensiva. Dobbiamo far crescere in noi la consapevolezza che siamo pronti ad affrontare qualunque cosa ci capiti ma mai correre il rischio di voler controllare o peggio anticipare tutto, disegnando nella nostra mente gli scenari più catastrofici e tutto quanto potrebbe capitarci per poter studiare sin da ora le possibili vie d’uscita.

Stress, riconoscere i sintomi delle cinque categorie

 Ne parla Isabelle Filliozat ne L’alchimie du bonheur (L’alchimia della felicità), delle cinque categorie di sintomi da ricondurre e in cui possiamo facilmente ravvisare lo stress. Discorso ripreso dall’esperta di salute olistica Rika Zarai in un Libera le tue emozioni che sarebbe un peccato non leggere.

Campanelli d’allarme, segnali, spie, sintomi, chiamamoli pure come vogliamo, che rappresentano le diverse facce di un esaurimento fisico piuttosto che psichico che colpisce il nostro organismo e che ognuno di noi somatizza diversamente, in funzione del suo modo di vivere e della sua ereditarietà.

Le bugie rendono il rapporto di coppia più felice

Vi è una canzone, che forse non tutti conosceranno ma che spiega in modo esemplare, le dinamiche di molti rapporti: La vita è un paradiso di bugie. Il testo ci “informa” che: ogni coppia, per funzionare, ha bisogno delle sue piccole menzogne. Lo sostengono tra l’altro le ultime ricerche: una relazione, dura in media cinque anni di più ma solo se i partner evitano di dirsi tutta la verità.

Spiega a tal proposito Francesca Tripodi, psicoterapeuta all’Istituto di Sessuologia Clinica di Roma:

Le donne scelgono gli uomini?

 

Cambiano i modi di vivere e cambiano le abitudini…anche nei rapporti di coppia. Sembra infatti che i tempi dei corteggiamenti romantici e cavallereschi in cui gli uomini facevano il primo passo verso le donne, siano finiti. Donzelle e cavalieri, principesse e briganti, lasciano infatti il passo alla donna forte, intraprendente nella coppia e soprattutto piena di iniziative. Il cambiamento sembrerebbe essere insito in una serie di ragioni legate all’evoluzione.
Per far nascere, coltivare e portare avanti un amore, ci vogliono sia il tempo che la pazienza ed in questo le donne hanno un ruolo di primaria importanza. Esse infatti possono avere determinati comportamenti che possono essere ispirati dal carattere. Possono essere immediate, premurose, complici, sensuali e tutta una serie di atteggiamenti che difficilmente possono riscontrarsi nell’uomo. Inoltre, la donna può lasciare intorno a se una scia di interesse che difficilmente l’uomo riesce a fare nei confronti del (ormai ex) gentil sesso.

Poche confidenze in ufficio!

Quanto vi raccontate di solito? E soprattutto quanto parlate di voi stessi con i colleghi d’ufficio? Sia chiaro aprire una porta su se stessi e sulla propria vita privata in ufficio è una scelta che può anche andar bene se oculata e se riusciamo a dare la nostra confidenza a “piccole dosi”.

Del resto è risaputo, quando si tratta di lavoro e di ambiente di lavoro..ci inoltriamo per sentieri non sempre lineari. Proviamo allora a seguire i consigli dello psicologo e sociologo Enrico Cheli, autore di Le relazioni interpersonali (Xenia Edizioni):

Tenete a bada l’impulsività, la voglia di dire tutto a tutti, ascoltate sempre i segnali che vengono dall’ambiente e verificate il feedback delle confidenze. Parlare del privato è positivo solo se il clima relazionale in ufficio è sciolto, sociale: allora aprirsi viene naturale. Se invece l’atmosfera è formale, bisogna capire con chi parlare di sé e con chi no. Infine, quando l’atmosfera è conflittuale, è meglio lasciar perdere. E’ importante dunque prestare particolare attenzione al modo in cui parli di te. Prima verifica se l’argomento è d’interesse per l’interlocutore, e se è questo è disponibile ad aprirsi a sua volta. Ci vuole reciprocità nei rapporti, altrimenti si rischia di sembrare narcisisti ed egocentrici con un effetto boomerang: finisci per creare barriere invece che ponti.

