L’imbarazzo del silenzio

 

Oggi parliamo di un recente studio di psicologia che è stato condotto dall’Università di Groningen e pubblicato successivamente sul Journal of Experimental Social Psychology firmato da Namkje Koudenburg, ricercatore olandese definito lo psicologo del silenzio.
In questo studio si parla di una situazione che ricorre spesso nella quotidianità dell’essere umano: il silenzio. Una breve pausa di silenzio tra due persone è comprensibile, e porta anche alla distensione dei nervi, ma purtroppo se quest’ultima dura più di quattro secondi non è normale e può creare imbarazzo e soprattutto è indice di qualcosa che non va, tipo un disaccordo.

Non passa inosservata e proprio per questo gli studiosi di Groningen sono voluti andare a fondo sul problema.
Lo studio è partito da due esperimenti diversi tra loro, che hanno portato in esame circa 162 studenti universitari. Per cominciare, ci si è assicurati che alla base ci siano degli istinti di accettazione sociale tra di essi e soprattutto che pre esista un senso di appartenenza ad un gruppo, filtrando o quasi eliminando la paura “primordiale” dell’esclusione da una rete non amicale, ma portando l’individuo in una rete di amici e socialmente attiva.

Stress, affrontare il risveglio con lo spirito giusto

 Non so voi, amici, ma il risveglio per me è traumatico. Spesso sottovalutiamo l’influenza di un inizio soft sul decorso, più o meno positivo, della nostra giornata.
Eppure, partire con lo spirito giusto sin dalle prime ore del mattino è a dir poco cruciale.

Se pensiamo a cosa ci stressa maggiormente appena svegli, uno dei principali imputati è sicuramente il carico di doveri, obblighi, commissioni, lavoro che ci aspetta. Ricordate il discorso delle zavorre che facevamo qualche giorno fa? Aggiungete alla lista degli accessori di cui non avete bisogno per vivere l’overload di pensieri e informazioni che ci affolla la mente non appena riapriamo gli occhi.

Pessimisti si nasce, quando il bicchiere mezzo vuoto è colpa di un gene

 Il pessimismo? Una questione di geni! Non sempre, ovviamente, però può accadere di essere predisposti sin dalla nascita ad un atteggiamento pessimista verso la vita.
A dirlo è un’équipe di ricercatori dell’Università del Michigan spiegando che ci sono persone geneticamente programmate per essere negative.

Gli autori dello studio, riportato dalla rivista di divulgazione scientifica Archives of General Psychiatry, hanno individuato nel cervello dei pessimisti cronici livelli più bassi di una sostanza chimica che pare essere capace di influenzare il nostro modo di vedere il mondo.

Perchè l’umore cala in inverno

 

Noi che ci occupiamo spesso di psicologia e soprattutto di modi di vivere, ci troviamo a parlare oggi di uno status mentale che colpisce circa il 75% della popolazione mondiale: il malumore invernale. L’umore in inverno spesso va molto giù, buona parte delle persone provano un senso malinconico di tristezza, poca voglia di intraprendere iniziative e soprattutto molta attesa nei confronti della bella stagione. Tutto questo status negativo, influisce negativamente sul nostro stile di vita e sulle nostre relazioni sociali. Indicatori e modificatori del nostro umore sarebbero freddo, giornate corte e voglia di rinchiudersi in casa.
A queste situazioni fisiche che quasi ci costringono a rimanere chiusi in noi stessi, si può però reagire. Il segreto sta nel pensiero positivo legato ai nuovi obiettivi. A lanciare l’input per la miglioria è un recente studio dell’Università del Missouri che ha pubblicato una serie di consigli per essere allegri e spensierati anche durante il periodo invernale.

