Noi che ci occupiamo spesso di psicologia e soprattutto di modi di vivere, ci troviamo a parlare oggi di uno status mentale che colpisce circa il 75% della popolazione mondiale: il malumore invernale. L’umore in inverno spesso va molto giù, buona parte delle persone provano un senso malinconico di tristezza, poca voglia di intraprendere iniziative e soprattutto molta attesa nei confronti della bella stagione. Tutto questo status negativo, influisce negativamente sul nostro stile di vita e sulle nostre relazioni sociali. Indicatori e modificatori del nostro umore sarebbero freddo, giornate corte e voglia di rinchiudersi in casa.
A queste situazioni fisiche che quasi ci costringono a rimanere chiusi in noi stessi, si può però reagire. Il segreto sta nel pensiero positivo legato ai nuovi obiettivi. A lanciare l’input per la miglioria è un recente studio dell’Università del Missouri che ha pubblicato una serie di consigli per essere allegri e spensierati anche durante il periodo invernale.
Dal IV Rapporto sulla rappresentazione sociale e mediatica della sicurezza in Europa, condotto da Demos, Osservatorio di Pavia e Fondazione Unipolis, emerge, tra gli altri dati, la fotografia delle principali
Dopo l’
La mancanza di concentrazione nel corso di una giornata lavorativa particolarmente stressante è un tarlo che, chi più chi meno, si ritrovano prima o poi a dover affrontare in molti. La caffeina, in questi casi, è sempre stata considerata un valido alleato per ritrovare le forze mentali e rimanere lucidi e svegli ancora un altro po’. Numerosi studi, però, hanno ammonito sugli effetti sulla salute di un consumo eccessivo di bevande a base di caffeina.
Chi è senza peccato scagli la prima pietra ma anche un sms…
E’ passato da single a fermamente intenzionato a rimanerci, ironizza un gruppo Facebook che prende in giro gli stati sentimentali. E non è tanto lontano dalla realtà, almeno per quanto riguarda le donne non coinvolte in un rapporto sentimentale che amano sempre di più la libertà. Gli
In realtà, il titolo che potrebbe far sembrare, erroneamente, lo
Ne parla Isabelle Filliozat ne L’alchimie du bonheur (L’alchimia della felicità), delle cinque categorie di sintomi da ricondurre e in cui possiamo facilmente ravvisare lo