Siamo la coppia perfetta ma non a letto. Perché?

Belli da guardare, non fate nulla se non è all’unisono. Vi si può considerare di buon grado, la delizia e la croce di coloro che soffrono di invidie inconfessabili: non c’è dubbio, sulla carta siete la coppia perfetta.

Eppure succede che quando vi ritrovate voi due soli, è la noia completa e l’intesa che altri vi attribuiscono, in realtà non è così “idilliaca” e soprattutto è tra le lenzuole che viene “drammaticamente a mancare”.

Come conquistare una donna, dillo con una canzone di Cabrel

 Predisporre il gentil sesso al flirt. L’era sfacciata di cioccolatini, fiori e complimenti lusinghieri sussurrati con voce suadente si apre a strategie più sottili, quasi impercettibili, che potrebbero agevolarvi nel corteggiamento senza esporvi eccessivamente a quella situazione di svantaggio che associa queste azioni ad un’ammissione di interesse, da cui non si può facilmente fare dietro-front in caso di scarso interesse sul versante opposto.

Come fare a farsi dare il numero di telefono (ma varrà lo stesso il contatto Facebook?) da una donna utilizzando la musica, ce lo spiega uno studio effettuato dai ricercatori Nicolas Guéguen e Céline Jacob dell’Université de Bretagne-Sud in collaborazione con Lubomir Lamy dell’Université de Paris-Sud.

Autostima a terra e stress alle stelle per 3 insegnanti italiani su 4

 Classi troppo affollate, risale alle scorse settimane la polemica sulle aule-pollaio degli istituti italiani. Quella consapevolezza, frustrante, di non riuscire a seguire tutti gli alunni come meriterebbero. La scarsa presenza delle famiglie nel percorso educativo-didattico. Senza contare il precariato, i trasferimenti dopo appena un anno, da un istituto all’altro, che impediscono di iniziare ad instaurare un rapporto duraturo con la propria classe, non solo a livello didattico, ma anche umano.

Questo e tanto altro alla base del crollo di autostima registrato dagli esperti negli ultimi anni tra i docenti italiani. Pensate che solo l’1% si ritiene di fondamentale importanza per l’educazione dei giovani.
Ce ne parla il dottor Vittorio Lodolo D’Oria, esperto del Disagio Mentale Professionale (DMP) negli insegnanti.

Dove nasce la paura

 

Secondo un recente studio portato a termine negli Stati Uniti d’America, le fobie non sono innate, bensì derivano da quelle che hanno i nostri genitori. Le paure che si sviluppano dentro di noi, sono frutto di un insegnamento non congentito, bensì, che si impara dalla vita di tutti i giorni tra le pareti di casa.

Quindi, in modo consapevole o meno, i nostri genitori ci trasmettono le proprie paure riuscendo a creare il vero terrore nei piccoli. Questo terrore può essere di diverso tipo, tra i più classici abbiamo i rettili, i ragni, il buio, il chiuso, l’aereo o tante altre paure.

Autostima, avere più fiducia in se stessi con le 7 regole del corso pratico di Riza – seconda parte

 Proseguiamo il nostro viaggio alla scoperta del corso pratico di Riza, dopo aver illustrato i primi tre step del programma messo a punto da Morelli per accrescere l’autostima ed acquistare maggiore fiducia in se stessi.

Quarta regola: Indossa il vestito più bello. No, non parliamo di uniformarsi alla moda del momento o di portare il colore che spopola in questa stagione. Parliamo di valorizzare la nostra unicità, di sentirci bene a vestire i nostri panni ogni giorno, di metterci addosso quello che ci piace e che ci mette di buon umore. E’ il momento di chiedersi:

Come ti vesti la mattina appena ti svegli? Ti camuffi con abiti anonimi o ti sai valorizzare con capi che evidenziano la tua unicità? Sentirti bene nei tuoi “panni” ti aiuta ad autostimarti.