Il senso di angoscia opprime un italiano su tre

 Dal IV Rapporto sulla rappresentazione sociale e mediatica della sicurezza in Europa, condotto da Demos, Osservatorio di Pavia e Fondazione Unipolis, emerge, tra gli altri dati, la fotografia delle principali paure e angosce degli italiani. A minare la fiducia nel futuro dei cittadini della penisola in primis la disoccupazione e la crisi economica che sono in cima ai pensieri poco rosei di ben il 60% della popolazione.

Paure e ansie che non ottengono molto spazio nella rappresentazione mediatica dei timori sociali, a differenza di quanto accade nel resto d’Europa, dove tg e media danno più voce a quelle che sono le problematiche che ostacolano la serenità dei cittadini.

Stress, Zen! il gioco per iPad che rilassa corpo e mente

 Dopo l’esame di coscienza, le varie applicazioni per misurare il battito cardiaco e per calmarsi con la respirazione, parliamo di un gioco antistress che approda su iPad con una app tutta italiana sviluppata dall’azienda palermitana DooLabs di Marco Siino.

Si chiama Zen! ed è una tavoletta di legno virtuale che aiuta a rilassare corpo e mente, sfruttando delle sfere colorate da incanalare nei fori dello stesso colore, inclinando il dispositivo.

Gratis sul web la guida contro la balbuzie

 

Parliamo di una particolarità molto diffusa oggi, la balbuzie. Sicuramente ognuno di noi è capitato nella propria vita sulla strada di qualcuno che soffre di questa particolarità. La soluzione sicuramente non sembra quella di mettergli fretta oppure di anticipare le sue parole…o peggio di ridergli in faccia e sbuffare. L’obiettivo è quindi quello di non trasformare la sua particolarità in difetti e peso.

Il web ci aiuta ad essere dalla parte delle persone balbuzienti, con un progetto di sensibilizzazione che nasce proprio dall’Associazione Onlus “Vivere senza balbuzie“. Parliamo di una guida gratuita, distribuita sul web che include molti consigli per gli insegnanti che sono alle prese quotidianamente con giovani ragazzi che soffrono di babluzie e soprattutto scritta con i consigli di chi soffre di questa particolarità.

Stress, caffeina favorisce concentrazione sul lavoro solo nelle donne

 La mancanza di concentrazione nel corso di una giornata lavorativa particolarmente stressante è un tarlo che, chi più chi meno, si ritrovano prima o poi a dover affrontare in molti. La caffeina, in questi casi, è sempre stata considerata un valido alleato per ritrovare le forze mentali e rimanere lucidi e svegli ancora un altro po’. Numerosi studi, però, hanno ammonito sugli effetti sulla salute di un consumo eccessivo di bevande a base di caffeina.

Lasciando per un attimo da parte le implicazioni sull’organismo, occupiamoci della parte che interessa chi la utilizza per concentrarsi al meglio quando è stanco. Funziona o meno contro lo stress?

Confessione via iPad e iPhone, quando l’esame di coscienza è un’applicazione

 Chi è senza peccato scagli la prima pietra ma anche un smsAmici di Iovalgo, qualunque sia la natura del vostro rapporto con la fede e con quelli che ciascuna religione considera peccati di cui pentirsi e per i quali chiedere perdono,  potrebbe interessarvi sapere che oggi l’esame di coscienza, spiritualmente parlando, come un po’ tutto, passa anche attraverso un’applicazione iPhone.

La religione fa buon uso delle nuove tecnologie in questo caso e si adegua ai mezzi di comunicazione di moderna generazione. Si chiama Confession, A Roman Catholic App e sostituisce al confessionale e alla grata tradizionali il palmare.

Matrimonio? Un sogno degli uomini, le donne preferiscono la libertà

 E’ passato da single a fermamente intenzionato a rimanerci, ironizza un gruppo Facebook che prende in giro gli stati sentimentali. E non è tanto lontano dalla realtà, almeno per quanto riguarda le donne non coinvolte in un rapporto sentimentale che amano sempre di più la libertà. Gli uomini single, invece, pare inseguano l’abito bianco. Stereotipi capovolti, insomma.

E’ quanto emerso da un recente studio effettuato negli USA che potrebbe incrinare il già abbastanza compromesso mito dello scapolone indomito che fugge da relazioni stabili e dal matrimonio e non vuole metter su famiglia.
In realtà, stando a quanto afferma l’analisi, la più grande effettuata sui singles, a detta del Time, sarà l’atmosfera tutta cuoricini pre San Valentino, ma il sesso maschile sogna la donna giusta, quella con cui creare un futuro insieme e con cui avere dei bambini.

Via lo stress in cinque mosse

 In realtà, il titolo che potrebbe far sembrare, erroneamente, lo sconfiggere lo stress un gioco da ragazzi, nasconde nella sua semplicità spicciola non poche insidie. Le cinque mosse di cui parliamo, infatti, sono impegnative e necessitano di serietà e costanza per portarci al successo.

Già, perché è bene premettere che la vita ci metterà sempre davanti a degli ostacoli, a degli eventi non proprio facili da affrontare. Rassegnamoci. Accettiamolo. Senza per questo necessariamente stare sempre sulla difensiva. Dobbiamo far crescere in noi la consapevolezza che siamo pronti ad affrontare qualunque cosa ci capiti ma mai correre il rischio di voler controllare o peggio anticipare tutto, disegnando nella nostra mente gli scenari più catastrofici e tutto quanto potrebbe capitarci per poter studiare sin da ora le possibili vie d’uscita.

Stress, riconoscere i sintomi delle cinque categorie

 Ne parla Isabelle Filliozat ne L’alchimie du bonheur (L’alchimia della felicità), delle cinque categorie di sintomi da ricondurre e in cui possiamo facilmente ravvisare lo stress. Discorso ripreso dall’esperta di salute olistica Rika Zarai in un Libera le tue emozioni che sarebbe un peccato non leggere.

Campanelli d’allarme, segnali, spie, sintomi, chiamamoli pure come vogliamo, che rappresentano le diverse facce di un esaurimento fisico piuttosto che psichico che colpisce il nostro organismo e che ognuno di noi somatizza diversamente, in funzione del suo modo di vivere e della sua ereditarietà.

Le bugie rendono il rapporto di coppia più felice

Vi è una canzone, che forse non tutti conosceranno ma che spiega in modo esemplare, le dinamiche di molti rapporti: La vita è un paradiso di bugie. Il testo ci “informa” che: ogni coppia, per funzionare, ha bisogno delle sue piccole menzogne. Lo sostengono tra l’altro le ultime ricerche: una relazione, dura in media cinque anni di più ma solo se i partner evitano di dirsi tutta la verità.

Spiega a tal proposito Francesca Tripodi, psicoterapeuta all’Istituto di Sessuologia Clinica di Roma:

Le donne scelgono gli uomini?

 

Cambiano i modi di vivere e cambiano le abitudini…anche nei rapporti di coppia. Sembra infatti che i tempi dei corteggiamenti romantici e cavallereschi in cui gli uomini facevano il primo passo verso le donne, siano finiti. Donzelle e cavalieri, principesse e briganti, lasciano infatti il passo alla donna forte, intraprendente nella coppia e soprattutto piena di iniziative. Il cambiamento sembrerebbe essere insito in una serie di ragioni legate all’evoluzione.
Per far nascere, coltivare e portare avanti un amore, ci vogliono sia il tempo che la pazienza ed in questo le donne hanno un ruolo di primaria importanza. Esse infatti possono avere determinati comportamenti che possono essere ispirati dal carattere. Possono essere immediate, premurose, complici, sensuali e tutta una serie di atteggiamenti che difficilmente possono riscontrarsi nell’uomo. Inoltre, la donna può lasciare intorno a se una scia di interesse che difficilmente l’uomo riesce a fare nei confronti del (ormai ex) gentil sesso.